Pensioni, soldi finiti in posta: disagi per decine di pensionati

Antonio Cosenza

8 Dicembre 2020 - 17:47

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In Puglia disagi per decine di pensionati: soldi finiti alla posta, è necessario tornare nei giorni successivi per riscuotere tutta la pensione. Sindacati in rivolta.

Pensioni, soldi finiti in posta: disagi per decine di pensionati

Pensioni, risorse esaurite in posta: a molti pensionati viene chiesto di tornare nei giorni successivi per mancanza di contante.

È questo, in sintesi, quanto successo a molti pensionati della Regione Puglia, specialmente nella Provincia di Lecce. Un disagio che si ripete da diversi mesi ed è per questo che i sindacati di categoria - SpiCgil, FnpCisl e St UilpUil - hanno chiesto una convocazione d’urgenza a Poste Italiane per cercare di risolvere il problema una volte per tutte.

Non è possibile, infatti, che ai pensionati - che ricordiamo è tra le categorie più esposte ai rischi del contagio da Covid - venga chiesto di recarsi presso gli uffici postali in un determinato giorno per poi scoprire di dover tornare perché non c’è sufficiente contante per pagare tutte le pensioni.

Una storia incredibile, ma che sembra si stia ripetendo in Puglia ormai da qualche mese e in diverse filiali di Poste Italiane.

Pensioni, soldi finiti: ai pensionati viene chiesto di tornare

A denunciare l’accaduto ci hanno pensato i segretari delle organizzazioni sindacali di categoria, i quali - stanchi dei ripetuti disagi che hanno caratterizzato il pagamento delle pensioni in Puglia - hanno scritto una lettera al direttore provinciale di Poste Italiane per chiedere che il problema dei soldi finiti in posta venga risolto al più presto, altrimenti sarà necessario rivolgersi al prefetto.

Quanto successo in Puglia è da facile spiegazione. Come noto da inizio pandemia è cambiata la modalità per il pagamento delle pensioni: per evitare assembramenti presso gli uffici postali è stato stabilito un preciso calendario in cui i pensionati possono ritirare l’importo del rateo mensile in contanti in giorni prestabiliti. Il calendario del pagamento delle pensioni (che dovrebbe essere confermato anche per il rateo di gennaio) viene stilato tenendo conto dell’ordine alfabetico.

Nel giorno indicato, quindi, il pensionato dovrebbe avere la garanzia di ricevere quanto gli spetta. Ed effettivamente è così nella maggior parte d’Italia, poiché fino ad oggi non vi erano notizie di disagi. A quanto pare, però, è dal mese di agosto che in alcuni uffici postali della Puglia “fanno male i conti”: ci sono pensionati, infatti, ai quali è stata pagata la pensione a metà - e altri meno fortunati che non hanno preso nemmeno quella - con la richiesta di tornare dopo qualche giorno per prendere anche l’altra parte.

Il motivo di quanto successo ce lo spiega il segretario Cosi della SpiCgil: in poche parole la colpa sarebbe dell’Istituto Cosmopol che svolge il servizio di approvvigionamento del contate a Poste Italiane, il quale - causa Covid - ha ridotto i giorni di consegna a tre settimanali. Il contante a disposizione, quindi, si esaurisce prima del successivo approvvigionamento ed è per questo che alcuni pensionati hanno dovuto rinunciare, seppur per qualche giorno, ad una parte dell’assegno.

La conferma la dà Donato Mazzeo, segretario di Ugl sicurezza nonché dipendente di Cosmopol, il quale ha spiegato che la riduzione a tre giorni dipende da un accordo firmato a livello nazionale da Poste Italiane. Ma perché solamente in alcune filiali le risorse per le pensioni si esauriscono così in fretta? Una domanda a cui i sindacati vogliono risposte, nonché che venga trovata una soluzione in tempi brevi.

Perché è impensabile chiedere ad un anziano di fare più volta la fila davanti alle filiali, con il rischio che si vengano a creare assembramenti e aumentino le possibilità di contagio.

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