Fmi: bolla immobiliare in arrivo, si rischia un altro crollo mondiale. «Fate qualcosa»

Il mercato immobiliare potrebbe causare l’ennesimo crollo globale. Il FMI avverte: «intervenite».

Il Fondo Monetario internazionale lancia l’ennesimo alert sul mercato immobiliare globale. Si rischia una bolla devastante, peggio di quella che nel 2007 ha scatenato una delle più grandi crisi economiche mondiali.

Per confermare la sua tesi, il Fmi pubblica un report da cui si evince come, in molte aree del mondo, i prezzi degli immobili siano di gran lunga superiori alle medie storiche e rappresentino una reale minaccia per la stabilità economica di tutti i Paesi.
Questi ultimi, devono cercare di tenere la situazione sotto controllo, in caso contrario ci sarà un altro crash. E stavolta rischia di fare ancora più rumore.

Min Zhu, vice managing director dell’Fmi, ha sottolineato nel corso di un discorso tenuto alla Bundesbank che gli strumenti per contenere i boom immobiliari:

"sono ancora in fase di definizione, ma che questa non dovrebbe essere una scusa per non agire. I prezzi delle case rimarranno al di sopra delle medie storiche per gran parte dei paesi in relazione ai redditi e agli affitti

Volete alcuni esempi?

«E questo è vero per esempio per l’Australia, il Belgio, il Canada, la Norvegia e la Svezia».

In Canada infatti, i prezzi degli immobili superano media di lungo periodo rapportata ai redditi del 33% e dell’87% la media dell’ultimo periodo degli affitti. Nel Regno Unito +27% rispetto ai redditi e +38% rispetto agli affitti.

Il Fondo Monetario ha stilato un indice globale che rappresenta l’accelerazione dei prezzi che, su base annua, segnano un +3,1%. L’aumento riguarda soprattutto i mercati emergenti: Filippine +10% su base annua, +9% Cina e +7% Brasile.

«In alcuni casi, i prezzi delle case stanno recuperano terreno dopo la forte correzione durante la Grande Recessione In altri casi, i prezzi hanno continuato la loro marcia al rialzo, dopo una fase di lieve moderazione durante la Grande Recessione».

In controtendenza rispetto al trend mostrato dal FMI alcuni paesi periferici dell’Eurozona, tra i quali il nostro: -7% su base annua in Grecia, -6,6% in Italia e -5% in Spagna.

Parlando degli Stati Uniti, oltreoceano i prezzi rimangono inferiori, rispetto alla media di lungo periodo rapportata ai redditi, del 13,4%, mentre sono superiori +2,6% rispetto agli affitti.

Dove si compra meglio? in Giappone, Nazione in cui i prezzi sono inferiori ai redditi per il 41% e agli affitti per il 38%.

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