Dopo il crollo di luglio, Musk recupera oltre 200 miliardi in un solo mese e sfiora di nuovo il trilione. Fuori dalla top 10 due ex numeri uno del mondo: Bernard Arnault e Warren Buffett
Chi è l’uomo più ricco del mondo? Anche se non è semplice calcolare i patrimoni personali dei «ricconi» del pianeta, da anni la rivista specializzata Forbes si adopera per portare a compimento questa sorta di impresa titanica. La classifica costantemente aggiornata delle persone più ricche al mondo si basa così sulle stime dei patrimoni personali, presentando diverse conferme ma anche importanti cambiamenti rispetto ai precedenti report.
Secondo Forbes, a dominare la classifica degli uomini più ricchi del mondo rimane ancora una volta Elon Musk, che a settembre 2026 ha visto il suo patrimonio risalire a 892 miliardi di dollari, recuperando gran parte del terreno perduto a luglio ma senza ancora tornare trilionario. Alle sue spalle si conferma Larry Page, con un patrimonio di 277 miliardi di dollari, mentre al terzo posto resta Jeff Bezos, ancora davanti a Sergey Brin in una classifica sempre più dinamica e influenzata dalle oscillazioni dei mercati finanziari globali.
Vediamo allora nel dettaglio la classifica dei dieci uomini più ricchi al mondo (aggiornata a settembre 2026) secondo Forbes. Per stilare la graduatoria, l’analisi tiene conto dei valori azionari e dei tassi di cambio aggiornati, integrati da documenti ufficiali, registri finanziari e giudiziari, oltre a informazioni su beni materiali come immobili, opere d’arte, yacht e jet privati.
Agosto 2026: Musk recupera 202 miliardi, escono dalla top 10 Arnault e Buffett
Dopo il tracollo record di luglio, ad agosto il patrimonio di Elon Musk è tornato a correre: le azioni di SpaceX e Tesla sono salite rispettivamente del 33% e del 18%, facendo lievitare la sua fortuna di circa 202 miliardi di dollari in un solo mese. Con 892 miliardi di dollari il fondatore è ormai a un passo dal riconquistare il titolo di unico trilionario della storia, pur restando lontano dal proprio record di 1.330 miliardi, toccato a metà giugno al picco di SpaceX. Musk è oggi oltre tre volte più ricco del secondo classificato. Complessivamente, il patrimonio aggregato dei dieci più ricchi del pianeta sale a circa 2.800 miliardi di dollari, dai 2.600 miliardi del mese precedente.
Il grande perdente del mese è Larry Page, che cede circa 15 miliardi. Arretrano anche Jeff Bezos (-10 miliardi) e Sergey Brin (-13 miliardi), che riescono però a mantenere rispettivamente il terzo e il quarto posto. Del resto tutti i primi sei della classifica conservano la propria posizione: tra loro crescono Michael Dell e Mark Zuckerberg.
A cambiare volto è invece la parte bassa della graduatoria. Larry Ellison - che agli inizi di giugno era stato brevemente il secondo uomo più ricco del mondo - risale dall’ottavo al settimo posto, mettendo a segno il secondo maggior incremento del mese dopo Musk: 25 miliardi in più grazie al rialzo del 15% delle azioni Oracle. A scambiarsi di posizione con lui è Jensen Huang, ottavo nonostante un guadagno di 17 miliardi. Scivolano invece fuori dalla top 10 due ex numeri uno del mondo: il francese Bernard Arnault, l’uomo più ricco d’Europa, penalizzato dal calo di LVMH - colpita dalla frenata degli acquisti di lusso da parte dei consumatori cinesi - e Warren Buffett, il cui titolo della holding Berkshire Hathaway ha ripiegato dopo aver toccato il massimo degli ultimi dodici mesi. Al loro posto entrano l’ex CEO di Microsoft Steve Ballmer, che sale dall’undicesima alla nona posizione (+10 miliardi), e Amancio Ortega, storico patron di Zara, che passa dal dodicesimo al decimo posto (+5 miliardi).
Quanto alle donne, la statunitense Alice Walton resta la donna più ricca al mondo, con un patrimonio stimato in 116 miliardi di dollari.
1) Elon Musk (Sudafrica-Usa) - $892 miliardi
L’uomo più ricco del mondo è ancora una volta Elon Musk, il cui patrimonio risale a 892 miliardi di dollari, in crescita di circa 202 miliardi rispetto al mese precedente: dopo il tracollo da 363 miliardi di luglio, agosto ha segnato un deciso rimbalzo che riporta il fondatore a un passo dai 900 miliardi. A questo ritmo gli manca solo un’ultima spinta per riconquistare il titolo di primo e unico trilionario della storia, anche se resta ancora lontano dal proprio record di 1.330 miliardi di dollari, toccato a metà giugno al picco di SpaceX. Musk è comunque oltre tre volte più ricco del secondo uomo più ricco del pianeta, Larry Page.
La sua ricchezza resta trainata soprattutto da SpaceX, che ha incorporato xAI e la cui capitalizzazione è salita fino a quasi 2.000 miliardi di dollari, dai 1.500 miliardi del mese precedente. Proprio il recupero dei titoli è all’origine del rimbalzo: ad agosto le azioni di SpaceX sono cresciute del 33% e quelle di Tesla del 18%. Forbes stima che Musk detenga circa il 38% del colosso spaziale - di gran lunga il suo asset più prezioso - a cui si aggiunge la partecipazione di circa l’11% in Tesla, che capitalizza 1.200 miliardi di dollari.
Il debutto in Borsa resta comunque una tappa storica: il 12 giugno 2026, SpaceX ha esordito al Nasdaq chiudendo la prima seduta con una capitalizzazione di circa 2.200 miliardi di dollari, facendo di Musk il primo trilionario della storia. Un primato però effimero, spazzato via nel giro di poche settimane dal crollo di luglio, prima del recupero di agosto.
Nel novembre scorso, gli azionisti Tesla hanno approvato un pacchetto retributivo record legato ai cosiddetti obiettivi «Mars shot», che potrebbe assegnargli stock option per un valore teorico fino a 1.000 miliardi di dollari. Sul fronte giudiziario, la causa intentata da Musk contro OpenAI - per ottenere un risarcimento per i suoi contributi all’organizzazione quando era ancora una no-profit - è stata respinta per ragioni procedurali a maggio, anche se Musk dovrebbe presentare ricorso.
2) Larry Page (Usa) - $277 miliardi
Larry Page si conferma come secondo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio pari a 277 miliardi di dollari, in calo di circa 15 miliardi rispetto al mese precedente: è il grande perdente del mese all’interno della top 10.
Cofondatore di Google insieme a Sergey Brin nel 1998, è oggi uno degli azionisti di controllo di Alphabet e membro del board. Dopo essere stato CEO in due diverse fasi (fino al 2001 e poi dal 2011 al 2015), ha progressivamente assunto un ruolo più defilato ma sempre centrale nelle strategie del gruppo.
Page è solo il terzo individuo nella storia ad aver superato la soglia dei 300 miliardi di dollari, insieme a Musk e a Ellison: un traguardo raggiunto in aprile, prima che i ribassi successivi riportassero il suo patrimonio sotto quella soglia. Parallelamente, Page è impegnato nello sviluppo della startup Dynatomics, focalizzata sulla produzione avanzata tramite AI, confermando il suo ruolo chiave nell’innovazione tecnologica globale.
3) Jeff Bezos (Usa) - $268 miliardi
Jeff Bezos si conferma al 3° posto con un patrimonio stimato in 268 miliardi di dollari, in calo di circa 10 miliardi rispetto al mese precedente: nonostante la flessione, mantiene il terzo gradino del podio conquistato a luglio scavalcando Sergey Brin.
Fondatore di Amazon nel 1994, ha guidato il gruppo fino al 2021, restando oggi presidente esecutivo. Negli anni ha venduto oltre 49 miliardi di dollari in azioni Amazon e oggi ne possiede circa l’8%.
In una lunga intervista rilasciata a maggio, Bezos ha svelato i dettagli della sua nuova avventura imprenditoriale: AI Project Prometheus, startup focalizzata su ingegneria e manifattura avanzata tramite intelligenza artificiale, che a giugno ha chiuso un round di finanziamento a una valutazione di 41 miliardi di dollari. Bezos ne è co-CEO: il suo primo ruolo operativo dal 2021. Parallelamente continua a investire in Blue Origin e tramite Bezos Expeditions in startup come Airbnb. Recentemente è stato anche al centro delle polemiche per la ristrutturazione del Washington Post.
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4) Sergey Brin (Usa) - $256 miliardi
Si conferma al 4° posto Sergey Brin, con un patrimonio pari a 256 miliardi di dollari, in calo di circa 13 miliardi rispetto al mese precedente: pur cedendo terreno, il cofondatore di Google mantiene la sua posizione.
Cofondatore di Google insieme a Larry Page, è tornato negli ultimi anni a ricoprire un ruolo attivo nelle strategie di Alphabet, in particolare nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. È stato indicato come «core contributor» dei modelli Gemini, segnando il suo rientro operativo dopo un periodo di semi-ritiro.
Brin resta membro del board e azionista di controllo del gruppo. A fine 2025 ha donato 1,1 miliardi di dollari in azioni Alphabet alla sua fondazione Catalyst4, attiva nella ricerca medica e climatica. Avrebbe inoltre acquisito residenze a Malibu e sul versante nevadense del lago Tahoe e avrebbe speso oltre 100 milioni di dollari per contrastare la proposta di una wealth tax una tantum del 5% sui miliardari in California (la cosiddetta Proposition 40), oltre a sostenere una no-profit californiana impegnata sul fronte dell’accessibilità abitativa.
5) Michael Dell (Usa) - $241 miliardi
Michael Dell
Fondatore di Dell
Michael Dell si conferma al quinto posto con un patrimonio pari a 241 miliardi di dollari, in rialzo di circa 12 miliardi rispetto al mese precedente.
Fondatore di Dell Technologies, ha iniziato vendendo computer dal dormitorio universitario dell’Università del Texas a 19 anni - incassando 80.000 dollari entro la fine del primo anno - fino a costruire uno dei più grandi gruppi tecnologici al mondo. La svolta storica è arrivata con la fusione da 60 miliardi con EMC nel 2016.
Dell ha portato la sua azienda in Borsa nel 1988, per poi ritirarla dal mercato (con il fondo di private equity Silver Lake Partners) nel 2013 e quotarla nuovamente nel 2018, in una delle operazioni finanziarie più complesse del settore. La vendita di VMware a Broadcom per 69 miliardi - il 39% dei quali è andato proprio a Dell - ha ulteriormente rafforzato la sua fortuna, sospinta nell’ultimo anno dalla forte domanda di server per l’intelligenza artificiale. A dicembre, insieme alla moglie, ha destinato 6,25 miliardi di dollari ai cosiddetti «Trump Accounts», conti di investimento iniziale da 250 dollari ciascuno pensati per 25 milioni di bambini statunitensi.
6) Mark Zuckerberg (Usa) - $197 miliardi
Mark Zuckerberg si conferma al sesto posto con un patrimonio pari a 197 miliardi di dollari, in rialzo di circa 6 miliardi rispetto al mese precedente.
Fondatore di Facebook nel 2004, oggi Meta è il più grande social network globale e controlla piattaforme come Instagram e WhatsApp. Zuckerberg resta CEO e detiene circa il 13% del gruppo.
Meta continua a puntare su metaverso, AI e nuove tecnologie, inclusa una collaborazione con Prada per occhiali smart. Ad agosto, però, l’azienda ha accettato un patteggiamento da 18 miliardi di dollari per chiudere una causa storica intentata da 29 Stati americani, secondo cui le sue piattaforme social sarebbero state progettate per creare dipendenza nei minori, ingannando l’opinione pubblica sui relativi rischi. Insieme alla moglie Priscilla Chan, Zuckerberg è comunque molto attivo nella filantropia, con progetti focalizzati su salute e ricerca scientifica.
7) Larry Ellison (Usa) - $193 miliardi
Torna a salire Larry Ellison, che risale al settimo posto con un patrimonio pari a 193 miliardi di dollari: un guadagno di circa 25 miliardi in un solo mese, il secondo maggiore incremento tra i super-ricchi del pianeta dopo quello di Musk. Il rialzo del 15% delle azioni Oracle gli ha permesso di riguadagnare una posizione, con lo scambio di piazzamento a spese di Jensen Huang.
Fondatore di Oracle, continua a trarre gran parte della sua ricchezza dalle quote nella società, di cui possiede circa il 40%. Il titolo era stato protagonista di una corsa straordinaria - spinto dalla domanda di infrastrutture AI e da un accordo siglato il 1° maggio con il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti per implementare i suoi strumenti di intelligenza artificiale su reti classificate destinate a operazioni di difesa, intelligence e uso governativo - salvo poi ripiegare: le azioni Oracle valgono oggi circa la metà del picco toccato nel 2025.
Ellison è anche al centro di un’operazione industriale di portata storica: l’offerta di Paramount per acquisire Warner Bros. Discovery per 111 miliardi di dollari - operazione che vede il coinvolgimento diretto di Ellison e di suo figlio David - potrebbe ridefinire l’intero panorama dei media globali, mettendo sotto lo stesso tetto CBS e CNN, HBO Max e Paramount+, Warner Bros. e Paramount Pictures. A luglio i due hanno però accettato di congelare l’operazione fino a giugno 2027, o comunque fino alla risoluzione di un contenzioso legale avviato per motivi antitrust. Ellison, che possiede anche l’isola hawaiana di Lanai (valutata oltre 1 miliardo di dollari), ha da tempo trasferito la residenza a Manalapan, Florida, a circa 20 minuti di guida dal Mar-a-Lago di Donald Trump.
8) Jensen Huang (Usa) - $191 miliardi
Jensen Huang
Presidente Nvidia
Fondatore e CEO di Nvidia, Jensen Huang scivola all’ottavo posto pur mettendo a segno un progresso di circa 17 miliardi nell’ultimo mese, che porta il suo patrimonio a 191 miliardi di dollari: a fargli cedere una posizione è stato lo scambio di piazzamento con Larry Ellison.
Dal 1993 guida Nvidia, trasformandola da azienda focalizzata sul gaming a leader globale nei chip per l’intelligenza artificiale. Le sue GPU sono oggi fondamentali per data center e applicazioni AI, rendendo Nvidia una delle aziende più influenti al mondo.
Huang possiede circa il 3% della società, che è stata tra le prime a raggiungere valutazioni record fino a 5 trilioni di dollari. Nato a Taiwan, ha vissuto parte della sua infanzia in Thailandia prima di trasferirsi negli Stati Uniti, dove ha costruito una delle storie imprenditoriali più rilevanti degli ultimi decenni.
9) Steve Ballmer (Usa) - $155 miliardi
Fa il suo ingresso nella top 10 Steve Ballmer, che sale al nono posto con un patrimonio pari a 155 miliardi di dollari, in rialzo di circa 10 miliardi rispetto al mese precedente: un balzo che lo porta dall’undicesima alla nona posizione, sospinto dall’andamento del titolo Microsoft.
Ex CEO di Microsoft, dall’energia leggendaria, ha guidato il colosso di Redmond dal 2000 al 2014. Era entrato in azienda come dipendente numero 30, dopo aver abbandonato il programma MBA di Stanford, e aveva conosciuto il cofondatore Bill Gates quando entrambi erano studenti ad Harvard. Ballmer ha guidato Microsoft nel periodo successivo alla prima crisi delle dot-com e negli sforzi per recuperare il ritardo su Google nella ricerca online e su Apple nella telefonia mobile.
L’anno del suo ritiro da Microsoft ha acquistato la franchigia NBA dei Los Angeles Clippers per 2 miliardi di dollari - oggi valutata da Forbes circa 7,5 miliardi - spendendo altri 2 miliardi per la costruzione dello stadio della squadra, l’Intuit Dome. Al momento del ritiro deteneva il 4% delle azioni Microsoft e afferma di esserne tuttora il maggiore azionista individuale. Dal 2014 ha intensificato l’attività filantropica: finora la famiglia Ballmer ha donato oltre 6,5 miliardi di dollari.
10) Amancio Ortega (Spagna) - $148 miliardi
Entra in top 10 anche Amancio Ortega, che si posiziona al decimo posto con un patrimonio pari a 148 miliardi di dollari, in crescita di circa 5 miliardi rispetto al mese precedente: sale così dal dodicesimo al decimo posto e diventa l’unico membro non statunitense della top 10, prendendo il posto del francese Bernard Arnault.
Pioniere del fast fashion, ha cofondato nel 1975 il gruppo Inditex - noto soprattutto per la catena Zara - insieme all’ex moglie Rosalia Mera (scomparsa nel 2013). Possiede circa il 60% di Inditex, quotata a Madrid, che conta sette marchi (tra cui Massimo Dutti e Pull & Bear) e circa 5.000 negozi in tutto il mondo. Dal 2022 la figlia Marta Ortega Pérez ne è presidente.
Ortega incassa oltre 400 milioni di dollari l’anno in dividendi, che reinveste prevalentemente nel settore immobiliare tra Europa e Nord America. Il suo portafoglio - che comprende immobili logistici, residenziali e direzionali - vale oltre 20 miliardi di dollari e annovera tra gli inquilini colossi come Apple, Amazon e Walmart.
I più ricchi del mondo: i dati estrapolati dalla classifica di Forbes
A settembre 2026 la lista dei miliardari censiti da Forbes conta 3.428 individui, confermando livelli record. Gli Stati Uniti restano la patria con il maggior numero di super-ricchi: 9 dei 10 più ricchi del pianeta sono cittadini americani, con l’unica eccezione dello spagnolo Amancio Ortega, che questo mese prende il posto del francese Bernard Arnault come solo membro non statunitense della top 10.
Rispetto al mese precedente la composizione dei dieci più ricchi cambia sensibilmente: escono Bernard Arnault e Warren Buffett - entrambi in passato numeri uno della classifica mondiale - mentre fanno il loro ingresso Steve Ballmer e Amancio Ortega. Resta invece fuori Bill Gates, uscito dalla lista dei 10 uomini più ricchi già nel 2024, dopo una revisione al ribasso del suo patrimonio. Metà dei dieci più ricchi vale ora almeno 200 miliardi di dollari e, per entrare nella top 10, è necessario - si fa per dire - un patrimonio di almeno 148 miliardi di dollari.
Le donne presenti nella lista sono oltre 400 (13% del totale), soprattutto ereditiere. Alice Walton guida la classifica femminile davanti a Françoise Bettencourt Meyers, con un patrimonio stimato in 116 miliardi di dollari.
Sempre più miliardari sul pianeta, ecco perché
Il 2025 e il 2026 confermano una tendenza storica: mai prima d’ora il numero di miliardari era stato così elevato.
Il patrimonio complessivo di questi super-ricchi raggiunge i 16.100 miliardi di dollari +2.000 miliardi in un anno, una cifra che supera il PIL di quasi tutte le nazioni tranne Stati Uniti e Cina.
La crescita è trainata da alcuni fattori chiave:
- espansione dell’intelligenza artificiale;
- sviluppo di startup deep-tech;
- consolidamento dei mercati tecnologici;
- grandi operazioni di fusione;
- valutazioni elevate di colossi come Nvidia, Meta, Amazon e Alphabet.
Nonostante ciò, la ricchezza resta fortemente concentrata: la maggioranza dei miliardari proviene dal mondo tech, e il numero dei cosiddetti «centimiliardari» continua ad aumentare, rafforzando il peso economico di un’élite sempre più ristretta.
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