Pensioni novità, scontro tra Camusso e Poletti: di cosa si è parlato?

Pensioni news di oggi: scontro tra Camusso e Damiano su pensioni, Ape e lavoro. Di seguito gli argomenti di discussione.

La riforma delle pensioni non riesce a trovare un punto d’incontro tra sindacati e Governo. Continuano gli scontri e le frecciatine su tutta una serie di tematiche che ormai sono all’ordine del giorno: Ape, Legge Fornero, pensioni minime e via dicendo. Nessuno vuole darsi per vinto e soprattutto nessuno vuole cedere su un argomento così importante.
Le parti sociali, dopo anni che richiedono una riforma concreta del sistema pensionistico, non vogliono veder deluse le loro aspettative.

Dopo una serie di accesi tavoli di confronto ancora non si è riusciti a trovare una soluzione. Il Governo vorrebbe introdurre l’Ape, ma ancora non è chiaro in che modo riuscirà a trovare le coperture senza alti tassi d’interesse. Le parti sociali invece chiedono di revisionare la Legge Fornero e poi di pensare all’uscita anticipata.
Tra le due parti non si riesce a trovare un punto d’incontro. La riforma del sistema pensionistico però deve riuscir a trovare al più presto un accordo, dal momento che dovrà essere inserita nella Legge di Stabilità di settembre.

Nei giorni scorsi ha provato a trovare un accordo Cesare Damiano, Presidente della Commissione lavoro alla Camera, proponendo di revisionare la Legge Fornero. La proposta sembra esser stata accolta dal Governo, che sta vedendo in che modo agire.
Nulla però si sa ancora di certo e le due parti in causa si scontrano sugli argomenti caldi della riforma.
A far discutere maggiormente è l’Ape, che non ha mai entusiasmato i sindacati, dal momento che pesa troppo sui lavoratori.

Proprio sull’Ape si sono scontrati Poletti e Camusso, due dei maggiori attori di questa vicenda. Poletti, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, è uno dei maggiori sostenitori della riforma pensioni e soprattutto dell’Ape. Susanna Camusso invece ha sempre fortemente osteggiato questo piano, dato che a pagarne il conto sarebbero soprattutto i lavoratori più deboli.
Nella giornata di ieri i due si sono incontrati a Rimini e il botta e risposta ha messo in campo tutti i problemi sul piano del lavoro e delle politiche sociali italiane.

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Di cosa hanno discusso Poletti e Camusso? Quali sono stati i maggiori punti di contrasto? Dopo l’incontro cambierà qualcosa per la riforma delle pensioni? Vediamo insieme tutti gli argomenti caldi del dibattito di ieri e le tematiche su cui maggiormente si sono soffermati Poletti e Camusso.

Pensioni novità, Poletti vs Camusso: le critiche del segretario della Cgil

Il Ministro del Lavoro e il segretario generale della Cgil si sono incontrati a Rimini in una delle giornate della Summer school di “e-labora”. Le tematiche affrontate durante l’incontro hanno toccato tutti i punti caldi delle problematiche italiane e non solo la questione della riforma delle pensioni.
Il dibattito è iniziato con le preoccupazioni per la crescente disoccupazione giovanile, che al momento sta toccando livelli preoccupanti. La situazione diventa ancora più drammatica se la si confronta con il resto dell’Europa, dove le politiche d’investimento sono finalizzate soprattutto ai giovani.

A preoccupare Susanna Camusso sono anche i primi effetti del Jobs Act, che al momento non sembrano sortire i risultati sperati dal Governo. Il segretario generale della Cgil ha infatti affermato:“ gli occupati strutturati sono pochi e non si incide sull’occupazione giovanile. Come Cgil a settembre promuoveremo un’iniziativa incentrata proprio sulla creazione di lavoro per i giovani

A preoccupare sono anche i dati relativi ai voucher, che non portano alcun giovamento nel mercato del lavoro, ma creano solo precarietà. Le problematiche dei voucher sono emerse già nelle ultime settimane, dal momento che sembrano essere utilizzati in modo errato e creare sempre maggiori problemi tra i giovani lavoratori.
Le problematiche del voucher sono legate ad un aspetto preciso: non si legano al mercato del lavoro e ad un inserimento all’interno dell’azienda. Il lavoratore rimane imprigionato in questo meccanismo e non ne riesce a ottenere benefici.

Susanna Camusso ha poi introdotto il tema delle pensioni, affermando che si deve creare una riforma che porti dei benefici al mercato del lavoro e ai dipendenti in uscita. Per riuscire a ideare una manovra che dia dei risultati si devono però prendere in considerazione molti fattori: aspettative di vita e l’attività che si è svolta. Non si possono trattare tutti i lavoratori nello stesso modo, quando svolgono invece diverse mansioni.
Il segretario conclude esprimendosi sull’Ape con queste parole: “un sistema che rischia solo di penalizzare i lavoratori nella restituzione”.

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Pensioni novità, Poletti vs Camusso: come ha risposto il ministro del lavoro

Il tavolo di ieri è stato particolarmente infuocato e un continuo botta e risposta sui vari argomenti di discussione. Poletti ha risposto in modo chiaro a tutte le critiche avanzate da Susanna Camusso e per la prima volta ha anche parlato anche della Legge Fornero.
Il Jobs Act, sostiene Poletti, ha già cominciato a dare i primi frutti e nel tempo si dovrebbero vedere dei cambiamenti del sistema lavorativo italiano. I lavoratori stabili sono in aumento e tutto farebbe sperare per il meglio.

Si esprime anche sui voucher il Ministro del Lavoro, che però sono una manovra del Governo precedente e ne ammette le problematiche. Questo tipo di pagamento serve per uno scopo preciso: cercare di combattere l’evasione fiscale e il lavoro in nero. I risultati che hanno sortito questa tipologia di pagamento vanno nella direzione giusta e cioè contrastare la pratiche del lavoro irregolare. Proprio per questa ragione Poletti afferma che tra lavoro in nero e voucher preferisce il secondo.
Il Governo intanto ha già attuato delle manovre correttive e in questo modo si dovrebbero riuscire a tamponare i problemi più gravi di questa tipologia di pagamento.

Si esprime anche sulla riforma delle pensioni il ministro del lavoro e condivide alcuni punti messi in luce dalla Camusso. Il problema del Paese, per attuare la riforma, è il debito pubblico, che non permette grandi possibilità di manovra. Se si vuole provare a ripartire si deve spingere sulla crescita e non pesare sul debito che al momento l’Italia ha.
Si esprime per la prima volta anche sulla Legge Fornero Poletti dicendo che il vero problema è stato “un’adozione in maniera non graduale”.

Adesso il Governo deve affrontare i nodi cruciali della riforma e vedere in che modo possa essere inserita all’interno della Legge di Stabilità.

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