Pensioni Quota 96: si va davvero verso una soluzione?

Pensioni Quota 96: la Camera ha impegnato il Governo a riferire sulle risorse per salvare i professori. Ma è sufficiente? Scopriamolo insieme.

Pensioni Quota 96, giunti a questo punto la domanda è: si va davvero verso la trasformazione in legge della proposta Ghizzoni (Pd) Marzana (M5s)? Il dubbio è lecito perché gli ostacoli sembrano essere ancora parecchi. Il nodo gordiano della questione, infatti, riguarda proprio la possibilità di mandare in pensione il personale della scuola (circa 4 mila unità) che aveva maturato entro il 31 agosto 2012 i requisiti anagrafici e contributivi richiesti dalla normativa previgente alla tenaglia scattata con la riforma previdenziale opera dell’ex ministro del Welfare Elsa Fornero. Una problema che si trascina ormai da tempo, senza che nessuno sia ancora riuscito a porre fine al dilemma.

I passi avanti dopo le incertezze in Parlamento

Vi abbiamo raccontato molte volte dei lavori parlamentari in merito, con particolare attenzione a quelli della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, dove si era registrato ben più di un’incertezza riguardante le necessarie coperture finanziarie al provvedimento. In molti, dopo il doppio no da parte del Ministero dell’economia e della Ragioneria generale dello Stato, avevano quasi rinunciato all’idea di poter risolvere la situazione. Eppure, grazie anche a all’impegno trasversale da parte di tutte le forze politiche, lo scorso 27 marzo si è compiuto un importante passo in avanti.

La proposta di risoluzione

Infatti, nel corso di una riunione delle Commissioni V e XI (Bilancio e Lavoro) presiedute da due parlamentari democratici (Francesco Boccia e Cesare Damiano) si è giunti all’approvazione di una risoluzione proposta dalla deputata del Nuovo centrodestra Barbara Saltamartini. Una messa in votazione, per la verità, dall’esito praticamente scontato, visto che tutti i membri delle due Commissioni avevano più volte espresso l’intenzione di riconoscere al personale della scuola in questione il diritto ad andare in pensione con i requisiti richieste dalla normativa antecedente l’entrata in vigore della riforma Fornero.

Che cosa dice la risoluzione?

Il problema, ovviamente, sono le coperture economiche. Non si tratta, infatti, di un’operazione a costo zero: secondo l’Inps servirebbero – per gli anni tra il 2014 e il 2018 – addirittura 430 milioni di euro. Una stima considerata da molti eccessiva, ma con la quale il Governo deve comunque fare i conti. Il testo della risoluzione, comunque, sostanzialmente impegna l’esecutivo a riferire alle Commissioni, prima della presentazione del Def 2014, in merito al reperimento delle risorse necessarie. Una versione particolarmente contestata dal Movimento 5 stelle, che considera il testo insufficiente a tutelare i Quota 96, perché di fatto non vincola l’esecutivo a reperire i soldi necessari, ma solo a riferire in merito alla ricerca.

Insomma, si va davvero verso la soluzione definitiva? Riusciranno tutte e 4 mila le persone coinvolte ad andare in pensione a partire dal prossimo 1 settembre 2014? Il dubbio è tutt’altro che peregrino: le voci che circolano negli ambienti di Montecitorio avanzano più di un dubbio sull’effettiva possibilità di trovare a breve le risorse economiche necessarie.

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