Pensioni precoci, ultime novità: ecco le modifiche chieste al Senato

Pensioni precoci, atteso il passaggio della riforma in Senato. Ecco le richieste dei lavoratori precoci.

La riforma delle pensioni è quasi legge, ma i lavoratori precoci continuano a battersi per la Quota 41.
Il passaggio della Legge di Stabilità alla Camera ha deluso le aspettative dei precoci, che da mesi si stanno muovendo in prima linea per chiedere al Governo che venga riconosciuta a tutti la possibilità di andare in pensione, senza penalizzazioni, al raggiungimento dei 41 anni di contributi.
Ricordiamo infatti che i lavoratori precoci sono quella categoria di lavoratori che ha iniziato a lavorare in giovane età e che, pur avendo versato molti anni di contribuzione, non può andare in pensione a causa dell’aumento dell’età pensionabile disposta con la Legge Fornero.
I precoci sono i grandi delusi dalla riforma delle pensioni del Governo Renzi: mentre gli esodati hanno ottenuto un ampliamento della platea dei beneficiari dell’ottava salvaguardia e per Opzione donna è stata garantita la proroga, la Camera ha bocciato tutti gli emendamenti riguardanti i precoci.
La riforma delle pensioni è approdata ora in Senato, cosa succederà per i lavoratori precoci? Verranno approvate modifiche alle misure contenute nella Legge di Stabilità?
Vediamo di seguito tutte le ultime novità sulle pensioni dei precoci.

Pensioni precoci, Camera approva Quota 41 limitata a pochi
Come abbiamo accennato, dopo l’esame della riforma alla Camera non sono state apportate modifiche alle misure inserite nella manovra dal Governo Renzi, che garantisce una Quota 41 limitata a pochi.
La Quota 41 limitata a pochi è frutto dell’accordo siglato tra il Governo e sindacati lo scorso 28 settembre, e prevede la possibilità di andare in pensione al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati per i lavoratori che, al compimento del diciannovesimo anno di età, abbiano accumulato almeno 12 mesi di contribuzione purché si trovino in una di queste situazioni:

  • si trovino in stato di disoccupazione e siano privi di ammortizzatori sociali;
  • si trovino ad assistere al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, co. 3 della legge 104/1992;
  • abbiano una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
  • siano impiegati in lavori considerati gravosi.

Pensioni precoci, ultime novità: le modifiche chieste al Senato
Dopo il passaggio della riforma delle pensioni alla Camera, ora tocca al Senato. I lavoratori precoci da mesi chiedono che la Quota 41 venga estesa a tutti, senza limitazioni. Il Governo ha sempre respinto le richieste dei precoci adducendo come ostacolo principale al loro accoglimento il problema delle risorse: garantire a tutti i lavoratori la possibilità di andare in pensione anticipata al raggiungimento dei 41 anni di contributi richiederebbe coperture economiche che l’esecutivo non può garantire. La Quota 41 limitata a pochi realizza, per il Governo Renzi, un compromesso tra le esigenze delle parti.
I lavoratori precoci però non si arrendono, e sperano che la discussione della riforma delle pensioni in Senato possa apportate modifiche alla Quota 41.
In particolare i precoci hanno avanzato tre richieste che sarebbero in linea con le esigenze del Governo, non prevedendo un aumento delle risorse stanziate.
Una delegazione in rappresentanza della categoria ha incontrato, nei giorni scorsi, la senatrice Erica D’Adda, membro della Commissione Lavoro del Senato, e ha chiesto che vengano valutati tre emendamenti riguardanti:

  • il congelamento dell’aspettativa di vita o una rimodulazione su 5 anni;
  • la garanzia che i 7 miliardi stanziati per i prossimi tre anni per le pensioni non vengano utilizzati per altro;
  • estensione della Quota 41 anche a chi assiste sorelle o fratelli disabili.

Il Senato accoglierà le richieste dei lavoratori precoci? Non resta che seguire gli ulteriori sviluppi della vicenda.

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