Grecia, rischo default: il destino si decide all’Eurogruppo del 9 maggio

Il destino della Grecia si deciderà al nuovo Eurogruppo del 9 maggio. Come ha intenzione di salvarsi l’economia ellenica?

Il destino della Grecia si decide il 9 maggio.

Il mercato è tornato ad avere paura della Grecia, una bomba ad orologeria - come definita da molti. Gli effetti della crisi e il nuovo rischio di default hanno riportato l’attenzione sull’economia ellenica, ma c’è ancora qualche speranza.

La Grecia e i suoi creditori sono vicini ad un accordo su un pacchetto di riforme previsto dal piano di salvataggio e sono impegnati nel concordare nuove misure di emergenza.

Gli occhi puntanti al 9 maggio, data in cui è stata fissata una riunione straordinaria dell’Eurogruppo - composto da tutti i ministri delle finanze della zona euro - a Bruxelles.

Grecia e creditori verso un accordo il 9 maggio

I colloqui tra la Grecia e i suoi creditori hanno quasi raggiunto una conclusione sul fronte delle riforme nel quadro del piano di salvataggio in corso, ma rimangono necessarie nuove trattative sulle ulteriori misure di emergenza che Atene deve garantire in cambio di una possibile riduzione del debito.

«Siamo al 99 per cento del tragitto, abbiamo convenuto su quasi tutti gli aspetti»

ha commentato commissario europeo per gli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici giovedì in riferimento al pacchetto di riforme originale, che comprende la riforma delle pensioni e delle imposte sui redditi, un piano di gestione dei crediti deteriorati e un fondo di privatizzazione.

«Per quanto riguarda il meccanismo di emergenza, che a nostro avviso non è realmente giustificato da dati ma politicamente necessario, cerchiamo di lavorarci»

ha aggiunto.

La ricerca di un accordo che salvi la Grecia dovrebbe trovare conclusione il 9 maggio, quando i ministri delle finanze della zona euro terranno una riunione straordinaria per discutere dei progressi sulla Grecia.

Ci sarà un «nuovo Eurogruppo sulla Grecia lunedì 9 maggio alle 15:00 a Bruxelles», ha dichiarato il portavoce del presidente dei ministri delle finanze della zona euro, Jeroen Dijsselbloem, nella serata di giovedì.

Grecia contro creditori: i punti critici

I ministri delle Finanze della zona euro dovevano riunirsi giovedì per firmare l’accordo con Atene e discutere della riduzione del debito greco, ma l’incontro è stato annullato a causa dei progressi insufficienti. Per questo motivo la stampa è corsa a parlare di allarme default.

Il punto critico principale si basa sulle misure di emergenza che i ministri delle finanze della zona euro hanno richiesto la settimana scorsa, in aggiunta al pacchetto di riforme già concordato con Atene.

La riforma originale richiede la generazione di un risparmio del 3 per cento del PIL per la Grecia.

Ma a causa di una differenza nelle previsioni sull’avanzo primario della Grecia 2018 l’Europa e il Fondo Monetario Internazionale, i ministri dell’Eurozona hanno chiesto alla Grecia lo scorso venerdì per preparare una serie di operazioni di emergenza da attuare solo se Atene dovesse mancare gli obiettivi.

Il nuovo piano, che prevede un risparmio sul PIL del 2% - frutto della differenza tra le previsioni di FMI e zona euro - deve essere legiferato alla svelta e adottato automaticamente la Grecia non soddisfacesse gli obiettivi.

La Grecia sostiene che le sue leggi non consentono di varare delle leggi di emergenza e si è offerta di legiferare un meccanismo automatico per i tagli alla spesa qualora dovesse mancare gli obiettivi.

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