Quanto guadagna un ministro in Italia? Stipendio e pensione

A quanto ammonta lo stipendio di un ministro in Italia, che può variare a seconda che sia un senatore o deputato eletto oppure un tecnico.

Quanto guadagna un ministro in Italia? Stipendio e pensione

Lo stipendio dei politici italiani è sempre un tema molto sentito da parte dall’opinione pubblica nostrana, specie adesso che al governo c’è una forza politica come il Movimento 5 Stelle che ha sempre fatto del taglio ai costi della politica un proprio cavallo di battaglia.

Per capire però quanto guadagna un ministro in Italia e come funzionano i suoi contributi in merito alla pensione, bisogna prima distinguere tra chi è un parlamentare eletto e chi invece è stato nominato come tecnico.

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Lo stipendio di un ministro in Italia

Quando il Presidente della Repubblica affida al designato Presidente del Consiglio il compito di formare un governo, questo deve stilare la sua lista dei ministri che poi deve essere sempre vagliata dal Colle.

Un ministro quindi può essere sia un parlamentare eletto che un tecnico. Nel 2013 uno dei primi atti dell’allora governo Letta fu quello di eliminare il doppio stipendio per un deputato o senatore che viene investito anche dell’incarico di guidare un dicastero.

Tutti gli attuali ministri del governo Lega-Movimento 5 Stelle che sono anche parlamentari percepiscono soltanto lo stipendio da senatore o deputato, rispettivamente 14.634,89 e 13.971,35 euro al mese.

Oltre allo stesso premier Conte, attualmente nel governo i ministri tecnici sono Tria (Economia), Moavero (Esteri), Trenta (Difesa), Costa (Ambiente), Bonisoli (Beni culturali) e Bussetti (Istruzione).

Per il loro incarico, questi ministri ricevono uno stipendio complessivo che è di 9.203,54 euro al mese. Dallo scorso autunno però è entrata in vigore una norma che prevede un taglio del 3,7% dei compensi, anche per i sottosegretari ma sempre solo quelli tecnici.

Al netto il totale dovrebbe essere quindi di circa 4.500 euro al mese per un ministro tecnico, visto che ci sono da considerare sul totale lordo anche le trattenute per la pensione e il fondo di credito.

Sempre in materia di pensione, il Sole 24 Ore riporta come “l’Inps ha chiarito che per chi è dipendente pubblico il periodo passato al governo conta per il trattamento di fine rapporto. I contributi sono a carico del ministero, o della Pa di appartenenza se il ministro-dipendente pubblico ha deciso di continuare a farsi pagare dal suo datore di lavoro”.

In sostanza quindi un ministro tecnico guadagna meno di un suo collega di governo che invece è deputato o senatore, specialmente ora che per chi non ha un seggio in parlamento è entrato in vigore un taglio dello stipendio del 3,7%.

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