La Grecia dice addio alla troika. Atene vuole uscire dal piano di salvataggio e allentare l’austerità

Atene, tornata sui mercati finanziari lo scorso aprile, chiede alla Troika di lasciare il paese. Samaras ha annunciato che la Grecia non riceverà il terzo piano di aiuti dall’Europa e che allenterà le politiche di austerità imposte da Ue, Fmi e Bce.

Martedì 30 settembre i funzionari della troika, composta da Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, sono attesi ad Atene per discutere dell’uscita della Grecia dal piano di salvataggio.

La notizia arriva direttamente dal primo ministro greco Antonis Samaras che a Berlino, al termine di un incontro con Angela Merkel, ha annunciato la volontà della Grecia di non ricevere più il sostegno economico europeo. A partire dal prossimo anno la Grecia uscirà anticipatamente dal piano di salvataggio messo in campo dalla troika; Samaras è convinto che Atene sia in grado di finanziare autonomamente il proprio debito che attualmente è fermo al 177,2% del Pil.

Salvatagggio di Atene
Nel 2009 la Grecia è stata travolta da una profonda crisi del debito che ha portato il paese sull’argine della bancarotta. La grave situazione economico-finanziaria ha comportato l’esclusione della Grecia dal mercato dei capitali e messo in dubbio anche la sua persistenza nell’euro. In una tale situazione, che mise a repentaglio l’intera struttura dell’eurozona, si rese necessario l’intervento della troika che, attraverso un gigantesco piano di ristrutturazione del debito, salvò la Grecia da un default certo.

In cambio dal prezioso aiuto, la troika impose al paese durissime misure di austerità, da rispettare rigorosamente lungo un arco di tempo molto esteso allo scopo di risanare il debito e il deficit di bilancio fuori controllo.

Uscita anticipata
Da quel lontano 2009 le cose sono molte cambiate. Il ritorno della fiducia degli investitori internazionali, che hanno cominciato a scommettere sul rilancio economico dell’eurozona, ha visto anche il ritorno della super-indebitata Grecia sui mercati finanziari. Dopo due anni dal default parziale e due piani di salvataggio da circa 240 miliardi, la Grecia il 10 aprile scorso ha emesso un bond con scadenza 5 anni per un controvalore complessivo di 3 miliardi di euro a un rendimento del 4,75%. La domanda è andata oltre le previsioni, facendo registrare un boom di ordini superiori ai 20 miliardi di euro.

Il premier Samaras, nel suo incontro con la cancelliera, ha infatti sottolineato il ritorno anticipato della Grecia sui mercati finanziari e l’operazione, andata a buon fine, di ricapitalizzazione delle proprie banche. Atene quindi non è intenzionata a raccogliere il terzo piano di aiuti, ma vuole al contrario, uscire anticipatamente dal piano di sostegno della troika. Dopo i due piani, per un totale di 240 miliardi di euro, la Grecia sta chiedendo alla triade Ue, Bce e Fmi di lasciare il paese. Alla fine del 2014 verranno meno i prestiti da parte della zona euro, mentre quelli del Fondo monetario si concluderanno nel 2016.

Austerità
Inoltre, Samaras ha chiesto ad Angela Merkel il suo appoggio per allentare le ganasce dell’austerità. Nel paese c’è un diffuso malcontento nei confronti delle politiche imposte dalla troika e approvate dal parlamento greco perché ritenute necessarie per evitare il default. Ma nonostante il ritorno della Grecia sui mercati finanziari, l’economia reale del paese è ancora in ginocchio, con stipendi crollati e disoccupazione alle stelle. In questa situazione infatti, i partiti enti-euro e contrari a l’austerità hanno notevolmente rafforzato la propria posizione sull’elettorato greco.

Samaras infatti, vuole allentare l’austerità sul paese prima della nuova elezione del presidente della Repubblica prevista a febbraio, evento che potrebbe portare ad un impasse istituzionale e a elezioni anticipate in un momento in cui Nea Dimokratia, il partito di governo è superato nei sondaggi da Syryza, la formazione di opposizione.

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