Mark Zuckerberg in politica: cosa accade se “scende in campo”?

Mark Zuckerberg alla Casa Bianca non è più impossibile: Mr Facebook lancia slogan e parte in tour negli States. Possibile un suo prossimo impegno politico.

Mark Zuckerberg in politica: cosa accade se “scende in campo”?

Mark Zuckerberg in politica potrebbe diventare realtà nei prossimi anni e la notizia della sua imminente “discesa in campo” potrebbe non essere infondata come si pensa.

Ci sarebbe infatti un vero e proprio contenzioso nel CdA di Facebook, relativo ad alcuni assetti dei rapporti tra CEO e azionisti: i più influenti non sarebbero d’accordo con le ambizioni di Zuckerberg e sarebbero pronti a ostacolare una sua scalata in politica.

Per il giovane fondatore di Facebook in realtà la prospettiva è più rosea di quello che sembra e non si tratta soltanto di suggestioni quelle che ci portano a immaginarlo in un ruolo governativo di rilievo nella politica degli Stati Uniti.

Recentemente ha annunciato un tour per tutti gli Stati, congiuntamente al lancio di alcuni slogan molto ambiziosi che esulano dal suo ruolo di CEO e lo proiettano in una corsa al potere molto più ampia.

In realtà il progetto politico di Mark Zuckerberg è iniziato alcuni mesi fa, quando è stato accolto in Vaticano come un capo di Stato, e la sua scelta di partire in tour per gli States è soltanto un altro tassello del puzzle.

Il 32enne ha scritto nel suo post una delle sue intenzioni per l’anno in corso: «Nel 2017 ho intenzione di visitare tutti gli stati degli Usa e incontrare direttamente i cittadini». Non si può definire un chiaro segnale politico, ma è sicuramente un gesto che rafforzerà la sua posizione non solo nel mondo economico e della comunicazione, ma anche politicamente.

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Da sottolineare l’attenzione al futuro di Zuckerberg, alle condizioni di vita e agli interessi degli americani. Nel breve periodo sarà quindi uno dei CEO più ecumenici di sempre ma queste basi potrebbero servire come assist per un suo ipotetico futuro in politica.

Come magnate tecnologico potrebbe conquistare il cuore degli americani con molta più facilità di un qualunque candidato democratico che fa politica sin dagli anni dell’Università. Chissà che Mr Facebook non possa diventare il nuovo tycoon alla Casa Bianca dopo Donald Trump?

Mark Zuckerberg pensa alla politica

Da mesi ormai Mark Zuckerberg sembra voler gettare le basi per un futuro in politica, senza abbandonare però il suo gioiello Facebook, almeno per il momento, visto che ancora non c’è niente di definito.

In occasione della nascita della sua prima figlia, aveva annunciato di voler donare in beneficenza il 99% delle proprie azioni della società. Questo fa pensare a una profonda riorganizzazione dell’assetto azionistico di Facebook Inc. con una nuova classe di azioni emesse per togliere parte del voto agli azionisti attuali e mantenendone il controllo.

Questo spunto è alimentato dalle notizie riportate dal quotidiano The Guardian secondo cui Mark Zuckerberg sarebbe attualmente in contrasto con alcuni investitori minori della società. Lo scorso aprile era stata avviata proprio una azione legale dopo che lo stesso Zuckerberg aveva proposto di rinnovare gli assetti in modo da indebolire il voto degli azionisti per riuscire a farsi affidare un incarico governativo senza trovare ostacoli nel CdA.

Alla fine Mark Zuckerberg ha ottenuto due anni di congedo dalla compagnia per dedicarsi al ruolo governativo, pur senza mai perdere il controllo della società: il piano di ristrutturazione rimane invece in sospeso fino a che non terminerà l’azione legale.

La costruzione del profilo governativo

Il giorno di Natale, Mark Zuckeberg ha augurato a tutti Buon Natale e Felice Hanukkah, sottolineando l’importanza delle festività religiose in famiglia e tra le persone care. Un’inversione di marcia per uno che si era sempre dichiarato ateo. A chi glielo ha fatto notare ha risposto pubblicamente che la sua educazione è stata nella cultura ebraica ma che poi per un periodo della vita ha messo la fede in discussione e che ora ritiene la religione qualcosa di molto importante.

Questo accento sulla religione - cattolica ed ebraica - sembra fatta apposta per la costruzione del suo profilo politico: essere religiosi è infatti un elemento imprescindibile per ricoprire funzioni di rilievo nel Governo degli Stati Uniti, e che, secondo una ricerca del Pew Research Center, è una delle più grandi responsabilità di un candidato presidenziale, e questo suo cambio di tendenza arriva proprio in contemporanea con l’annuncio di voler conoscere gli Stati Uniti in maniera più approfondita.

Zuckerberg non si schiera apertamente

Politicamente equo e diplomatico, finora Mark Zuckerberg non si è mai schierato apertamente sulle sue idee politiche, limitandosi a farle circolare liberamente sul proprio social network. Proprio durante la campagna presidenziale che ha visto la vittoria di Trump, il giovane tycoon della comunicazione è stato al centro di polemiche che gli imputavano una cattiva gestione delle fake news.

Sembra infatti che siano state alcune notizie false sui candidati a favorire l’ascesa di Trump. Zuckerberg ha subito negato un qualunque coinvolgimento e ha anzi continuato la sua battaglia contro le notizie false.

In passato aveva preso parte a dibattiti assieme al presidente uscente Barak Obama, in cui i due si scambiavano idee sul futuro e sul progresso. Insomma per Mark Zuckerberg potrebbe arrivare il momento di prendere una posizione politica, ma sarà tutto studiato nei minimi dettagli.

Zuckerberg in politica nei prossimi anni

Il papà di Facebook potrebbe entrare in politica fino a farne parte stabilmente nei prossimi anni. Qualche suggestione ipotizza un improbabile Mark Zuckerberg alla Casa Bianca già nel 2024. Il sorridente 32 enne, tra gli uomini più ricchi del mondo e sicuramente l’under 40 più ricco di tutti, per ora continua la sua campagna di solidarietà, beneficenza e fiducia nel futuro e nel progresso.

Nel 2017 girerà gli Stati Uniti, sentirà le persone e probabilmente sonderà il terreno per valutare davvero quanto sia possibile un suo ingresso in politica. E poi c’è il ruolo governativo di cui parlano le carte del processo.

In generale sembra abbastanza chiaro che Mark Zuckerberg muoverà proprio quest’anno i suoi primi passi in politica, ma senza fretta: è molto giovane e il suo impero è in crescita. Tuttavia ha già mostrato di avere i requisiti fondamentali richiesti per i candidati alla Casa Bianca: stabilità familiare, una religione solida, la volontà di dismettere azioni e interessi personali della sua azienda, la voglia di conoscere il pensiero degli elettori.

Le conseguenze della discesa in campo

Mark Zuckerberg è uno degli uomini più influenti della nostra epoca: Facebook Inc. controlla le applicazioni Instagram e WhatsApp, e lo stesso social network cresce di anno in anno non solo come piattaforma per scambiare foto e video, ma anche per il commercio, il profitto, la pubblicità e la politica.

Se Mark Zuckerberg dovesse diventare Presidente degli Stati Uniti e Facebook dovesse continuare a mantenere questo ritmo di crescita, ci sarebbe un conflitto di interessi così alto che metterebbe in in difficoltà i principi democratici e di antitrust anche se Zuckerberg dovesse vendere il 100% delle sue azioni.

Il geniale ragazzo che ha inventato Facebook, può già sedere al tavolo dei potenti del mondo, e se i suoi legami col mondo della politica si rafforzeranno, non sarà difficile immaginare gli scenari di come il suo potere crescerà in modo esponenziale.

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