Eurozona, manifatturiero in caduta libera, ma l’Italia sorprende

Scende ancora il PMI manifatturiero dell’Eurozona, ma a sorpresa migliora l’Italia. Ecco i dati Nazione per Nazione

Il settore manifatturiero dell’Eurozona continua a stagnare. La crisi non risparmia nessuno, nemmeno quella Germania da sempre simbolo di rigore e prosperità.

Nel corso dell’ultimo mese, secondo i dati diffusi in mattinata da Markit, l’indice PMI è sceso a 50,3 punti, il livello più basso degli ultimi 14 mesi, contro i 50,5 della precedente stima flash e da 50,7 di agosto.

Ricordiamo che il valore di riferimento per questo indice è pari 50.0: sopra questa soglia i valori indicano un’espansione dell’industria, mentre sotto segnalano una contrazione.

Indice PMI Nazione per Nazione
Il dato più controverso è senza dubbio quello riguardante la Germania che passa da una fase di espansione a una di contrazione (49,9) A Berlino infatti:

«il corrispettivo Pmi ha raggiunto un valore al di sotto della soglia neutra di non cambiamento di 50 per la prima volta da giugno 2013. La crescita è rallentata al valore più basso in 15 mesi, mentre i nuovi ordini sono diminuiti al tasso più veloce in quasi due anni e per la prima volta dallo scorso giugno. Il tasso di crescita dei nuovi ordini è stato leggerissimo mentre rimane invariato quello del livello occupazionale».

Male anche la Francia che pur avendo riscontrato un miglioramento La Francia salendo a 48,8 contro 46,9 di agosto, continua a mostrare segnali di stagnazione.

In cattive acque versano anche Austria e Grecia, mentre la Spagna con 52,6 punti (precedente 52,8) si piazza al secondo posto della classifica dopo l’Irlanda.

L’indice PMI pubblicato stamattina da Markit dimostra chiaramente come nell’area euro le difficolità per il manifatturiero si stiano espandendo di Paese in Paese, contagiando anche la prima economia dell’Eurozona.

La domanda per i beni europei ha subito un calo generalizzato, i nuovi ordini al’industria manifestano la prima flessione da giugno 2013, mentre i prezzi di import ed export sono scesi. Insomma, la deflazione è dietro l’angolo e il blocco a 18 sembra totalmente incapace di reagire e di trovare soluzioni.

PMI Italia
Ma la vera sorpresa, per la prima volta da molti mesi positiva, della giornata la riserva l’Italia, l’Indice Pmi manifatturiero è infatti salito a settembre a 50,7 punti dai 49,8 di agosto. Un dato migliore delle previsioni degli analisti che preannunciavano invece un’ulteriore ribasso a 49,5 punti.
Un miglioramento che porta l’Italia in fase di espansione, sebbene flebile. Secondo quanto si legge nel report di Markit:

«migliorano leggermente a settembre le condizioni operative del settore manifatturiero italiano, con le imprese campione che hanno aumentato i livelli della produzione e quelli occupazionali durante il mese. Ad ogni modo, il processo è stato impedito in qualche modo dal rallentamento del tasso di crescita dei nuovi ordini. Sul fronte dei prezzi, allo stesso tempo i dati hanno sottolineato forze disinflazionistiche nel settore, e hanno mostrato la prima riduzione dei prezzi di vendita in tre mesi e il rallentamento al valore più basso in quattro mesi dell’inflazione dei costi».

Insomma, una vera e propria crescita è ancora lontana.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.