FMI: è ancora allarme sull’occupazione USA. Cresce l’attesa per la FED

Piena occupazione solo nel 2017, crescita rivista a ribasso e tasso di povertà troppo elevato: l’FMI sottolinea le ombre dell’economia americana

Gli Stati Uniti arriveranno alla piena occupazione soltanto nel 2017. Lo prevede il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nel suo annuale rapporto sullo stato dell’economia americana.

Secondo il report dell’FMI, inoltre, nel 2014 l’economia americana crescerà del 2%, un dato inferiore alla precedente stima del 2,8%. La stima per il 2015, invece, rimane invariata al 3%.

La Fed e la disoccupazione
Il monito sulla piena occupazione arriva dopo una serie di dati molto positivi sul tasso di disoccupazione in America. Ad aprile, la disoccupazione negli Stati Uniti si era attestata al 6,3%, il dato migliore dal 2008.

Ad influire sulla discesa del numero di senza lavoro in America ha fin qui contribuito positivamente il quantitive easing messo in atto della Banca Centrale Americana, la FED, che, stampando 65 miliardi di dollari al mese (erano 85 miliardi fino a dicembre 2013), ha iniettato liquidità e fiducia nel sistema economico statunitense.

Tuttavia, visto che la piena occupazione non arriverà prima di tre anni, l’FMI sottolinea come probabilmente i tassi d’interesse applicati dalla FED rimarranno bassi almeno fino a tutto il 2015. Allo stesso tempo, anche l’inflazione rimarrà bassa almeno fino alla metà del 2016.

Al di là delle prescrizioni dell’FMI, sono attese per oggi ( alle 20 ore italiana) le decisioni delle FED sul quantitative easing e sui tassi d’interesse.

Allarme povertà
Ma a preoccupare l’FMI non sono solo i numeri. Nell’ultimo decennio la povertà negli Stati Uniti ha raggiunto cifre impensabili per gli altri grandi Paesi sviluppati. Sono 44 milioni gli americani che vivono sotto la soglia di povertà, il 15% della popolazione.

Per questo, l’FMI incoraggia Washington a combattere con più decisione una piaga che rischia di scavare un profondo solco all’interno della società americana. Secondo l’FMI, il governo federale dovrebbe superare le divisioni politiche ed aumentare prima di tutto il salario minimo, il più basso dei grandi paesi avanzati.

Solo ad aprile, si ricordi, il senato a maggioranza repubblicana ha bocciato la proposta del presidente Obama di aumentare il salario minimo da 7,25 a 10,10 dollari l’ora.

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