Pensioni Quota 96, che cosa cambia con la spending review?

Pensioni Quota 96, il nodo sui 4 mila esodati della scuola continua ad animare il dibattito politico, ma qualcosa potrebbe finalmente cambiare grazie alla spending review? Scopriamolo insieme.

Pensioni Quota 96: l’ultima speranza è la spending review? Il percorso della proposta di legge Ghizzzoni-Marzana, frutto di un’inedita convergenza tra il Partito democratico e il Movimento 5 stelle, da mesi affronta un vero e proprio percorso a ostacoli, tra piccoli passi avanti e repentine marce indietro, mentre entro domani si attende l’ennesimo verdetto in Commissione Bilancio.

Il no del Mef e della Ragioneria di Stato

Se la pdl in questione, infatti, si propone di risolvere un problema nato proprio con la contestatissima riforma previdenziale targata Fornero, per ora non è riuscita comunque a superare indenne il guado delle commissioni parlamentari, dove ultimamente ha ricevuto due secchi no: innanzitutto dal Ministero dell’economia e delle finanze che, tramite il sottosegretario Baretta, ha bocciato le modalità di copertura economica individuate dalla proposta stessa, motivando la decisione con la necessità di procedere innanzitutto all’esatta quantificazione delle risorse necessarie e della platea di riferimento. Stesso parere e motivazioni adottati anche dalla Ragioneria di Stato che però, a più di un osservatore, sono apparsi a dir poco strumentali.

I numeri di riferimento

La famosa “platea di riferimento”, infatti, non sembra essere affatto incerta, e lo specifico monitoraggio che ne aveva sancito la numerosità a quota 4000 soggetti non era finora stata contestato da nessuno. Peraltro, secondo quanto riportato anche dal quotidiano economico Italia oggi, essendo gli interessati mediamente uomini e donne di 64 e 63 anni è realistico pensare che non tutti chiederebbero di accedere al trattamento pensionistico dal 1 settembre 2014, potendo far valere entro il 31 agosto 2012 i requisiti richiesti dalla normativa previgente l’entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto legge 201/2011. Detto questo, anche la stima dell’Inps sui costi necessari per sostenere l’operazione potrebbe essere sovrastimata.

Domani nuovo round in Commissione Bilancio

Se l’affossamento della proposta Ghizzoni-Marzana appare sempre più probabile - nonostante l’evidente e manifesta volontà da parte dei gruppi parlamentari di giungere a una soluzione effettiva del problema – i Quota 96 possono comunque gettare uno sguardo di speranza verso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. E’ infatti lì che, al massimo entro domani, dovrebbe essere sottoposto a esame un atto di indirizzo presentato dalla relatrice del provvedimento, Barbara Saltamartini (Ncd) che impegna l’attuale Governo a risolvere il problema.

Il contrasto con la spending review

Quanto l’esecutivo possa infischiarsene di una precisa volontà espressa dal Parlamento è un’incognita non da poco, certo è che l’intera questione – paradossalmente – è in aperto contrasto anche con le politiche di spending review che il Governo Renzi si è impegnato a portare avanti. E’ stato proprio il Commissario Cottarelli, infatti, a proporre di ridurre il numero dei pubblici dipendenti anche tramite apposite forme di pensionamento anticipato. Nel caso dei Quota 96, quindi, non solo si sanerebbe un’ingiustizia, ma si otterrebbero risparmi grazie all’entrata in ruolo di insegnanti più giovani e – di conseguenza – meno costosi.

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