Futures: cosa sono, caratteristiche, funzionamento e differenze con i CFD

Cosa sono i futures? Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo strumento derivato: come funzionano, la differenza con i forward e con i CFD e il ruolo delle Clearing House.

Futures: cosa sono, caratteristiche, funzionamento e differenze con i CFD

Nel trading, spesso ci si imbatte in nomi come futures su indice, mini-futures ecc. I futures infatti sono largamente usati dagli operatori dei mercati finanziari.

Ma quindi cosa sono i futures? Dove vengono scambiati e come funzionano? Quanti e quali tipi esistono? Quali sono le differenze con i contratti forward e con i CFD?
Di seguito la guida completa su tutto ciò che c’è da sapere sui futures.

Cosa sono i futures

Il future è un contratto derivato negoziato su mercati regolamentati mediante il quale acquirente e venditore si impegnano a scambiarsi una determinata quantità di una certa attività finanziaria o reale (detta attività sottostante) a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura prestabilita. Se l’attività sottostante è una materia prima si sta parlando di commodity future.

I futures nascono, inizialmente, con il fine di copertura di una posizione. Le grandi banche, così come i fondi di investimento e le aziende, utilizzano questo strumento per coprire una posizione su un bene, appunto una materia prima con la quale lavorano.

Per esempio, si pensi ad una compagnia petrolifera che ha acquistato n° barili di petrolio. L’azienda, per coprirsi dal ribasso delle quotazioni, può vendere n° contratti futures della commodity in oggetto (petrolio) in modo da tutelarsi su eventuali ribassi del prezzo del greggio.

Anche se nascono come strumenti di copertura, i futures sono anche largamente utilizzati per fini speculativi, visto che permettono l’operatività in leva finanziaria su un mercato che è regolamentato ed altamente liquido.

In Italia i futures sono negoziati sul mercato IDEM, mentre in Usa sul CME, Il Chicago Mercantile Exchange & Chicago Board of Trade.

Come funzionano i futures

Si dice che il future sia un contratto simmetrico in quanto entrambi i contraenti (compratore e venditore) sono obbligati a effettuare una prestazione a scadenza. L’operatore che acquista il future (ovvero che si impegna ad acquistare a scadenza il sottostante) assume una posizione lunga (long), mentre l’operatore che vende il future assume una posizione corta (short).

Nella maggior parte dei casi le negoziazioni tramite futures non si concludono con la consegna fisica del bene sottostante.
Gli operatori infatti preferiscono liquidare le proprie posizioni rivendendo un contratto future precedentemente acquistato o acquistando il contratto future precedentemente venduto; ciò consente di risparmiare sui costi di consegna.

Se il future invece giunge a scadenza, potrà essere liquidato per cash settlement (calcolandone il controvalore monetario) oppure potrà avvenire la consegna fisica dell’attività sottostante. In quest’ultimo caso l’esatta quantità e qualità dei beni consegnabili sono fissate dal mercato in cui tale contratto viene scambiato. La dimensione del contratto definisce l’ammontare che il venditore dovrà consegnare al compratore per ogni contratto stipulato.

Differenza tra future e forward

La differenza fondamentale tra un contratto future ed un forward è che quest’ultimo è scambiato su mercati non regolamentati (over the counter – OTC), direttamente tra le due controparti.

Essendo i contratti forward in genere non standardizzati presentano il rischio non indifferente che una delle due controparti non onori gli impegni contrattuali. È proprio per questo motivo che sono nati i contratti futures.

Differenza tra future e CFD

La principale differenza tra un contratto future ed un contratto CFD (Contract for Difference) è il fatto che i primi vengono scambiati nei mercati regolamenti, mentre i CFD vengono negoziati sui mercati OTC.

Il prezzo dei futures è sempre indicato in maniera trasparente, divenendo unico per il mercato. Il prezzo del CFD può invece essere liberamente variato dal broker o dall’intermediario, che nei mercati OTC ha il ruolo di market maker (controparte), sostituendosi letteralmente al mercato.

Oltre a ciò è importante tenere a mente che i futures presentano una scadenza temporale predeterminata che invece i CFD non hanno, pur essendo considerati strumenti idonei al trading di breve termine.

Futures: il ruolo delle Clearing House

Le Casse di Compensazione (Clearing houses) sono organismi che agiscono come mediatori delle transazioni e che assicurano la solvibilità delle parti coinvolte e l’integrità del mercato.

Al fine di ridurre i rischi di insolvenza, la Clearing House, in Italia la Cassa di Compensazione e Garanzia, obbliga i contraenti a liquidare quotidianamente le posizioni aperte in future attraverso il meccanismo del marking-to-market.

Il rapporto tra investitore e intermediario è governato indirettamente dalla presenza della Clearing House. Tale interposizione elimina il rischio di controparte e consente la chiusura anticipata delle posizioni con operazioni di segno contrario, il che aumenta la liquidità degli scambi.

La Cassa di Compensazione e Garanzia assicura il buon fine dei contratti negoziati sui mercati derivati regolamentati (IDEM e MIF), assumendo il ruolo di controparte, divenendo essa stessa la garante unica del buon esito dei contratti finanziari (futures e opzioni) stipulati dagli aderenti.

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