Indennità una tantum Co.Co.Pro., i chiarimenti dell’Inps

Valentina Brazioli

25/10/2013

18/09/2015 - 14:38

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Chiarimenti da parte dell’Inps sull’indennità di disoccupazione una tantum per i Co.Co.Pro.

L’Inps ha chiarito i requisiti per accedere all’indennità di disoccupazione una tantum per i Co.Co.Pro., ovvero i collaboratori coordinati e continuativi a progetto, a partire dal primo gennaio 2013.

Con la riforma Fornero del Lavoro, infatti, lo scorso anno è stata ridisciplinata questa forma di sostegno al reddito per i collaboratori con contratto a progetto ultimato per la realizzazione del progetto stesso (evento di fine lavoro). Il nobile intento di garantire una forma di assistenza sociale a una categoria di lavoratori sostanzialmente priva di diritti e tutele si scontra tuttavia con la dura realtà dei criteri piuttosto restrittivi in termini di requisiti di accesso alla prestazione.

I requisiti reddituali

Tra le precisazioni contenute nel messaggio Inps del 22 ottobre 2013, n. 16961 sulla corretta applicazione dell’art. 2, comma 51, della legge n. 92/2012, si segnala un reddito lordo non superiore ai 20 mila euro annui.

La maternità

Nel caso in cui il collaboratore abbia beneficiato dell’indennità di maternità, quest’ultima concorrerà al raggiungimento del requisito reddituale in esame.

Niente indennità per i collaboratori della Pubblica Amministrazione

L’Inps segnala inoltre di aver ricevuto numerosi quesiti sulla possibilità di concedere l’indennità una tantum anche ai collaboratori della Pubblica Amministrazione ma, precisa, l’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo n. 276/2003, lo esclude.

Due mesi di disoccupazione non indennizzata

Per ciò che riguarda il requisito relativo al periodo di disoccupazione ininterrotto di almeno due mesi, si sottolinea che esso deve essere inteso come periodo di disoccupazione non indennizzato.

Iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata

L’Inps ribadisce che il soggetto deve essere iscritto alla gestione, ma senza essere titolare di pensione o assicurato presso altre forme pensionistiche obbligatorie.

I Co.Co.Pro. in Italia

L’indennità una tantum per i Co.Co.Pro., quindi, è un’importante forma di ammortizzatore sociale, che si pone l’ambizioso obiettivo di tutelare una categoria di lavoratori che spesso non gode di adeguate garanzie. Secondo l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol), che nel 2012 ha svolto un’indagine sulle condizioni delle donne e dei giovani nel lavoro parasubordinato, nel nostro Paese sono 676 mila i collaboratori a progetto, che rappresentano così il 46,9% di tutti i lavoratori parasubordinati. Più del 60% di loro ha meno di 40 anni e il reddito medio annuo non arriva ai 10 mila euro. A stupire non è tanto il fatto che gli uomini rappresentino circa il 58% del totale: ciò che inquieta, invece, è che abbiano un reddito medio quasi doppio rispetto a quello delle donne. Dalla ricerca sono inoltre emerse condizioni di lavoro del tutto analoghe al lavoro subordinato, a fronte di minori tutele e minore salario, evidenziando come in questo caso si possa parlare di “cattiva flessibilità in entrata”. Tutti dati allarmanti, che denunciano il problema della precarizzazione del lavoro in Italia, gettando un’ombra sul futuro previdenziale del nostro Paese: gli attuali bassi salari, infatti, a fronte del metodo contributivo, saranno evidente causa di copertura pensionistica insufficiente.

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