Credit Suisse, target price al rialzo per i bancari italiani

Linda Tiralongo

17 Giugno 2015 - 18:10

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Credit Suisse ha comunicato i dati sui target price per i titoli bancari italiani. Andamento comune al rialzo. Ottima la performance di Ubi Banca(+1,22%)

Credit Suisse, target price al rialzo per i bancari italiani

Arrivano valutazioni positive per i i titoli bancari italiani. La comunicazione giunge da Credit Suisse che ha aggiornato i target price fino al 2017.

Gli analisti della banca d’affari elvetica si sono detti infatti ottimisti e fiduciosi sulla situazione bancaria italiana.

I risultati riportati sono positivi e riflettono una sostenibilità di medio termine e un costante miglioramento per i fondamentali. Apprezzamento riconosciuto anche per le misure di sostegno che potrebbero essere avviate dall’Italia a favore del reparto creditizio. 

UBI Banca tra i target price più alti
Al rialzo i target price dei bancari del Paese. Intesa Sanpaolo (+0,51% a 3,16 euro i) da 3 a 3,9 euro, UBI Banca (+1,22% a 7,08 euro) da 7 a 8,5 euro e di Unicredit (+0,58% a 6,07 euro) da 5,5 a 7 euro.

Credit Suisse riconosce un trend positivo per la redditività dei bancari italiani, nonostante un iniziale andamento sottotono del primo trimestre 2015. 

Incremento copertura al 29-52% 
L’istituzione elvetica si dichiara infatti lungimirante in tal senso riconoscendo concreti requisiti per la crescita della profittabilità futura. Dall’analisi emerge che i bilanci delle banche italiane denotano come maggiori punti di forza il calo degli accantonamenti per perdite su crediti (50-55bps di gap entro il 2017 contro 80-120bps nel 2014) e il progressivo rallentamento sui non performing loans (+6-9% su base annua nel primo trimestre contro il 10-14% di un anno fa). 

Un altro dato rassicurante è inoltre quello sull’incremento della copertura: 29-52% nel primo trimestre rispetto al 26-43% del primo trimestre 2013. 

Net interest income ancora debole 
Positivo anche il giudizio sul grado di solvibilità rispetto agli impegni assunti che "sembra adeguato a sostenere la crescita delle attività ponderate per il rischio e remunerare gli azionisti”.

Unica nota fuori dal coro resta però, il net interest income: voce di bilancio ancora debole nonostante le favorevoli condizioni di ripresa del settore come volumi dei prestiti e i rendimenti già bassi dei titoli di Stato.

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