Enel: via libera alla clausola di onorabilità nello statuto. Starace nuovo Ad

Enel approva la clausola che prevede l’inellegibilità o la decadenza di un membro del cda in caso di rinvio a giudizio per una serie di reati. Passaggio di testimone tra Conti e Starace

Ok dal nuovo consiglio di amministrazione Enel all’inserimento della clausola di onorabilità nello statuto societario, così come richiesto dal Tesoro. Tale clausola, già bocciata da Eni e Finmeccanica, prevede l’inellegibilità o la decadenza di un membro del cda nel caso di rinvio a giudizio per una serie di reati finanziari, tributari, corruzione o contro la pubblica amministrazione.

Invito del Ministero
Con una lettera del 26 marzo scorso il Ministero invitava la sue tre partecipate Eni, Enel e Finmeccanica ad inserire nello statuto societario i requisiti di onorabilità per l’elezione dei nuovi vertici.

La lettera del Ministero ricordava che costituisce causa di ineleggibilità «l’emissione del decreto che disponga il giudizio», cioè l’avvio di un processo, per numerose tipologie di reati. Tra questi: i delitti contro la pubblica amministrazione, i reati tributari e fallimentari e i delitti previsti dalle norme sull’attività bancaria, finanziaria ed assicurativa. Ma anche il traffico di stupefacenti. In questi casi è prevista l’ineleggibilità o se il manager è già in carica, la decadenza per giusta causa che esclude anche il risarcimento dei danni. La decadenza immediata scatta anche nel caso l’amministratore sia sottoposto «ad una pena detentiva oppure una misura di custodia cautelare o di arresti domiciliari».

Dopo due voti contrari di Eni e Finmeccanica, che hanno bocciato la proposta del Tesoro, arriva l’approvazione di Enel.

Enel
Ha votato a favore dell’introduzione dei requisiti di onorabilità otre l’80% del capitale presente. In assemblea si è presentato soltanto il 52% del capitale di Enel; lo Stato, che ne possiede il 32%, ha sostenuto la proposta, appoggiato dal voto favorevole di parte dei fondi internazionali. Inoltre si è votata anche l’approvazione del bilancio che permette al Tesoro di incassare 382 milioni di dividendi e la riduzione del 25% dei compensi dell’amministratore delegato.

Amministratore delegato
Il nuovo Consiglio di amministrazione dell’Enel, presieduto da Patrizia Grieco, ha anche nominato Francesco Starace quale amministratore delegato e direttore generale della società. La nomina è stata fortemente voluta dal governo che aveva richiesto, per i rinnovi dei vertici delle sue partecipate, un rinnovo del personale. Infatti non c’è stato niente da fare per Fulvio Conti, a capo di Enel negli ultimi 9 anni, che aveva chiesto, invano, di essere confermato amministratore delegato.

Il nuovo Ad Starace negli ultimi cinque anni ha guidato Enel Green Power, lo spin off in cui Enel ha concentrato tutte le sue attività nelle rinnovabili. L’ulteriore sviluppo delle energie verdi sarà una delle priorità dei prossimi anni: si prevedono investimenti nelle reti di distribuzione in Europa e in altri continenti e la crescita del business dall’efficenza energetica e delle città intelligenti.

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