Famosa catena di scarpe chiude tutti i negozi, stop agli ordini online

Ilena D’Errico

20 Maggio 2026 - 19:34

La crisi del retail colpisce anche questa famosa catena di scarpe. Chiude tutti i negozi e ha già interrotto gli ordini online a causa dei debiti.

Famosa catena di scarpe chiude tutti i negozi, stop agli ordini online
Ricevi le notizie di Money.it su Google
Aggiornamenti, approfondimenti e analisi direttamente su Google.
Segui

Le aziende di tutto il mondo stanno affrontando un momento ricco di ostacoli e trasformazioni, alcune più di altre. Il settore delle calzature è particolarmente in difficoltà. L’incertezza geopolitica, l’aumento dei costi per le materie prime e i trasporti e l’inflazione hanno dato un duro colpo ai segmenti già in crisi. Sneakers e scarpe casual continuano ad avere ottime opportunità di crescita, per esempio, ma molto dipende anche dal mercato di riferimento. In Francia il numero di negozi di scarpe sta calando vertiginosamente, anche a causa della preferenza dei consumatori per gli e-commerce.

Soltanto negli ultimi 5 anni i negozi francesi di scarpe sono diminuiti del 23%, mentre il 15% delle calzature proviene dalle vendite online. La vendita al dettaglio non riesce a tenere il passo, anche quando si tratta di marchi riconosciuti e ben consolidati. È il caso di Minelli, in amministrazione controllata già da 2 mesi, che ha annunciato la chiusura di tutti i negozi di scarpe prevista il 30 maggio. Ad abbassare le saracinesche saranno i 21 punti vendita in Francia, gli ultimi rimanenti, seguiti di pari passo dal sito. L’azienda ha annunciato “con profondo dolore” anche lo stop delle vendite online, purtroppo seguendo la scia di tante altre catene e negozi di scarpe e abbigliamento della Francia.

Famosa catena di scarpe chiude tutti i negozi

La chiusura completa dei negozi Minelli è stata praticamente una scelta obbligata, visto il debito accumulato e l’insufficienza delle offerte ricevute. Questo però non significa che non sia stato un duro colpo per i consumatori, francesi e non solo, affezionati al marchio anche se non sono riusciti a sostenerlo. Minelli è stato fondato nel 1973 e per 50 anni ha continuato a rappresentare un punto fermo nelle calzature di alta gamma, espandendosi come catena anche fuori dai confini francesi, passando negli anni sotto il controllo di varie società e consorzi.

Già 2 anni e mezzo fa, però, le difficoltà sono diventate insostenibili e l’azienda è stata sottoposta a un procedimento di amministrazione controllata, che ha portato al licenziamento di centinaia di dipendenti. Nonostante questo ridimensionamento, però, Minelli non è riuscita a superare la crisi finanziaria e con una perdita da 3,7 milioni di euro nell’ultimo esercizio (2024-2025) ha nuovamente presentato al tribunale di Marsiglia la domanda di amministrazione controllata. Nessuna delle offerte pervenute, tuttavia, si è rivelata minimamente sufficiente.

Alcune delle ultime offerte presentate proponevano l’acquisizione di soltanto 1 o 2 punti vendita tra i 21 rimasti in Francia, un’altra ancora avanzava appena 300.000 euro per l’acquisto del marchio e del suo inventario, da solo valutato in circa 2,7 milioni di euro, insieme a 9 dipendenti, mentre una terza offerta presentava 2 milioni di euro per l’intero pacchetto. Così, a marzo 2026 il tribunale francese ha inevitabilmente optato per la liquidazione, che interesserà 86 lavoratori dipendenti. I siti web sono già stati disattivati affinché non sia più possibile effettuare ordini, mentre i punti vendita francesi resteranno aperti fino al 30 maggio 2026.

Svendita delle scarpe Minelli per la liquidazione

In occasione della chiusura è stata annunciata una svendita con sconti del 60% su tutti i prodotti. Naturalmente, è probabile che anche i rivenditori internazionali di Minelli propongano in questi giorni delle offerte e dei vantaggi per finire i prodotti rimasti in magazzino, ma tutto dipenderà dalla reazione dei consumatori alla notizia. Così, anche Minelli si aggiunge alla lista di negozi di scarpe e abbigliamento in forte crisi o fallimento.

Soltanto per quanto riguarda la Francia negli ultimi anni bisogna citare San Marina, Claire’s, Jennyfer, Ikks e Okaïdi. In Italia, a dispetto di vari ostacoli, le catene di scarpe hanno invece mostrato una notevole resilienza, resistendo alla fatica anche quando sembrava improbabile, come nel caso di Pittarosso e Scarpe&Scarpe.

Argomenti