La Scozia ha mantenuto la struttura territoriale medievale. Circa metà dei terreni rurali del Paese è controllata da poco più di 400 proprietari privati
La concentrazione del potere nelle mani di pochi è uno dei temi più dibattuti in questo momento storico. I grandi miliardari stanno diventando sempre più ricchi e il boom economico dell’intelligenza artificiale non ha fatto che aumentare le diseguaglianze.
Ma c’è un luogo nel mondo in cui la concentrazione non si limita al mondo dei numeri e della finanza, ma “entra” nel mondo fisico: la Scozia. Circa il 50% delle terre rurali del Paese è controllato da appena 421 proprietari. Una sistema di gestione della proprietà nato nel Medioevo e che è riuscito a sopravvivere a rivoluzioni, riforme sociali e Guerre Mondiali.
Un sistema territoriale antichissimo
Il motivo per cui in Scozia persiste una particolare forma di feudalesimo ha profonde radici storiche. Il Paese non ha abbandonato il suo particolare sistema di grandi proprietà, nato con i clan tribali e proseguito con l’aristocrazia rurale, neanche nel XIX secolo con la nascita dei moderni Stati Nazione.
E mentre negli altri Paesi Europei le terre venivano redistribuite tra cittadini privati e nuove amministrazioni, in Scozia nulla cambiava.
Nel Paese ci fu una profonda anomalia. Mentre in Francia, in Germania e in quasi tutte le zone d’Europa venivano aboliti i privilegi feudali e redistribuite le terre, in Scozia rimase tutto “congelato”. Una delle ragioni fu l’assenza di una rivoluzione o di una guerra civile che promuovessero cambiamenti sociali o modifiche agli assetti proprietari.
Gli aristocratici si sono trasformati in miliardari
Negli scorsi secoli i terreni scozzesi erano nelle mani di feudatari, lord e grandi famiglie aristocratiche. Oggi sono arrivati i miliardari internazionali a dominare la scena e il Paese è diventato una calamita incredibile per i super ricchi e per i fondi di investimento, complice una stabilità giuridica con pochi eguali al mondo.
Non per niente imprenditori come Anders Povlsen (a capo del marchio Jack & Jones e tra i principali investitori di Zalando), Sofie Kirk Kristiansen (ereditiera miliardaria dell’impero Lego) e Mohammed bin Rashid al-Maktoum, sceicco di Dubai stanno acquistando proprietà scozzesi a ritmo sempre più rapido.
Un sistema difficile da riformare
Un recente studio della Scottish Land Commission ha messo in guardia su come queste enormi concentrazioni di terreno in mano di pochi proprietari privati potrebbe avere effetti particolarmente negativi sullo sviluppo rurale e, sopratutto sulla democrazia locale.
Per provare a porre rimedio a questa anomalia il governo scozzese lavora da anni a nuove riforme agrarie. Qualche passo avanti è stato fatto, la trasparenza è migliorata e le gare pubbliche sono state facilitate, ma secondo gli analisti e i media britannici sono strumenti ancora insufficienti.
Lo dimostrano i dati recenti che parlano di ulteriori accorpamenti tra i terreni sotto la spinta dei nuovi miliardari che partono da una singola proprietà e poi, forti del loro enorme potere d’acquisto, iniziano a estendere il loro territorio acquistando quelle dei vicini.
Finché non ci sarà una vera e propria riforma sarà impossibile per le comunità locali o gli agricoltori competere per le terre dei loro antenati.