Questa è la somma che spetta di diritto alle tre persone che hanno trovato una fortuna in contanti. E se fosse accaduto in Italia?
Tre persone in Norvegia hanno trovato circa 180.000 euro in contanti sepolti a Oalsgata, ma per loro non ci sarà alcuna fortuna. I tre, infatti, hanno segnalato e denunciato il ritrovamento alle autorità e, proprio per questo motivo, hanno diritto soltanto alla somma prevista dalla legge come ricompensa per chi trova denaro o oggetti di valore.
Questa ammonta a circa lo 0,5% dell’importo trovato, pari a circa 900 euro. Una vera beffa, considerando l’entità del denaro scoperto. L’annuncio è stato dato dalla polizia norvegese in un comunicato stampa, nel quale viene riconosciuto che i tre cittadini hanno fatto la cosa giusta informando immediatamente le forze dell’ordine del ritrovamento.
Secondo gli investigatori, infatti, è altamente probabile che il denaro sia di provenienza illecita, forse frutto di rapine. Tuttavia non è ancora chiaro dove e quando sia stato trafugato e nemmeno chi possa esserne il responsabile. L’unica certezza è che i contanti erano stati nascosti sotto terra.
Gli inquirenti ritengono comunque probabile che il denaro provenga da rapine relativamente recenti, dal momento che le banconote sono di emissione piuttosto recente. Proprio perché si tratta con tutta probabilità di denaro proveniente da attività illegali, non è soddisfatta la condizione prevista dalla legge secondo cui l’oggetto deve essere «smarrito dal proprietario senza il suo consenso». Solo in quel caso, infatti, chi lo trova può rivendicare una parte molto più consistente della somma. In questa situazione, invece, i tre cittadini dovranno accontentarsi della ricompensa stabilita dalla normativa.
Cosa dice la legge in Italia
Anche in Italia, chi trova del denaro in contanti o un portafoglio ha diritto a una ricompensa stabilita dalla legge. A disciplinare la materia è l’articolo 930 del Codice civile, che regola il cosiddetto premio dovuto al ritrovatore. Questa norma riconosce una ricompensa a favore di chi restituisce denaro oppure beni di valore.
Allo stesso tempo, la legge stabilisce anche un preciso obbligo: chi trova del denaro o un oggetto di valore non può trattenerlo liberamente, ma deve cercare di restituirlo al legittimo proprietario. Se quest’ultimo non è identificabile, la persona che ha effettuato il ritrovamento deve consegnare l’oggetto al Comune del luogo in cui è stato trovato. A quel punto spetterà all’ufficio comunale pubblicare un avviso all’albo pretorio per informare il proprietario.
Quest’ultimo ha un anno di tempo per rivendicare il bene smarrito. Se allo scadere di questo termine nessuno si presenta a reclamarlo, il denaro o l’oggetto diventano di proprietà di chi li ha ritrovati.
Il ritrovatore può anche rinunciare alla ricompensa, ma se decide di accettarla il proprietario ha il dovere di corrispondere un premio. L’importo viene calcolato in questo modo:
- 1/10 (10%) della somma ritrovata se il valore è inferiore a 5,16 euro;
- 1/20 (5%) della somma ritrovata se il valore è superiore.
Per fare un esempio concreto: se trovate 100 euro per terra e riuscite a restituirli al proprietario, avete diritto a una ricompensa di 5 euro.
Fino al 2016, la normativa italiana era ancora più severa. Trattenere un oggetto trovato per strada era considerato un vero e proprio reato. L’articolo 647 del Codice penale puniva l’appropriazione di cose smarrite con una multa compresa tra 30 e 309 euro e con la possibilità di una pena detentiva fino a un anno. In pratica, chi trovava un portafoglio o del denaro e decideva di tenerlo senza cercare il proprietario rischiava conseguenze penali.
La situazione è cambiata con il decreto legislativo n. 7 del 2016, che ha abolito questo articolo del Codice penale depenalizzando il comportamento. Oggi, quindi, trattenere un oggetto smarrito non è più considerato un reato penale, ma rientra tra gli illeciti civili.
Questo non significa però che la condotta sia priva di conseguenze. La legge prevede comunque una sanzione economica che può andare da 100 fino a 8.000 euro. A questo si aggiunge l’obbligo di restituire ciò che è stato trattenuto e, se necessario, di risarcire il proprietario per eventuali danni subiti.
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