Osaka, forte di crescita economica e investimenti post-Expo, punta a diventare una “seconda capitale” del Giappone, ma deve superare resistenze politiche e il calo dei turisti cinesi
Nello stesso momento in cui Tokyo è nervosa, si interroga sul futuro, è preoccupata per la crescente inflazione e per l’aumento dei prezzi dei beni di consumo, a circa 500 chilometri di distanza la sempre più ambiziosa Osaka culla i propri sogni di gloria in attesa di spiccare il volo.
In Giappone potrebbe presto sorgere una “seconda capitale”. E non solo nei termini istituzionali auspicati dal Partito per l’Innovazione Giapponese (JIP), il partner di minoranza del Partito Liberal Democratico (LDP) della premier Takaichi Sanae che vorrebbe garantire a Osaka infrastrutture aggiuntive per consentirle di diventare la sede del governo in caso di un disastro naturale che paralizzasse Tokyo, ma anche e soprattutto sul fronte dell’immobiliare, degli investimenti esteri, di nuovi servizi.
Detto altrimenti, Osaka ruggisce, forte dell’Expo appena terminata e di interessanti dati finanziari, e spinge per diventare il motore economico del Giappone. Pura utopia? Sulla carta le condizioni di crescita non mancano affatto. [...]
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