Mercati: Nikkey a picco scatena tsunami. Cosa sta succedendo?

L’ondata di sell-off che ha travolto i mercati azionari del Giappone è il frutto di una tempesta perfetta, i cui effetti si sono avvertiti sui mercati di tutto il mondo

La forza dello yen, il declino dei rendimenti dei titoli di Stato del Giappone e nuovi segnali di debolezza dell’economia cinese. L’ondata di sell-off che ha travolto i mercati azionari del Giappone è il frutto di una tempesta perfetta, i cui effetti si sono avvertiti sui mercati di tutto il mondo. Dopo mesi di rialzi, le azioni giapponesi sono crollate di oltre il 7 per cento nella sessione di Giovedì: è stata la caduta più vertiginosa dopo il terremoto del 2011. Colpa dell’ «Abenomics»?

Il Nikkei 225 ha chiuso in calo del 7,3 per cento in una seduta che ha visto l’indice giapponese lievitare del 2 per cento nei primi scambi per invertire, poco dopo, la propria direzione e scendere bruscamente. Il più ampio Indice Topix è crollato del 6,8 per cento. Tutto è andato storto. Dal crash del mercato obbligazionario, ai dati sul PMI della Cina, all’apprezzamento dello yen. Il mercato è surriscaldato e gli investitori particolarmente preoccupati.

Dopo l’ondata di vendite sui buoni del Tesoro degli Stati Uniti durante la notte, i prezzi dei Japan government bonds (JGB) sono precipitati, spingendo il rendimento del JGB a 10 anni all’1 per cento nel corso della giornata, il livello più alto in un anno. I rendimenti dei titoli giapponesi, estremamente volatili nelle ultime settimane, sono aumentati notevolmente da un minimo record di 0,315 per cento, toccato il 5 aprile, all’indomani delle dichiarazioni della Banca del Giappone, che ha annunciato la possibile adozione di misure di allentamento della propria politica monetaria.

Il ribasso sui mercati è stato trainato anche dalla caduta del dollaro/yen, movimento al ribasso che avrebbe favorito qualche presa di profitto sul Nikkei. Secondo Stan Shamu, stratega di mercato presso la società di IG Markets, eventuali segni di tensione sul cross, faranno temere che stia iniziando la correzione, portando gli investitori a fissare i guadagni. Gli investitori stranieri hanno svolto un ruolo centrale nel guidare i guadagni delle azioni giapponesi di quest’anno, pompando oltre 60 miliardi di dollari nel mercato alla fine di aprile. Secondo lo stratega Daryl Guppy, il movimento brusco del Nikkei è un rifugio dalla resistenza storica a circa 14.580. La mossa non era inaspettata, ha aggiunto, sottolineando che il mercato vedrà il supporto nei pressi di 13.360.

L’intervento al Congresso degli Stati Uniti del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, che ha sollevato nuove preoccupazioni circa un possibile rallentamento del programma di acquisto di bond (quantitative easing) da parte della banca centrale, ha inciso sull’andamento complessivo delle azioni asiatiche. Ma lo tsunami di Giovedì, è stato alimentato anche dalla diffusione dei deludenti dati economici sulla seconda economia più grande del mondo, la Cina.

Per la prima volta dal mese di ottobre, l’Indice HSBC Pmi Manifatturiero (PMI) di maggio è scivolato a 49,6, al di sotto del livello chiave di 50 che separa la fase di espansione da quella di contrazione. Secondo gli economisti, la flessione inattesa dell’attività manifatturiera ha aumentato il rischio di un ulteriore rallentamento nel secondo trimestre dell’anno.

I settori della produzione e dell’esportazione sono stati fattori trainanti della crescita economica della Cina negli ultimi anni ma, non è certo un segreto, entrambi stanno progressivamente rallentando. Ciò significa che il surplus commerciale si è quasi annullato. Secondo Smith di CLSA il mercato potrà probabilmente stabilizzarsi quando la Banca del Giappone (BOJ) sarà in grado di calmare con successo le turbolenze sul mercato obbligazionario.

Nel frattempo in Europa, i mercati del vecchio Continente sono stati investiti dall’ondata asiatica, invertendo il recente trend positivo con Londra, Francoforte e Parigi in calo di quasi il 2% in apertura di sessione. Inoltre, i dati relativi all’attività nel settore manifatturiero della zona euro e nel settore dei servizi, riflettono una nuova contrazione nel mese di maggio, come evidenziato da dati preliminari di Markit, nota società di Servizi Finanziari.

Fonte: cnbc.com

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