Francia, a destra parte l’operazione successione. Le Pen lancia Bardella

Roberto Vivaldelli

20/11/2025

Ma Jordan Bardella non diventerà la Giorgia Meloni di Francia: il giovane 30enne, in testa ai sondaggi, ha un programma molto più radicale

Francia, a destra parte l’operazione successione. Le Pen lancia Bardella

C’è movimento nella destra francese in vista delle elezioni presidenziali del 2027. La leader del Rassemblement National , Marine Le Pen, sta progressivamente accettando l’idea di passare il testimone al suo delfino Jordan Bardella per le elezioni presidenziali del 2027.

La condanna per appropriazione indebita di fondi pubblici europei, che le ha inflitto cinque anni di ineleggibilità con esecuzione immediata, ha reso inevitabile un cambio di strategia al vertice del partito nazionalista.

Come riporta Le Figaro, la «candidata naturale» del RN avrebbe confidato a uno dei suoi più stretti collaboratori, alla fine della primavera 2025, di essere pronta a rinunciare alla corsa all’Eliseo. «Mi disse che la sua situazione personale non aveva importanza, che era davvero pronta a non potersi candidare», ha raccontato il confidente al quotidiano francese.

Le Pen lancia Bardella in vista del 2027

Marine Le Pen ha annunciato questa settimana un chiaro piano di successione in due fasi, per garantire la continuità del Rassemblement National in vista delle presidenziali del 2027. In un’intervista a Causeur e poi su RTL, ha spiegato che renderà nota la sua «decisione» immediatamente dopo la sentenza d’appello nel processo sugli assistenti parlamentari (udienze dal 13 gennaio al 12 febbraio 2026, verdetto atteso presumibilmente a settembre).

L’obiettivo è evitare di compromettere le chance del movimento in caso di conferma della sua ineleggibilità. «Se mi venisse impedito di candidarmi e la Corte di Cassazione mi desse ragione solo tre o quattro mesi dopo, sarebbe troppo tardi per fare campagna», ha dichiarato. A questo punto, la scelta è di lanciare Jordan Bardella, attuale presidente del RN e suo «delfino», sarebbe per lei «ovvia» e «l’unica decisione possibile». «Almeno per me, nell’interesse del Paese, è essenziale», ha aggiunto Le Pen, mostrando di voler convincere definitivamente l’ala più scettica del partito e dell’elettorato.

Bardella come Meloni? Non esattamente...

Jordan Bardella potrebbe diventare come Giorgia Meloni in Italia? Ovvero come la leader «sovranista» di Fdl che si è via via «moderata» una volta arrivata al potere, tanto da ricevere i complimenti del Financial Times. Tuttavia, avverte Wolfgang Münchau in un’analisi pubblicata su Unherd, «è un errore madornale fraintendere fondamentalmente il Rassemblement National di Le Pen. Il suo partito non potrebbe essere più diverso dai Fratelli d’Italia di Meloni».

I due movimenti, infatti, «hanno occupato posizioni opposte sullo spettro politico», soprattutto su NATO ed Europa. Pretendere che l’estrema destra francese copi l’«ammorbidimento» di Meloni significa proprio cadere nella fallacia di composizione. Meloni ha ereditato un percorso già compiuto da altri (Gianfranco Fini aveva portato la destra post-fascista italiana dentro la democrazia liberale, la NATO e l’integrazione europea già negli anni Novanta). Oggi, nota Münchau, l’Italia è «sempre più percepita come un partner credibile e stabile». In Francia la storia è radicalmente diversa. Il Rassemblement National resta dominato dalla famiglia Le Pen e dalla sua ideologia originaria. Con il 30enne Jordan Bardella in testa ai sondaggi (35-37,5 %), la linea sull’Europa si è anzi irrigidita. Münchau descrive così la «stratégie tricolore» del giovane leader: un menù alla carta in cui la Francia sceglierebbe solo ciò che le piace, rinegoziando o rifiutando tutto il resto.

Il commento dell’analista è implacabile: «Dimmi che vuoi uscire dall’UE senza dirmi che vuoi uscire dall’UE». Un simile programma, sottolinea Münchau, «è chiaramente incompatibile con l’appartenenza all’UE». L’Unione ha chiuso un occhio sulle infrazioni francesi in materia di deficit, ma non accetterebbe mai la fine unilaterale della libera circolazione o l’applicazione selettiva dei trattati. A ciò si aggiungiamo che Bardella vuole costringere la BCE ad acquistare debito francese senza limiti e pretende un rebate sul bilancio europeo sul modello di Margaret Thatcher. Un vero e proprio terremoto.