La Francia prende tempo: deficit al 3% solo nel 2017. Nel frattempo però Schäuble attacca l’Italia: «troppo facile spendere il denaro degli altri»

Parigi annuncia di aver rivisto a ribasso anche il Pil: solo +0,4% quest’anno. Dopo le parole del ministro tedesco, il prossimo Ecofin di venerdì rischia di essere bollente.

La Francia scenderà sotto la soglia il deficit del 3% solo nel 2017, trasgredendo in questo modo l’impegno preso dal governo di Parigi con la Commissione Europea.

Lo ha annunciato il ministro delle Finanze francese Michel Sapin. Secondo i calcoli dei tecnici ministeriali francesi, il deficit quest’anno si asseterà al 4,4% mentre nel 2015 scenderà di un solo 0,1%, fermandosi a quota 4,3%. Lontana, lontanissima quindi, la soglia del 3%.

Sapin, inoltre, ha sottolineato che a causa della congiuntura sfavorevole, sono state riviste al ribasso anche le stime di crescita del PIl: +0,4% per quest’anno e +1% nel 2015.

A pochi giorni dall’Ecofin informale di venerdì prossimo che si terrà a Milano, l’annuncio francese rischia di far riscaldare gli animi e di esasperare le posizioni.

Anche perché la strategia della Francia – che sta attraversando una fase politica molto complessa con il Presidente Hollande al minimo storico della popolarità – è chiara: prendere tempo per centrare l’obiettivo deficit/pil senza dover aumentare i tagli alla spesa già programmati, che complicherebbero la situazione interna, se possibile, ancora di più.

L’alfiere del rigore
In ogni modo, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha rilasciato negli ultimi giorni una serie di dichiarazioni che confermano come la Germania voglia mantenere la rotta dell’Europa chiaramente verso la direzione del rigore.

Incassato in settimana il giudizio bifronte dell’Fmi - che da un lato ha lodato il rigore dall’altro vorrebbe che la Germania “spendesse” di più – Schaeuble, intervistato da Yahoo finanza, ha lanciato una stoccata all’Italia:

“Se fosse possibile risolvere tutti i problemi aumentando il debito, l’Italia non avrebbe più problemi”.

Al tempo stesso però il ministro tedesco ha espresso un giudizio positivo su Matteo Renzi:

“Il signor Renzi segue il giusto approccio affrontando nel suo Paese delle riforme strutturali d’impatto e questo non è mai facile. Posso solo sperare che abbia successo. Le persone preferiscono percorrere la strada semplice, per esempio quella di spendere il denaro degli altri”.

Ma le stoccate di Schäuble hanno colpito anche il governatore della BCE Mario Draghi, criticato per le decisioni di politica economica espansiva annunciate giovedì scorso:

“Credo che ci troviamo di fronte a troppa liquidità, piuttosto che il contrario. E ho dubbi che questo sia sostenibile”.

Ma già martedì, in un suo articolo pubblicato sul quotidiano finanziario Handelsblatt Schäuble aveva scritto:

“Aumentare la spesa pubblica sforando le regole di bilancio allo scopo di rafforzare la crescita economica sarebbe un errore, non prenderemo questa strada".

E poi:

“l’unico modo di garantire la fiducia è avere una politica di bilancio solida, che è la sola cosa in grado di garantire crescita e lavoro. In questo modo si darà un duro colpo a quei Paesi europei disposti, invece, ad accettare una politica sul deficit più flessibile. L’Europa dovrebbe rinunciare al mondo dell’illusione in cui un maggior uso del denaro pubblico e un deficit di bilancio più elevato permetteranno una crescita più sostenibile e posti di lavoro permanenti".

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