Financial Times: l’Italia rischia il default ed è un pericolo per tutta l’Europa

Vittoria Patanè

22/09/2014

22/09/2014 - 14:30

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Un editoriale del Financial Times mette in luce quanto sia «disperata» la situazione italiana. Se non ricominciamo a crescere sarà default. Per noi e per l’intera Eurozona

Forse la più grande questione che l’Europa dovrà affrontare è chiedersi cosa succederà se l’Italia continuerà a vivere nella stagnazione come ha fatto negli ultimi 15 mesi. Le cose proseguiranno così o cambierà qualcosa?

Inizia così l’editoriale pubblicato ieri da Wolfang Munchau sul Financial Times. Il debito pubblico italiano rischia di diventare insostenibile e a pagarne le spese non saremo solo noi, ma tutta Europa. Si ritorna sempre allo stesso punto a quel «too big to fail» che negli ultimi decenni torna periodicamente a minacciare l’economia mondiale. Siamo la terza economia d’Europa, se crolliamo noi (e secondo il giornalista le probabilità sono alte) crolla l’intera Eurozona:

La situazione economica italiana è insostenibile e porterà a un default sul debito a meno che non ci sia un improvviso e duraturo cambiamento nella crescita. Se così non fosse, il futuro dell’Italia nell’eurozona sarebbe in dubbio, e di fatto lo sarebbe il futuro dell’euro stesso”

Insomma se non ricominciamo a crescere le possibilità sono due: o uscire dall’euro, o trascinare tutti nel baratro con noi.

Parlando del nostro debito pubblico, Munchau spiega:

Se l’Italia continuerà a stagnare anche nel 2015 e nel 2016, il rapporto debito/PIL salirà verso il 150% del PIL. Il problema non è il numero, ma la tendenza. Un lettore mi ha recentemente chiesto: fino a che punto l’Italia è insolvente? La risposta: nessuno lo sa. Il Giappone è ancora solvente anche se ha un rapporto debito/PIL che supera il 200%. Ma il Giappone, differentemente dall’Italia, ha una propria banca centrale. Se gli investitori credono che tu puoi stabilizzare il tuo debito pubblico in qualsiasi momento, loro continueranno a finanziarlo. In caso contrario non lo faranno.

Poi una stoccata a Matteo Renzi e all’intera Eurozona:

“Matteo Renzi, il primo ministro italiano, ha promesso riforme radicali, ma non ha ancora realizzato nulla. E comunque, questo non basta. La sostenibilità del debito italiano richiede politiche a livello europeo che finora sono state escluse. E’ qui che si deciderà il successo o il fallimento dell’Eurozona”.

L’unico modo di uscire da questo circolo vizioso è che l’economia italiana metta in atto una crescita solida «più veloce di quella del debito». Per farlo, non bastano le tanto invocate riforme strutturali. Serve di più, molto di più:

L’Italia ha bisogno di cambiare il sistema legale, di ridurre le tasse alla media dell’Eurozona e di migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione...In altre parole, deve cambiare l’intero sistema politico

Nella «rinascita italiana», un ruolo chiave lo giocherà Mario Draghi:

“le speranze migliori risiedono in un programma di acquisto di titoli da parte della Bce che dia tempo ai tassi di inflazione di tornare normali, all’economia europea di riprendersi e al governo italiano di implementare almeno alcune riforme” .

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