ORO (AUXUSD): febbraio finisce a -5%. Ancora bene rifugio?

Il prezzo dell’oro aumenta per il terzo giorno consecutivo grazie ai dati degli Stati Uniti e il dollaro più debole: ma l’interesse come bene rifugio scende con la prospettiva del rialzo dei tassi di interesse.

Il prezzo dell’oro è aumentato per il terzo giorno consecutivo venerdì, tra il rilascio dei dati economici degli Stati Uniti misti e un dollaro USA leggermente più debole.

Nella divisione Comex del New York Mercantile Exchange, i futures dell’oro con consegna ad aprile sono risaliti dello 0,1% a 1,211.70$ l’oncia.
L’oro ha raggiunto un massimo di 1,219.20$ durante la sessione degli Stati Uniti.

I futures dell’oro sono arrivati a trovare supporto a 1,177.80$, il più basso dal 5 gennaio, e resistenza a 1,215.30$, il massimo dal 20 febbraio.

Nel mese di febbraio, tuttavia, l’oro sceso più del 5% dopo aver registrato degli aumenti a gennaio. L’oro ha chiuso il primo mese dell’anno in crescita dell’8%, riuscendo a raggiungere anche i 1.300 dollari.

Gli investitori d’oro nel mese di gennaio sono stati premiati con il maggior aumento dei prezzi in tre anni.

I prezzi, però, sono scesi sulle aspettative di un imminente rialzo dei tassi. All’inizio della settimana, la testimonianza del presidente della Federal Reserve Janet Yellen ha mostrato che la banca centrale potrebbe rialzare i tassi di interesse entro la fine dell’anno se i salari aumenteranno e se l’inflazione si avvicinerà al target della Fed a 2%

L’oro infatti può perdere il suo fascino come un rifugio sicuro nei periodi di aumento dei tassi di interesse.

Il dollaro si è indebolito venerdì dopo il rilascio dei dati economici degli Stati Uniti, alcuni dei quali hanno davvero stupito i mercati.

Il prodotto interno lordo (PIL) per l’ultimo trimestre del 2014 è salito a un tasso del 2,2%, più basso dalla stima iniziale del 2,6%, come riporta il Dipartimento del Commercio. Nel terzo trimestre, l’economia statunitense è cresciuta ad un tasso del 5%.

Il Chicago PMI è sceso più del previsto - scendendo al minimo di cinque e mezzo a 45,8. La lettura è inferiore rispetto al 59,4 di gennaio,dovuto a cali significativi nella produzione e degli ordini arretrati.

Inoltre, le temperature fredde hanno influito sul sentiment dei consumatori UoM per il mese di febbraio, cadendo dal record di 11 anni del mese precedente.

Allo stesso tempo, arrivano notizie positive per il settore immobiliare: le vendite di case pendenti negli Stati Uniti sono aumentate al livello più alto di un anno e mezzo. La National Association of Realtors riporta che l’indice è aumentato a 1,7% per gennaio, segnando il quinto mese consecutivo di aumenti anno-su-anno.

L’indice del dollaro statunitense, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere di sei principali valute, è sceso leggermente dello 0,06% o 0,06 punti a 95.30.

Nel frattempo, i futures dell’argento con consegna a maggio sono scesi di 0,037 centesimi o dello 0,22% a 16,587 dollari l’oncia.

Il rame con consegna a maggio è salito di 0,008 centesimi o 0,29% a 2,687 dollari la libbra.

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