Pensioni, il dopo Quota 100: ecco come cambierebbe

Si parla di riforma delle pensioni e c’è chi pensa già a un dopo Quota 100 con tre ipotesi per superare la fase sperimentale che terminerà nel 2021. Vediamo come cambierebbe.

Pensioni, il dopo Quota 100: ecco come cambierebbe

Quando si parla di pensioni il nucleo del dibattito resta sempre Quota 100 e oggi che la Legge di Bilancio 2020 è stata già approvata, il suo “dopo”.

Ma come cambia Quota 100? O meglio come cambierebbe visto che a oggi, dopo l’approvazione e conferma della misura di pensione anticipata anche per il prossimo anno, in campo ci sono solo ipotesi.

Al momento nessuna revisione, il governo infatti ha già smentito voci in merito, ma che si stia pensando a un dopo Quota 100, a come affrontare la fine della fase sperimentale della misura fissata per il 31 dicembre 2021.

Già il presidente dell’INPS Pasquale Tridico ha parlato di alcune idee in materia. Intanto per il nuovo anno si prevedono già due commissioni, una al Cnel e una al ministero del Lavoro con le parti sociali, per affrontare il dopo Quota 100 e ridefinire la spesa per coprire il sistema delle pensioni del futuro.

Vediamo quali sono le ipotesi di riforma per il post Quota 100 e come cambierebbe.

Pensioni: un dopo Quota 100 con Quota 100, ma cambiano i requisiti

Un’ipotesi per la riforma delle pensioni anticipate dopo Quota 100 potrebbe essere non la sua eliminazione, ma una Quota 100 con requisiti differenti.

Il tavolo del Cnel riunito dal presidente Treu e composto, come riporta Il Sole 24 Ore, da Alberto Brambilla, Angelo Pandolfo, Cesare Damiano, Marco Leonardi, Michele Raitano, Michele Faioli.

Il tavolo deve fare in modo di superare lo scalone di 5 anni che si creerebbe tra gli ultimi pensionati di Quota 100 al 31 dicembre 2021, fine della fase sperimentale, e chi non potrà accedervi per qualche mese.

A tal proposito una delle ipotesi di riforma sarebbe una Quota 100 differente. A oggi per accedere alla pensione anticipata con Quota 100 bisogna avere 62 anni di età e 38 di contributi.

Il dopo Quota 100 si potrebbe pensare a 64 anni di età e 36 di contributi. Inoltre il calcolo dell’assegno della pensione si potrebbe fare solo con il sistema contributivo, come avviene per l’altra misura di pensionamento Opzione donna anticipato riservato alle lavoratrici e confermato anche per il prossimo anno.

Nei prossimi anni d’altronde saranno sempre meno i lavoratori che andranno in pensione con il retributivo. Al momento però si tratta solo di ipotesi, nessuna revisione né di Quota 100 né tantomeno del reddito di cittadinanza sono previste nel breve termine, come smentiscono dal governo.

Ma c’è anche una seconda ipotesi di dopo Quota 100 anticipata dal presidente INPS Tridico sul tema pensioni. Vediamo qual è.

La proposta di Tridico per le pensioni dopo Quota 100

La seconda ipotesi, che va a braccetto con una terza ipotesi di riforma delle pensioni dopo Quota 100, è quella del presidente INPS Tridico.

Un sistema che superi l’uscita dal mondo del lavoro sulla base di un’età per la pensione di vecchiaia, oggi a 67 anni, adeguata alle aspettative di vita, ma sulla base della gravosità del lavoro stesso. La commissione tecnica per lo Studio delle attività gravose, a tal proposito, è stata confermata in manovra.

L’altra ipotesi di Tridico, come ha affermato nell’intervista sulla riforma di Quota 100, è un sistema che tenga conto della condizione dei giovani italiani, che praticano spesso attività lavorative discontinue, creando così un fondo integrativo pubblico che permetta di coprire il periodo in cui si versano meno contributi.

Una riforma delle pensioni per un dopo Quota 100 ancora tutta in divenire e per la quale forse avremo risposte entro la fine dell’anno venturo.

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