ISIS, come finirà? Ecco che cosa ci aspetta davvero

Una volta sconfitta la minaccia dell’ISIS nessuno immagina davvero come andrà a finire. Ecco che cosa ci aspetta.

In tanti si chiedono come finirà la guerra in Siria contro l’ISIS, auspicando un futuro di pace e stabilità per i territori mediorientali devastati dal conflitto e dai terroristi.

Ma cosa succederà dopo che l’ISIS verrà sconfitto? Come andrà a finire? Difficile dirlo, ma alcune ipotesi piuttosto concrete gettano un’ombra sulla fine della lotta al terrorismo jihadista.

Nessuno immagina come finirà dopo l’ISIS, ma il Washington Post ha provato a farlo per i suoi lettori paventando ben 10 guerre che potrebbero scaturire dalla lotta all’ISIS.

Stati Uniti contro Siria, Turchia contro curdi, ISIS contro tutti, e molti altri sono gli scenari analizzati dal giornale americano.

I confini di «Califfato» dello Stato islamico si stanno riducendo rapidamente e roccaforti del gruppo in Iraq e Siria stanno crollando una per una.

La guerra guidata dall’esercito degli Stati Uniti ha raggiunto un punto in cui a domanda è: cosa succede dopo l’ISIS?

Finora la risposta sembra scontata: molte più guerre, ma perché? Il controllo del territorio che l’ISIS perderà dopo la disfatta sembra la risposta chiave.

Questo deriva in parte dalla strategia degli Stati Uniti per sconfiggere lo Stato Islamico, basata su una serie alleanze con gruppi regionali e locali che sono spesso in contrasto tra loro.

Anche se gli alleati degli USA considerano l’ISIS come un nemico, la maggior parte di loro si odia a vicenda.

Basti pensare che ad ogni conquista di territorio sottratti ai militanti ISIS, i vari gruppi sono sempre stati pronti ad innescare scontri per rivendicare questa o quella zona.

I precedenti lasciano presagire che scomparsa la guida e l’ingerenza americana i vari piccoli eserciti locali procederanno a spartirsi il territorio e a lottare tra loro per accaparrarsi quanto gli spetta.

Nuove guerre si stanno preparando dunque per il controllo dell’ordine post ISIS.

Ecco allora l’analisi del WP sugli scenari bellici post ISIS e su cosa succede dopo la fine della guerra in Siria contro i terroristi.

Ecco una lista di 10 guerra post ISIS in nessun ordine particolare. Ci sono senza dubbio più ipotesi, alcune potrebbero verificarsi, altre sono decisamente improbabili e alcune sono già in corso, ma una potrebbe aumentare le probabilità di sopravvivenza dello Stato Islamico allungare la permanenza degli Stati Uniti nella regione per molti anni a venire.

1. Guerra tra curdi siriani e forze arabe

Questa è una delle guerre già in corso, ed è anche una delle più complicate. La Turchia, che sta combattendo una guerra in casa contro separatisti curdi turchi, ha guardato con allarme a come i curdi siriani abbiano fatto leva sul sostegno degli Stati Uniti per espandere il loro controllo nel nord-est della Siria.

I ribelli arabi siriani alleati della Turchia sono contrari all’espansione curda, che sta invadendo aree arabe.

Così, quando la Turchia è intervenuta in Siria due settimane fa per aiutare i ribelli siriani a conquistare territori dello Stato islamico, era chiaro che i curdi erano il vero obiettivo di Erdogan.
 

2. Guerra tra Turchia e curdi siriani

Questa guerra sarebbe simile alla prima, ma più estesa. Per ora la Turchia ha confinato la sua incursione in Siria in una zona della Siria occupata dallo Stato Islamico che è per lo più popolata da arabi.

Ma la Turchia è altrettanto preoccupata per lo la presenza curda lungo il suo confine più a est.

In questa zona i curdi hanno dichiarato la creazione di una regione autonoma all’inizio di quest’anno, e la Turchia sta costruendo un muro lungo il confine per cercare di isolarla.

Se le tensioni persistono, un’invasione turca diretta della zona curda - dove si basano anche un piccolo numero di truppe degli Stati Uniti - non può essere esclusa.

3. Guerra tra curdi siriani e Governo siriano

Il governo siriano si sente minacciato dalle ambizioni territoriali dei curdi. Fino a poco tempo fa avevano mantenuto un’instabile alleanza, e il presidente siriano Bashar al-Assad riforniva i curdi con le armi.

Ma il rapporto si è inasprito dal momento della dichiarazione di autonomia dei curdi, e le due parti hanno combattuto brevi battaglie aree.

Ora è in atto una tregua, ma le aspirazioni curde di auto-governo sono direttamente in contrasto con l’obiettivo proclamato di Assad di riaffermare la sovranità siriana su tutto il Paese.

4. Guerra tra Stati Uniti e Siria

Questa è una guerra che sarebbe potuto scoppiare in qualunque occasione nei cinque anni di presidenza Obama, che ha chiesto la cacciata di Assad.

Sembra piuttosto improbabile, ma ci sono alcune linee del fronte dove la guerra contro lo Stato islamico potrebbe portare gli Stati Uniti ad appoggiare gruppi in diretto conflitto con le forze governative siriane.

Esempio lampante il caso della capitale siriana dello Stato Islamico, Raqqa, dove nel mese di giugno Stati Uniti e Siria appoggiano offensive provenienti da gruppi rivali.

5. Guerra tra Turchia e Siria

L’intervento turco in Siria è per ora volto a combattere l’ISIS e i curdi. La Turchia ha anche provveduto a ricucire i rapporti con la Russia e l’Iran, gli alleati più importanti di Assad, che sembrano aver dato il via libera per l’intervento della Turchia nel nord della Siria.

Se lotta della Turchia contro lo Stato islamico andrà a buon fine, le forze turche si ritroveranno presto contro le forze del Governo siriano in prima linea attorno alla città contesa di Aleppo.

6. Guerra tra curdi e Iraq

Proprio come i curdi siriani hanno ampliato le aree che sono sotto il loro controllo, sfidando la sovranità del governo siriano, così anche i curdi iracheni si sono spostati in zone dell’Iraq che un tempo erano sotto il controllo del governo iracheno.

Il governo iracheno intende recuperare queste aree una volta che lo Stato Islamico verrà completamente sconfitto, mentre i curdi hanno già annunciato che non molleranno nemmeno a guerra finita.

7. Guerra tra curdi e milizie sciite

Questo conflitto è strettamente legato alla guerra numero 6 ed è già iniziata.

Le milizie sciite, molte delle quali sostenute dall’Iran, hanno assunto un ruolo di primo piano in alcune delle conquiste del territorio dello Stato Islamico, spingendo i jihadisti a nord di Baghdad indietro.

Si sono scontrati contro i peshmerga curdi che premono a sud delle loro aree.

8. Guerra tra curdi

Questo è forse il più complicato di tutti gli scenari, ma è tutt’altro che improbabile.

I curdi sono aspramente divisi tra di loro su quasi tutto, tranne che sulle loro aspirazioni per la nascita di uno Stato curdo.

I curdi iracheni sono divisi in due fazioni che hanno combattuto una sanguinosa guerra civile nel 1990.

Una di queste fazione è nemica giurata dei curdi che controllano il nord della Siria, mentre l’altra è alleata dei curdi siriani, ben lungi dall’essere uniti. Il conflitto tra i gruppi curdi è possibile in Iraq, in Siria o contemporaneamente in entrambi gli Stati.

9. Guerra tra arabi sunniti contro sciiti e/o curdi

Nel perseguire l’obiettivo di sconfiggere lo Stato Islamico, città e villaggi che sono a maggioranza sunnita vengono conquistati da forze che sono per lo più curde o sciite.

Molti sunniti stanno collaborando tra loro per sconfiggere i militanti, e salutano i curdi spesso con sollievo quando li liberano dall’oppressione jihadista, ma ci sono anche segnalazioni di abusi da parte di sciiti e curdi contro le comunità sunnite liberate.

Si parla di trasferimenti forzati dei sunniti dalle loro case a luoghi di detenzione di massa, e queste violenze potrebbe far scaturire una nuova forma di rivolta sunnita.

10. I resti dell’ISIS contro tutti

L’ISIS controlla ancora una grossa fetta di territorio in Siria e Iraq.

Se i gruppi che dovrebbero partecipare alle offensive per riprendere i territori perduti iniziassero a combattere tra di loro, quelle battaglie potrebbero essere ritardate a tempo indeterminato.

Questi conflitti lasciati in sospeso si preannunciano causa di instabilità a lungo termine nella regione e se la guerra attuale genera nuove guerre, lo Stato Islamico può ancora sfruttare l’instabilità nazionale per rinforzarsi.

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Argomenti:

ISIS Terrorismo

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