Financial Times: ecco perché i mercati ignorano il cambio di leadership in Italia

Matteo Renzi è diventato Presidente del Consiglio, ma i mercati lo ignorano. Il quotidiano inglese ci spiega il perchè

Matteo Renzi è diventato Presidente del Consiglio, ma ai mercati sembra non importare. Negli ultimi giorni, mentre l’Italia affrontava l’ennesima crisi politica della sua storia e il segretario del PD saliva al Colle per accettare l’incarico affidatogli dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, Piazza Affari continuava indifferente gli scambi, alternando rialzi e ribassi a prescindere da ciò che succedeva in Parlamento e al Quirinale.

Solitamente capita il contrario. Gli investitori osservano con attenzione le vicissitudini politiche di una Nazione per capire come comportarsi, se vendere o acquistare obbligazioni e azioni. Ma il nostro Paese, ancora una volta, rappresenta un’eccezione che ha portato molti a modificare il proprio modus operandi.

A spiegarci i motivo di questa indifferenza, ci ha pensato il Financial Times che ha elencato tre ragioni per cui gli investitori hanno preferito ignorare gli stravolgimenti politici italiani e andare avanti per la propria strada.

Ragione uno: Renzi è il 62esimo Presidente del consiglio in 68 anni di storia repubblicana, Se gli investitori prestassero sempre attenzione ai cambiamenti politici italiani, il costo delle transazioni avrebbe superato quello dei loro rendimenti.

Insomma con una media di quasi un Governo diverso l’anno, prestare di volta in volta attenzione a questi stravolgimenti aggiungerebbe solo instabilità a instabilità.

Ragione due: Renzi ha una maggioranza politica, o meglio una non maggioranza, simile a quella del suo predecessore, Enrico Letta. Come Letta e come Mario Monti prima di lui, non è stato eletto dai cittadini. Il suo programma di riforme sarà sicuramente limitato dalla mancanza di supporto pubblico e parlamentare, sebbene questo non l’abbia fermato dal presentare un piano molto ambizioso.

Volti nuovi dunque, ma problemi di sempre. Il programma di riforme presentato ieri da Renzi nel corso del discorso pronunciato al Quirinale è da non sottovalutare, il problema risiede nel fatto che il Premier potrebbe trovarsi di fronte delle difficoltà date dalla maggioranza risicata, soprattutto in Senato, che garantisce la vita del suo Esecutivo.

Ragione tre, le prospettive d’investimento italiane sono guidate da eventi che si svolgono fuori all’Italia. La direzione economica del Paese è supervisionata da Bruxelles (leggasi: Berlino), mentre il settore bancario e i tassi d’interesse dalla Banca Centrale Europea. Da sottolineare che mercato obbligazionario ha avuto ottimi risultati recentemente, con il tasso decennale al livello più basso dal 2006.

Insomma, nella mente degli investitori conta più cosa succede all’esterno che all’interno del nostro Paese. Come a dire “ne avete combinate troppe” per far sì che gli investitori diano importanza a ciò che fate.

Gli investitori non si aspettano molto da Renzi, il che gli rende più facile il compito di sorprendere in positivo i mercati. Purtroppo, sia la storia che la politica italiana sono contro di lui.

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