Grecia, l’FMI corregge le stime: il default è sempre più vicino e l’Eurozona rischia il contagio

Simone Casavecchia

18/04/2015

18/04/2015 - 09:08

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In Grecia non c’è e non ci sarà nessuna crescita: è questo il verdetto dell’FMI che corregge al ribasso le proprie stime e paventa un rallentamento della ripresa economica di tutta l’Eurozona nel caso, sempre più probabile, di un default greco.

I lavori primaverili del Fondo Monetario Internazionale, tenutisi nei giorni scorsi a Washington, rendono sempre più chiare le sorti della Grecia ma gettano anche pesanti ombre su quello che sarà il futuro scenario economico di tutta l’Eurozona.

Lo scorso martedì l’FMI aveva pubblicato il WEO (World Economic Outlook), il documento che rendeva note le stime di crescita di molti Paesi del mondo nei prossimi anni. In tale documento veniva previsto un futuro del tutto roseo per la Grecia, dal momento che l’FMI stimava per il 2015 una crescita dell’economia ellenica del +2,5% mentre, per il 2016, ci sarebbe stato un ancor più apprezzabile +3,7%.

Le stime dell’FMI
La doccia fredda, tuttavia, è arrivata ieri, quando Poul Thomsen, responsabile del Dipartimento Europeo del Fondo Monetario Internazionale, ha smentito le stesse stime prodotte dall’istituzione di cui fa parte, affermando che

“Non ci aspettiamo che la Grecia sia il Paese che cresce di più nell’Eurozona nel 2016”

Si tratta di una netta marcia indietro dell’FMI che, oltre ad affermare, tra le righe, di aver diffuso dei dati che poco hanno a che vedere con la realtà, non fa altro che confermare le recenti tensioni dei mercati, provocate dallo stallo dei negoziati tra la Grecia e il Brussels Group (ex troika).
C’è da capire, ora, perché l’FMI abbia messo in campo una rettifica così netta dei propri dati a distanza di pochi giorni. La risposta potrebbe essere ritrovata nelle parole dello stesso Thomsen che ha affermato anche che

“Non ci aspettiamo che la Grecia esca dall’euro. La Grecia vuole stare nell’area della valuta unica e intende prendere qualunque azione necessaria”

Fuor dalle righe, l’FMI avrebbe alimentato, attraverso dati troppo ottimistici, le aspettative di una rinascita greca proprio per spronare il nuovo governo guidato da Syriza a capitolare alle richieste dell’ex troika e ad accettare quelle riforme che sarebbero state il viatico alla rinascita.
Se non si configurasse questo scenario le conseguenze sarebbero preoccupanti, l’FMI ha avvertito già che una possibile uscita della Grecia dall’euro avrebbe conseguenze gravi non solo sull’economia greca ma potrebbe avere serie ricadute anche sulla fiducia che gli investitori mondiali ripongono su tutto il sistema Europa.
Ne è convinta anche Christine Lagarde, direttore generale dell’FMI che nei giorni scorsi, pur avendo parlato di una graduale ripresa dell’Eurozona, dovuta agli effetti del QE, all’euro debole e al basso prezzo del petrolio, ha affermato che su tale ripresa potrebbe pesare

“lo stress finanziario per via dell’incertezza sulle politiche associate alla Grecia”

Grecia: default sempre più vicino?
Certo è che la situazione greca sembra peggiorare ogni giorno di più nelle ultime due sedute delle borse europee le vendite hanno toccato volumi molto elevati, soprattutto sulla piazza di Atene; la fiducia nei confronti del governo guidato da Tsipras è ai minimi, con un titolo di stato greco decennale che negli ultimi 5 giorni ha guadagnato 165 punti base e attualmente ha un rendimento del 13%. Ancora peggio vanno le cose se si guarda alla fiducia nel breve termine: i titoli di stato triennali hanno acquistato solo nell’ultima settimana 700 punti base e il suo rendimento potrebbe presto toccare quota 27%.
Il problema della Grecia, però, non si limita alla sola finanza. Le risorse economiche greche stanno rapidamente finendo e il governo potrebbe presto essere costretto a mettere mano ai fondi pensione per rimborsare i propri debiti. A maggio vanno in scadenza prestiti per 760 milioni di euro, da rimborsare allo stesso FMI, al quale è stata chiesta una proroga che è stata rifiutata.
Le trattative con le istituzioni europee sono in una fase di stallo perché la Commissione continua a non accettare le proposte greche mentre il ministro delle Finanze ellenico, Varoufakis, ha continuato a ribadire che non accetterà imposizione dell’Eurozona.
Il tempo stringe perché la scadenza del 24 Aprile è sempre più vicina e un debole spiraglio potrebbe essere intravisto solo in un possibile ravvedimento della Germania che, secondo Bloomberg, starebbe studiando varie possibili soluzioni per il caso Grecia, da una possibile Grexit pilotata a un cambiamento di rotta della linea dura tenuta finora che consentirebbe di mettere in campo una maggiore flessibilità nei negoziati europei.
Negli incontri dell’FMI tenutisi va segnalato, infine, anche un confronto tra Varoufakis e il presidente della BCE Mario Draghi che ha parlato di una discussione costruttiva; di tale incontro si è detto soddisfatto anche Varoufakis che ha confermato il costante interesse della BCE a trovare una soluzione rapida ed efficace per riportare la Grecia sulla strada della crescita.

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