Norwegian Air presenta istanza di protezione dal fallimento

I vertici della compagnia aerea low-cost, Norwegian Air, hanno presentato un’istanza di protezione dal fallimento ad un tribunale irlandese.

Norwegian Air presenta istanza di protezione dal fallimento

Norwegian Air, come rivelato dall’azienda stessa nella giornata di mercoledì, ha presentato ad un tribunale irlandese una istanza di protezione dal fallimento, finora l’evento più significativo nel comparto del trasporto aereo.

La scelta del tribunale è da ascrivere al fatto che in Irlanda hanno sede alcuni asset strategici della compagnia, come l’Arctic Aviation Assets e Norwegian Air International. L’istanza, se accolta, servirà all’azienda per completare il processo di ristrutturazione senza incorrere nel rischio di un fallimento.

La notizia giunge ad una settimana di distanza dal rifiuto del Governo norvegese di elargire un secondo round di aiuti statali a Norwegian Air, decisione che aveva causato diffusi malumori in seno alla compagnia aerea.

Norwegian Air richiede protezione dal fallimento

La mossa della società norvegese rappresenta un estremo tentativo dei vertici di guadagnare tempo. Secondo quanto previsto dal diritto irlandese, infatti, se l’istanza presentata da Norwegian Air venisse accolta la compagnia aerea potrebbe essere protetta dai creditori per un arco di tempo pari a cento giorni. La norma, in breve, è una sorta di Chapter 11, unica soluzione per le aziende in dissesto che non possono più usufruire di aiuti statali.

Da quanto si apprende dalla società, il tempo concesso sarebbe utilizzato per “ridurre il debito e assicurarci nuovi capitali”. Già dalla scorsa settimana era infatti trapelata la preoccupazione della compagnia aerea, che aveva avvertito dell’impossibilità di continuare ad operare senza un’ulteriore iniezione di liquidità.

Sui contorni dell’istanza presentata in Irlanda si è espresso il CEO della società, Jacob Schram:

“Cercare protezione sotto la legge irlandese è una decisione che abbiamo preso per mettere al sicuro il futuro di Norwegian Air, ed andrà a beneficio dei lavoratori, dei clienti e degli investitori. Il nostro obiettivo è di trovare soluzioni con gli stakeholder per emergere come una compagnia aerea finanziariamente più forte”.

Intanto le azioni di Norwegian Air continueranno ad essere scambiate sulla Borsa di Oslo. Il titolo, quest’anno, ha perso il 98% del suo valore, a dimostrazione del dissesto finanziario che ha colpito il vettore norvegese.

Conti in rosso per la compagnia low-cost norvegese

Lo stato delle finanze di Norwegian Air è da diverso tempo fonte di preoccupazione per gli investitori. La compagnia aerea aveva già ricevuto una prima tranche di aiuti dal Governo a maggio – circa 288,7 milioni di dollari – ma la recrudescenza della pandemia ha di fatto impedito alla società di invertire la rotta.

Il vettore continua ad operare in Europa, ma su una flotta di 140 aerei solo 25 vengono attualmente utilizzati dalla società. La ridotta operatività ha comportato una forte contrazione del numero di passeggeri, che nel terzo trimestre si sono fermati a quota 1 milione, in diminuzione del 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Consequenzialmente, anche le entrate hanno registrato un sostanzioso decremento, fermandosi a 143 milioni di dollari, per una riduzione del 91% rispetto al terzo trimestre 2019.

Secondo alcuni osservatori il dissesto finanziario odierno di Norwegian Air è da ascrivere ad alcune strategie aggressive del passato. Fondato nel 1993, il vettore aveva tentato di imitare il modello Ryanair, inaugurando la prima rotta intercontinentale per una compagnia low-cost (Londra-New York).

Ma alla luce dei recenti avvenimenti appare chiaro come le scelte dettate dei vertici dell’azienda nel corso degli anni abbiano portato quest’ultima ad accumulare ingenti debiti. I conti in rosso hanno poi impedito a Norwegian Air di beneficiare di uno spazio di manovra per attutire i colpi della pandemia. Ora il futuro dell’azienda passa per la decisione delle toghe irlandesi: l’accoglimento dell’istanza potrebbe infatti offrire alla compagnia aerea l’ossigeno necessario per continuare ad operare nel primo trimestre del 2021.

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