Quanto guadagna il creatore di Amazon? Il patrimonio di Jeff Bezos

Money.it Guide

15 Aprile 2026 - 17:59

Il patrimonio di Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, tra i 10 uomini più ricchi del mondo: ecco lo stipendio e quanto (e come) guadagna uno degli imprenditori più influenti della storia

Quanto guadagna il creatore di Amazon? Il patrimonio di Jeff Bezos

Jeff Bezos non ha bisogno di presentazione. Fondatore - da zero - di Amazon, oggi rappresenta il prototipo perfetto del miliardario del nuovo millennio: self-made, avanguardista e, ovviamente, nel gotha del mondo tech. D’altronde, è proprio in questo settore che si concentrano le personalità più influenti e ricche al mondo. Ma quanto guadagna davvero Jeff Bezos? Il patrimonio del fondatore di Amazon incuriosisce perché è un po’ il termometro dell’e-commerce più amato e usato e, soprattutto, di una delle aziende più grandi e importanti del pianeta.

E poi, non può essere “celato”. Sì, perché sia Forbes che Bloomberg analizzano continuamente le mosse e gli averi dei grandi “centimiliardari”, e tra questi c’è costantemente Bezos, che se la gioca con i grandi padri di Google e, Mark Zuckerberg ed Elon Musk - quest’ultimo rimane comunque inarrivabile quando si parla di patrimonio.

Proviamo a inquadrare, quindi, il patrimonio del re di Amazon, analizzando non solo il suo stipendio da dirigente (relativamente modesto rispetto alle dimensioni mastodontiche dell’azienda), ma soprattutto il valore delle sue azioni e gli investimenti che ha diversificato negli anni. Il suo conto in banca, infatti, continua a oscillare in base all’andamento dei mercati, diventando un ottimo riferimento anche per capire ciò che succede nei mercati finanziari.

L’ascesa di Jeff Bezos (in breve)

Bezos è una delle figure più influenti dell’economia globale da almeno 20 anni a questa parte. Nel 1994 ha fondato Amazon come semplice libreria digitale (partendo dal suo stesso garage), ma in pochi anni l’azienda è diventata un colosso capace di rivoluzionare l’e-commerce, la logistica e il settore del cloud computing con Amazon Web Services.

La sua ambizione, però, non si è fermata al mondo digitale. Nel 2000 ha dato vita a Blue Origin, società aerospaziale che lavora allo sviluppo di tecnologie per i viaggi spaziali commerciali. Nel 2013 ha inoltre acquistato il Washington Post, per alcuni riportando nuova linfa a uno dei quotidiani più autorevoli degli Stati Uniti.

Oltre ai successi imprenditoriali, Bezos è spesso al centro dell’attenzione mediatica per la sua vita privata. Dopo il divorzio da MacKenzie Scott – filantropa che ha devoluto gran parte della sua fortuna in beneficenza – oggi è legato alla giornalista Lauren Sánchez, con la quale si è sposato a Venezia a giugno 2025 - e il cui matrimonio non ha avuto freni in quanto a lusso e budget.

Il patrimonio aggiornato di Jeff Bezos

Il dato più sicuro in merito al patrimonio di Jeff Bezos arriva da Forbes: la nota rivista finanziaria americana, infatti, ogni mese stila la classifica degli uomini più ricchi del mondo e Jeff Bezos occupa attualmente la terza posizione, alle spalle di Larry Page (co-fondatore di Google) e staccatissimo dal già citato Elon Musk, che punta a diventare trilionario a breve.

Al 2026, Bezos conta su un patrimonio personale stimato in 223 miliardi di dollari, in aumento rispetto allo scorso anno ma, in generale, stabile sulla soglia dei 220 miliardi da diversi mesi a questa parte.

Ovviamente, inutile dire che il patrimonio del fondatore di Amazon ha avuto una forte impennata durante gli anni della pandemia, momento in cui l’azienda ha beneficiato dell’aumento esponenziale degli acquisti online. Da quel momento, però, i suoi averi non hanno subito dietrofront.

L’unico passo falso? Il divorzio dall’ex moglie MacKenzie Scott, alla quale ha trasferito un quarto della sua quota di Amazon, che all’epoca era del 16%.

Al momento Jeff Bezos possiede poco meno del 10% delle quote di Amazon; inoltre come detto è proprietario del Washington Post e della Blue Origin, un’azienda aerospaziale che sviluppa razzi.

Ma Bezos è anche filantropia. Nel 2020 si è impegnato a donare 10 miliardi di dollari per cause legate al clima - entro il 2030 - attraverso il suo Bezos Earth Fund e, finora, ne avrebbe stanziati oltre 2 di miliardi.

In pochi sanno, infine, che Bezos possiede anche una società di venture capital attraverso cui effettua investimenti, la Bezos Expeditions, che lo ha visto figurare tra i primi azionisti di Google: nel lontano 1998 l’attuale presidente esecutivo di Amazon investì 250 mila dollari in Big G in cambio di 3 milioni di azioni, investimento che nel 2017 fruttò ben 3,1 miliardi di dollari.

Lo stipendio di Jeff Bezos? Nulla in confronto al patrimonio

Jeff Bezos è stato a lungo il CEO di Amazon, per poi lasciare l’incarico nel 2021 assumendo però al tempo stesso il ruolo di presidente esecutivo.

Può sembrare strano, ma dal 1998 al 2024 Bezos ha ricevuto da Amazon uno stipendio da 81.840 dollari che è rimasto sempre invariato, una cifra di certo assai modesta per il fondatore e guida dell’azienda.

C’è da dire, però, che Amazon si è accollata totalmente le spese per la sicurezza personale di Bezos, che nel 2024 sono costate in totale 1,6 milioni di dollari.

Rispetto ad altri magnati, CEO o figure apicali di aziende simili, lo stipendio percepito da Jeff Bezos è infinitamente più basso, ma i suoi guadagni, come abbiamo visto, derivano principalmente dalla partecipazione azionaria in Amazon.

Chi è Jeff Bezos? La biografia completa oltre il patrimonio

Jeff Bezos, imprenditore e pioniere nel settore dell’e-commerce, nasce il 12 gennaio 1964 ad Albuquerque, nel New Mexico (Stati Uniti). Fin dalla giovinezza Bezos ama i computer, motivo per cui studierà informatica e ingegneria elettronica alla Università di Princeton.

Dopo la laurea lavora a Wall Street e nel 1990 è diventato il vicepresidente senior più giovane presso la società di investimento D.E. Shaw. Quattro anni dopo, lascia il suo lavoro ben retribuito per fondare Amazon.com, una libreria virtuale che nel tempo è diventata una delle più grandi storie di successo di Internet.

Bezos apre l’ufficio della sua nuova società nel suo garage dove, insieme a pochi dipendenti, inizia a sviluppare il software. Ampliano le operazioni trasferendosi in una casa con due camere e finalmente il team sviluppa il test del sito web.

Dopo aver invitato 300 amici a testare il sito in versione beta, Bezos apre Amazon.com, nome ispirato al noto fiume in Sud America, il 16 luglio 1995.

Il successo iniziale dell’azienda è impressionante. Senza alcuna promozione, Amazon.com riesce a vendere libri negli Stati Uniti e in altri 45 paesi stranieri in 30 giorni. In due mesi, le vendite generano $20.000 a settimana, una crescita molto più rapida di quanto previsto da Bezos e dal suo team di start-up.

Amazon.com viene quotata nel 1997, facendo interrogare molti analisti di mercato sul fatto che l’azienda potesse reggere o meno il confronto con i negozi tradizionali che lanciavano i propri siti di e-commerce. Due anni dopo, la start-up non solo tiene il passo, ma supera anche i concorrenti, diventando infine leader dell’e-commerce.

Nel 2006, Amazon.com lancia il suo servizio di video on demand; inizialmente noto come Amazon Unbox on TiVo, viene rinominato poi in Amazon Instant Video. Nel 2007, la società lancia il Kindle, un lettore digitale e palmare di libri che consente agli utenti di acquistare, scaricare, leggere e memorizzare numerosi libri.

All’inizio di dicembre 2013, Bezos fa scalpore quando rivela una nuova iniziativa sperimentale di Amazon, denominata «Amazon Prime Air», che utilizza droni - macchine controllate a distanza che possono eseguire una serie di compiti umani - per i servizi di consegna forniti ai clienti.

Secondo Bezos, questi droni sono in grado di trasportare oggetti che pesano fino a cinque chili e sono in grado di viaggiare entro una distanza di 10 miglia dal centro di distribuzione dell’azienda. Afferma inoltre che Prime Air potrebbe diventare una realtà in meno di quattro o cinque anni.

Bezos è protagonista anche di uno dei pochi grandi passi falsi di Amazon quando la società lancia il Fire Phone nel 2014; criticato per essere troppo fantasioso, la sua produzione viene interrotta l’anno successivo. Tuttavia, Bezos ottiene una vittoria con lo sviluppo di contenuti originali tramite Amazon Studios.

Dopo aver presentato diversi nuovi programmi nel 2013, Amazon ha successo nel 2014 con gli acclamati “Transparent” e “Mozart in the Jungle”. Nel 2015, la società produce e lancia “Chi-Raq” di Spike Lee come primo lungometraggio originale.

Nel 2016, Bezos è davanti alla telecamera per un’apparizione cameo in cui interpreta un alieno in “Star Trek Beyond”.

Nel 2019 dopo 25 anni di matrimonio, arriva il divorzio dalla moglie MacKenzie alla quale trasferisce il 16% delle azioni di Amazon; nel 2021 infine opta per un passo indietro smettendo di essere il CEO della sua creatura.

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