Per la prima volta in 40 anni Ikea chiude uno dei suoi grandi magazzini in Svezia. Ecco cosa sta succedendo.
È tempo di grandi cambiamenti per Ikea, che per la prima volta in 40 anni chiude un punto vendita in Svezia. Lo storico store Ikea di Borlänge chiude i battenti, segnando la fine di un’era per il colosso svedese. Borlänge non resterà del tutto priva di Ikea, che tornerà con un mini store più adatto alle richieste attuali dei consumatori. Per gli italiani potrebbe non sembrare una notizia sconcertante, visto che da tempo Ikea ha cominciato questo percorso in Italia. Di fatto, Ikea sta chiudendo gli enormi punti vendita in gran parte del mondo, preferendo sempre di più dei piccoli store molto diversi da quelli abituali. Il fatto che la chiusura arrivi anche in patria, però, assume una rilevanza del tutto diversa. Ikea ha compiuto una decisione storica, raccontata come una semplice innovazione ma che probabilmente nasconde ben altre difficoltà per il leader dell’arredo.
Ikea chiude in Svezia per la prima volta in 40 anni
Dopo ben 40 anni Ikea chiude un negozio anche in Svezia. L’enorme magazzino di Ikea a Borlänge chiude i battenti. Lo ha fatto sapere la stessa azienda tramite un comunicato stampa, informando anche dell’imminente arrivo di un punto vendita più piccolo, “adatto al commercio al dettaglio del futuro”. Come spiegato da Michael Parker, responsabile dei negozi in Svezia, queste modifiche sono dovute ai cambiamenti nelle abitudini dei clienti, che cominciano a preferire sempre di più gli acquisti online.
Secondo Parker almeno il 20% delle vendite di Ikea avviene tramite l’e-commerce, un problema che coinvolge praticamente qualunque azienda. Considerando però le proporzioni tra i punti vendita chiusi e quelli più piccoli che li stanno in qualche modo sostituendo è evidente che il problema non è circoscritto al 20% della clientela. Di fatto, Ikea ha avviato questo processo già da diversi anni, riducendo gradualmente i grandi magazzini che l’hanno sempre contraddistinta in favore di soluzioni molto ridimensionate.
Questi nuovi negozi fanno parte di un format chiamato Lada (“fienile” in svedese), che è stato sperimentato in altri Paesi nel corso dell’ultimo anno. I primi negozi pilota sono arrivati svariati mesi fa nel Regno Unito, seguiti poi da Texas e Polonia. Lo stesso si ripeterà in Cina, India e Francia. Per quanto riguarda l’Italia, anche se non faceva parte del format Lada, già nel 2023 è arrivato il primo mini store, chiamato XS store, a Fiumicino. Si tratta del settimo negozio di questo tipo aperto da Ikea nel mondo, a dimostrazione del fatto che indipendentemente dal format è già qualche anno che l’azienda svedese sta cambiando traiettoria.
Una decisione storica
Ridurre il numero delle giganti blue box, gli store tradizionali di Ikea, in favore di locali più contenuti sembra essere la soluzione più adatta per adeguarsi alla clientela, insieme ovviamente al potenziamento degli e-commerce. Il problema è che Ikea non ha subito soltanto uno spostamento dei consumatori tra i propri diversi canali di vendita, ma sta avvertendo sempre di più anche il peso della concorrenza. Nell’attuale contesto, i clienti privilegiano costi contenuti e disponibilità immediata.
Amazon consegna perfino nella stessa giornata dell’ordine talvolta, mentre gli arredi sono ormai proposti anche da marketplace e catene che non trattano questo prodotto nello specifico, permettendo ai clienti di comprare tutto nello stesso posto e spesso a prezzi ridotti. Il risparmio è essenziale per la quasi totalità degli acquirenti e non tutte le aziende si contendono il listino alla pari, a seconda della sede, delle regole seguite e della qualità dei prodotti. Ikea continua a mantenere le caratteristiche che hanno conquistato il mercato in questi decenni, ma per restare a galla deve necessariamente rivedere le proprie strategie di vendita. Il rimpicciolimento degli store aiuta a contenere le spese e concentrarle su canali più favorevoli.
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