Grecia: ecco perché Syriza e Tsipras fanno paura all’Europa

Vittoria Patanè

30 Dicembre 2014 - 14:03

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L’Europa terrorizzata dall’ascesa di Syriza in Grecia. Secondo Bruxelles la vittoria di Tsipras sarebbe un pericolo per la stabilità continentale. Ma cos’è che fa tanta paura alla politica e a mercati? Scopriamolo

Grecia: ecco perché Syriza e Tsipras fanno paura all'Europa

Il prossimo 25 gennaio si terranno le elezioni parlamentari in Grecia. La fumata nera di ieri ha mandato nel panico i mercati internazionali, la Borsa di Atene è crollata dell’11% zavorrando le consorelle europee e le prospettive per il futuro appaiono poco rosee. Il motivo? La Finanza mondiale teme l’ascesa di Syriza, il partito di ispirazione social democratica guidato da Alexis Tsipras. Ma perché la possibilità che la sinistra esca vincitrice dalle prossime tornate elettorali sembra terrorizzare così tanto l’Unione Europea? Ve lo spieghiamo subito, ma prima sembra opportuno fare un ripassino.

La storia di Syriza
La coalizione di sinistra radicale che prende il nome di Syriza nasce in Grecia nel 2004. Al suo interno troviamo una compagine politica eterogenea: partiti indipendenti appartenenti all’area socialista democratica, gruppi ambientalisti di sinistra, maoisti, trotskisti e organizzazioni eurocomuniste. Nel 2012 viene creato il partito unico, mentre nel 2013 si tiene il primo congresso fondativo.

Syriza si candida alle elezioni parlamentari del giugno del 2012, mettendo in atto una vera e propria escalation e divenendo al primo tentativo il secondo partito greco per numero di voti e la più forte compagine presente all’interno dell’opposizione a Samaras.

Il leader incontrastato del Partito è Alexis Tsipras giovane politico, eletto presidente della coalizione nel 2008.

Le proposte di Syriza
Il motivo per cui l’Europa sembra terrorizzata da Syriza è presto detto. Il partito propone un nuovo modello economico, volto a far uscire la Grecia dalla crisi, un modello che sovverte e contrasta in toto i diktat di Bruxelles. Il motto è uno solo: No all’austerità imposta dalla Troika.

L’eventualità ( avallata anche dagli ultimi sondaggi) che la compagine guidata da Tsipras vinca le prossime elezioni dunque ha messo in allarme i mercati mondiali, il Fmi e la stessa UE. Le parole pronunciate da Tsipras nel corso di una conferenza a Bruxelles di alcuni anni fa, chiariscono da sole i motivi per cui il partito risulta tanto scomodo:

« Bisogna dire la verità non solo ai cittadini greci ma tutti gli europei: le misure d’austerità non funzionano. La popolazione greca ha sopportato delle prove durissime senza che in due anni e mezzo la crisi sia stata risolta e questo è servito solo a salvare le banche greche, il cui fallimento avrebbe conseguenze in tutto il sistema bancario europeo. »

Secondo Syriza l’unico scopo dell’Ue è quello di proteggere l’attuale status quo, nonostante la crisi internazionale richiedesse delle misure ad hoc volte a far ripartire i singoli Paesi. L’austerità, a detta dei rappresentati della crisi, ha condotto gli Stati Membri a «un punto morto» in qualsiasi frangente, acuendo le conseguenze della recessione a livello sociale, politico ed economico. Proprio per questo motivo, ci sarebbe bisogno di un «cambiamento radicale di direzione» volto a rilanciare l’economia (sia quella greca, che quella continentale).

Ciò che il partito intende mettere in atto in caso di vittoria alle elezioni si basa invece proprio su un superamento dello status quo contemporaneo. Le proposte di Syriza parlano dunque di alleggerimento della pressione fiscale volto a far rientrare i capitali nel paese, ma soprattutto (ed è questa la parte più temuta da Bruxelles) la rinegoziazione del debito greco., considerato ormai insostenibile.

A livello europeo Syriza è considerata non solo una forza politica che mira a contrastare le politiche di Bruxelles, ma una vera e propria compagine anti-europea, anti-euro ed euroscettica, opinione però rigettata dai suoi leader. Sulle pagine de Linkiesta, Dimitrios Papadimoulis, Vicepresidente del Parlamento Ue e rappresentante di Syriza spiega:

La verità, invece, è un’altra. L’austerità ha indebolito l’economia europea e la forza politica europea all’estero. Insieme ai nostri partner europei intendiamo, invece, proporre un modello sostenibile, fondato sulla coesione sociale e sul rafforzamento dell’unione politica, e soprattutto puntiamo a una presenza europea nel mondo più indipendente di quella attuale.

Insomma nessuno vuole uccidere l’Europa, ma solo lottare insieme per renderla più equa e sostenibile. E voi, che ne pensate di Syriza?

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