Perché KKR aumenta investimenti in India e Giappone?

Federico Giuliani

1 Dicembre 2025 - 07:05

KKR accelera la sua espansione globale con massicci investimenti in Asia, soprattutto in India e Giappone, puntando su sanità, tecnologia, assicurazioni e infrastrutture.

Perché KKR aumenta investimenti in India e Giappone?

KKR non è un attore qualunque. È uno dei più importanti player di private equity e investimenti alternativi del pianeta e le sue mosse sono sempre seguite con la massima attenzione.

Da qualche settimana questo colosso statunitense ha iniziato ad effettuare un massiccio shopping in Asia, in particolar modo tra India e Giappone, nell’ambito della sua strategia di espansione globale.

Il co-amministratore delegato di KKR, Scott Nuttall, ha da poco visitato l’India confermando che la sua azienda sta incrementando gli investimenti nel Paese nei settori della sanità, dei servizi finanziari, dei beni di consumo e della tecnologia.

Come ha spiegato il Financial Times, è significativo che Nuttall abbia anche affermato che l’azienda stia pianificando di utilizzare la sua divisione assicurativa per finanziare transazioni nella nazione indiana. Ricordiamo che lo scorso giugno KKR ha finanziato 600 milioni di dollari in Manipal Group, fornitore di servizi sanitari e di istruzione con sede a Bengaluru, tramite la sua controllata assicurativa Global Atlantic.

Questo è stato il primo investimento indiano dell’azienda tramite Global Atlantic, che ha acquisito interamente nel 2023. L’azienda vorrebbe adesso a espandere il business in India per adattarlo al suo modello internazionale, andando oltre le acquisizioni e gli investimenti core, e puntando a soluzioni di capitale assicurativo e altri mercati finanziari.

Ma perché fare shopping all’interno del gigante asiatico? Questo Paese - come tanti altri del Sud Est Asiatico - ha una classe media in espansione e forti tassi di urbanizzazione, due fenomeni che generano enormi opportunità in settori come consumi, sanità, logistica, tecnologia, energia rinnovabile.

Le mosse di KKR in India

In altre parole, KKR considera gran parte dell’Asia come il “nuovo motore di rendimento” per i prossimi decenni, rispetto a Europa o Usa, dove i mercati sono più maturi.

L’azienda statunitense ha investito 9 miliardi di dollari in diverse entità indiane, e questo la rende uno dei maggiori investitori privati nell’economia del Paese asiatico. L’ottimismo del gruppo sull’India non si basa solo sulle proiezioni di crescita economica del Paese, ma anche sul successo dei suoi investimenti.

Nel 2022, ha venduto le sue partecipazioni in Max Healthcare per 2 miliardi di dollari, la maggiore monetizzazione di mercato mai realizzata da un investitore di private equity in India. All’inizio di quest’anno ha invece ceduto le sue partecipazioni in JB Pharma per 1,4 miliardi di dollari, ottenendo rendimenti cinque volte superiori.

Secondo Nuttall, India e Giappone sono i mercati con le migliori performance per la società di investimento in Asia. Con il rallentamento della crescita, le tensioni geopolitiche e le sfide normative, la Cina è ora molto meno attraente per gli investitori stranieri rispetto a un decennio fa.

I dati della Global Private Capital Association suggeriscono del resto che quest’anno l’India ha monopolizzato una quota del 41% di tutti gli afflussi di private equity nei mercati emergenti e in crescita, superando il 34% della Cina. In un simile contesto gli investimenti diretti esteri netti nel territorio indiano sono aumentati di oltre il 120% nel periodo aprile-agosto di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

In lista c’è anche il Giappone

“Investiamo costantemente in Giappone da quasi due decenni. È un mercato fondamentale per noi, oggi il più grande in Asia”, hanno intanto fatto sapere i vertici di KKR in merito ad un altro Paese strategico per l’azienda Usa.

Il Giappone è diventato il mercato più grande nell’area Asia-Pacifico per KKR, rappresentando il 36%, ovvero oltre 20 miliardi di dollari, del valore equo totale dei suoi investimenti nella regione.

Di recente KKR ha annunciato l’acquisizione del distributore assicurativo giapponese Hoken Minaoshi Hompo Group, la vittoria in una gara d’appalto prolungata e competitiva contro la rivale Bain Capital per acquisire lo sviluppatore di software Fuji Soft per 4,1 miliardi di dollari, e ha stretto una partnership con un fondo statale per acquisire il produttore di apparecchiature mediche Topcon per 2,3 miliardi di dollari.

Lo scorso marzo KKR ha venduto una quota di controllo della catena di supermercati Seiyu per 2,55 miliardi di dollari, realizzando così un guadagno di diverse volte superiore al suo investimento iniziale. Notizia ancora più fresca, KKR presenterà 584 milioni di dollari per la società di ricerca e selezione del personale giapponese Forum Engineering. Lo shopping continua...

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