Pensioni dipendenti pubblici: chi guadagna di più? Dati aggiornati dall’INPS

Simone Micocci

31 Maggio 2017 - 10:31

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Pubblicato il rapporto annuale sulle pensioni per i dipendenti pubblici erogate dall’INPS. In difficoltà insegnanti e ufficiali giudiziari, bene i medici.

Pensioni dipendenti pubblici: chi guadagna di più? Dati aggiornati dall'INPS

L’INPS ha pubblicato i dati aggiornati sulle pensioni per i dipendenti pubblici vigenti dal 1° gennaio e liquidate nel 2016. Nel rapporto stilato dall’Osservatorio sulle pensioni dell’INPS è stato registrato un aumento dello 0,8% nel 2017 in merito al numero di pensionati pubblici, per un incremento dell’1,9% dell’importo del trattamento complessivo annuo rispetto al 2016.

In totale, nel 2017 i pensionati pubblici sono circa 2,8 milioni, per un importo complessivo annuale versato dall’INPS pari a 67,5 miliardi di euro. Più della metà dei trattamenti pensionistici, il 59,2% (1.682.284), si riferisce alla Cassa degli Statali (CTPS), mentre la parte restante si divide tra:

  • CPDEL (Ex enti locali- cioè il personale proveniente dagli Enti locali transitato per mobilità volontaria nelle Amministrazioni statali): 37,6% (1.070.414)
  • CPI (Cassa pensioni insegnanti - scuole primarie paritarie e dell’infanzia comunali): 0,54% (15.572);
  • CPUG (Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari): 0,1% (2.938);
  • CPS (Cassa Pensioni Sanitari): 2,5% (72048).

Il rapporto mette in risalto la situazione di difficoltà in cui versano gli insegnanti italiani. L’importo della pensione di un insegnante italiano iscritto alla CPI di media non supera i 1.300 euro mensili, mentre chi ha lavorato in un ufficio pubblico incassa poco più di 1.927 euro al mese dalla Gestione Dipendenti Pubblici dell’INPS.

Molto basso anche l’importo della pensione per gli insegnanti italiani di altro ordine e grado, per i quali non si superano i 1.600€-1.700€ mensili.

Alla base di questa differenza c’è l’importo dello stipendio percepito dagli insegnanti italiani nei loro anni di carriera: come riportata dall’ultimo rapporto dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) infatti, la retribuzione dei docenti italiani è tra le più basse in Europa e ciò inevitabilmente si riversa sul trattamento pensionistico.

I professionisti nel comparto sanitario, invece, possono sorridere: l’importo medio della pensione di un ex medico è superiore ai 4mila euro. Poco meno di 1.500€, invece, è quanto spetta agli ufficiali giudiziari una volta che andranno in pensione.

Quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio sulle pensioni dell’INPS è uno spaccato molto variegato per gli ex dipendenti pubblici, dove chi ha lavorato nel settore sanitario come medico ha una pensione minima garantita molto alta, mentre non vale lo stesso discorso per chi ha avuto un impiego nelle scuole e negli uffici giudiziari.

Pensioni statali: nel 2016 meno beneficiari ma importi più elevati

L’Osservatorio delle pensioni dell’INPS ha condotto un’analisi anche sulle pensioni del 2016.

Dai dati pubblicati ci rendiamo conto di come nel 2016 il numero di pensionati in Italia, complice l’effetto delle ultime riforme delle pensioni, è calato del 4,1% rispetto al 2015. Quel che fa ben sperare per il futuro, però, è l’importo dei trattamenti pensionistici complessivamente pari a 3.013 milioni di euro, più del 4% rispetto all’anno precedente.

Nel dettaglio, l’importo medio mensile è stato superiore ai 2mila euro (+1,1% rispetto al 2015); questa media però, come abbiamo visto in precedenza, non è molto “affidabile” poiché nel calcolo ci sono quei 3,8mila euro degli ex medici ad alzare l’asticella.

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