Mutui e riunione BCE: cosa succede ora con il taglio tassi?

Riunione BCE, taglio dei tassi: cosa aspettarsi ora sul fronte dei mutui?

Mutui e riunione BCE: cosa succede ora con il taglio tassi?

In seguito alla riunione BCE del 12 settembre, la Banca Centrale Europea ha deciso di tagliare i tassi sui depositi portandoli a -0,50%, da -0,40%. Resta invariato il principale tasso di riferimento, il cosiddetto Tasso Refi, allo 0,00%, fermo dal 10 marzo 2016.

Riprende anche il Quantitative Easing, gli acquisti dei titoli di Stato che ripartiranno dal primo novembre con 20 miliardi di euro al mese e senza una data di scadenza fissata.

Sono queste le principali decisioni prese dalla BCE nell’atteso Consiglio direttivo chiamato a supportare un’economia debole e dalle stime di PIL e di inflazione riviste al ribasso.

A proposito di inflazione, dalle stime che la stessa BCE ha diffuso, possiamo trovare le indicazioni della politica monetaria della banca centrale sul tema dei tassi di interesse. Lo ricordiamo, la BCE, tra i suoi obiettivi, ha quello di raggiungere e mantenere il target di inflazione ad un livello vicino al 2%.

Le previsioni sull’inflazione lasciano presagire che passerà molto tempo di toccare certi livelli e dunque passerà molto tempo prima che si riparli di un aumento dei tassi di interesse. Infatti, l’inflazione è data all’1,2% nel 2019, all’1% nel 2020 e all’1,5% nel 2021.

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Tra le altre decisione annunciate dalla Banca Centrale Europea, la mossa di introdurre nuovamente il Quantitative Easing per iniettare liquidità tramite acquisto di titoli di Stato potrebbe ripercuotersi su una maggiore disponibilità da parte delle banche a concedere prestiti alle famiglie e alle imprese.

Il QE, insieme al taglio dei tassi sui depositi di 0,10 punti base, che di fatto comporta un costo maggiore per gli istituti di credito che tengono parcheggiata la liquidità presso la BCE, dovrebbe incentivare ancora di più le banche ad utilizzare tali somme per finanziare con maggior fiducia i richiedenti di un mutuo ipotecario o di un prestito.

Come cambia lo scenario dei tassi dei mutui?

Le prime rilevazioni dei tassi Euribor, il parametro dei mutui a tasso variabile, registrano oggi un nuovo minimo storico della scadenza mensile, -0,46, ma dovremo attendere i prossimi giorni per trovare un riscontro conseguente la politica monetaria adottata dalla BCE.

Anche i tassi Eurirs, il riferimento dei mutui a tasso fisso, sono pressoché stabili rispetto alle ultime settimane.

Sia gli Eurirs che gli indici Euribor hanno già scontato negli scorsi mesi un possibile taglio dei tassi che era previsto in occasione della riunione BCE del 12 settembre. Il calo più netto lo hanno avuto gli IRS, che nel mese di agosto hanno registrato un minimo storico andando in negativo su quasi tutte le scadenze.

Pertanto, non si prevedono ulteriori ribassi dei tassi dei mutui, i quali già sono a livelli molto bassi. Basti pensare che oggi è possibile sottoscrivere un mutuo variabile ad un tasso dello 0,30%, mentre i migliori mutui a tasso fisso, sia di breve scadenza che di lunga durata, sotto al di sotto dell’1%.

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In seguito ad ulteriore ribasso dei tassi, è facile prevedere inoltre che assisteremo ad una nuova ondata di richieste di surroghe da parte di tante famiglie in cerca del mutuo più conveniente che permetta di risparmiare molti interessi grazie a tassi di interesse sempre più vicini alla soglia dello zero.

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