Decreto carceri approvato: dall’affidamento in prova alla detenzione domiciliare. Ecco le novità

Il decreto carceri è stato approvato al Senato con 147 sì e 95 no. A due giorni dalla sua scadenza, il decreto alla seconda lettura in aula, diventa legge. Il provvedimento, rinominato dai suoi oppositori «svuota carcere» prevede una riduzione controllata dei detenuti nel nostro paese.

Il decreto legge è stato approvato con i voti a favore di Pd, Ncd, Sc, Pi, Autonomie e di Gal. Hanno votato contro l’approvazione del decreto carceri Forza Italia, Lega Nord, Sel e M5S. I senatori della lega nord hanno esposto alcuni manifesti con la scritta «Evasione di Stato» e «Ottomila delinquenti fuori di galera grazie allo Stato».

Ecco di seguito i principali cambiamenti introdotti dal decreto rinominato dall’opposizione «svuota carceri».

Braccialetti elettronici
Si rovescia l’onere motivazionale: da oggi i braccialetti saranno obbligatori, il giudice che non ne disporrà l’utilizzo dovrà spiegarne la motivazione. L’uso capillare dei braccialetti elettronici, nei casi di arresti domiciliari, hanno l’obiettivo di assicurare un controllo più costante dei detenuti senza ulteriore aggravio per le forze di polizia.

Piccolo spaccio
Il piccolo spaccio diventa reato autonomo. Non sarà più etichettato come attenuante di lieve entità nel reato di spaccio attuale, che con le aggravanti può portare a pene sproporzionate per l’entità del reato.

Ai minorenni tossicodipendenti accusati per piccolo spaccio sono applicabili le misure cautelari con invio in comunità.

Affidamento in prova
Innalzato a 4 anni il limite di pena che permette l’affidamento del detenuto in prova ai servizi sociali. L’ipotesi ordinaria però, resta a 3 anni, la modifica riguarda presupporti più gravosi.

Si rafforzano inoltre i poteri d’urgenza del magistrato di sorveglianza.

Liberazione anticipata speciale
Fino al 24 dicembre 2015 sale da 45 a 75 giorni la detrazione di pena concessa con la liberazione anticipata. Sono esclusi da questo sconto di pena i condannati di mafia o altri delitti gravi; il beneficio è riconosciuto al detenuto in seguito a valutazione sulla sua meritevolezza.

Detenzione domiciliare
Diventa permanente la disposizione che prevede, per pene detentive inferiori a 18 mesi, la detenzione domiciliare. Restano ferme però, le esclusioni già previste per i delitti gravi o per altre particolari circostanze come la possibilità di fuga.

Espulsione detenuti stranieri
Si migliora e si accelera il processo di identificazione del detenuto straniero che entra in carcere al fine di velocizzare la sua espulsione. Tale procedura è valida per lo straniero che deve scontare 2 anni di pena, ma anche per chi è condannato per un delitto previsto dal testo unico sull’immigrazione purché la pena prevista non sia superiore nel massimo a 2 anni e infine, per chi è condannato per rapina o estorsione aggravate.

Garante dei detenuti
Presso il Ministero della Giustizia è istituito il Garante nazionale dei diritti dei detenuti.
Compito del Garante nazionale è vigilare sul rispetto dei diritti umani nelle carceri e nei Cie. Ogni anno il Garante dovrà trasmettere al Parlamento una relazione sull’attività svolta.

Reclami e diritti
Si tratta di alcune modifiche che aumentano le garanzie giurisdizionali di fronte al giudice. In particolare, è prevista una procedura specifica a garanzia dell’ottemperanza alle decisioni del magistrato di sorveglianza da parte dell’amministrazione penitenziaria.

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Italia

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