Spagna, boom di contagi dopo le feste: è arrivata la terza ondata?

Laura Pellegrini

8 Gennaio 2021 - 13:46

8 Gennaio 2021 - 15:03

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In Spagna i contagi da coronavirus sono in aumento nonostante i pochi tamponi effettuati: il Paese potrebbe essere già entrato nella terza ondata pandemica.

Spagna, boom di contagi dopo le feste: è arrivata la terza ondata?

La situazione coronavirus in Spagna è drammatica: il bollettino dei contagi giornalieri è in crescita dopo le feste e la somministrazione dei vaccini presenta troppe disuguaglianze tra le regioni. Mentre si registrano oltre 23 mila nuovi contagi giornalieri (dato del 5 gennaio), si teme di superare il record degli oltre 25 mila registrati il 30 ottobre scorso.

Dal 24 dicembre, inoltre, l’incidenza dei nuovi casi sulla popolazione è aumentata e le regioni stanno procedendo in ordine sparso tra chiusure e restrizioni. Se la Catalogna torna in lockdown dal 7 gennaio, Castiglia e León chiede al Governo Sánchez l’introduzione di un lockdown “breve ma efficace”.

Sulla riapertura delle scuole non ci saranno novità: gli studenti non possono tornare in classe almeno fino a quando non si registrerà un calo dei contagi. Vediamo la situazione.

Coronavirus, situazione drammatica in Spagna

Il numero basso di tamponi realizzati durante le feste non permette di avere un quadro preciso dell’andamento dell’epidemia in Spagna, ma si teme che la situazione possa peggiorare. Se al 30 ottobre erano stati registrati oltre 25 mila casi positivi (un record per il Paese), al 5 gennaio si è sfiorato il limite con oltre 23 mila tamponi positivi registrati.

La pressione ospedaliera è altrettanto preoccupante: sono 13.841 le persone sono attualmente ricoverate e l’11,4% del totale dei posti letto risulta attualmente occupato, con una quota pari a 23,1% per le terapie intensive.

Dal 24 dicembre, inoltre, i casi positivi registrati ogni 100 mila abitanti sono aumentati a 296: le cifre più alte si registrano in Estremadura (639), alle Isole Baleari (531) e a Madrid (408).

Vaccino: a che punto è la Spagna?

Come in Italia, anche la Spagna ha iniziato le prime vaccinazioni contro il Covid-19 al 27 dicembre, ma le diverse regioni spagnole proseguono a ritmi differenti. In particolare, si è iniziato a somministrare le prime dosi ai pazienti delle Rsa: mentre, però, nelle Asturie sono state somministrate tutte le 12 mila dosi consegnate, nelle Baleari si è raggiunto solo il 37,5% a causa dei ritardi legati a un caso di positività in una residenza.

Madrid, invece, è il fanalino di coda con soltanto il 5% delle dosi di vaccino somministrate alla popolazione. Situazione simile anche per la Catalogna, dove solo il 9% delle dosi sono state somministrate ai cittadini: i ritardi sono dovuti alla mancanza di frigoriferi e a problemi logistici con l’azienda Pfizer.

Regioni divise sulle restrizioni

Le regioni della Spagna si differenziano anche sull’introduzione di nuove restrizioni, grazie all’autonomia decisionale che le caratterizza. Nonostante questo, però, per introdurre un lockdown avranno la necessità di ottenere il via libera dal Governo di Madrid. E questa è la richiesta avanzata da Castiglia e León.

Per quanto riguarda invece Valencia, sono stati confermati i divieti di spostamento verso altri territori già previsti per il periodo di Natale, ma senza la possibilità nemmeno di effettuare riunioni familiari. I ristoranti e i bar dovranno chiudere alle ore 17, mentre il coprifuoco scatterà con un’ora di anticipo, alle ore 22.

Infine, in Catalogna - a partire dal 7 gennaio - verranno blindati i Comuni e chiusi i centri commerciali e le palestre. L’Estremadura - già nel pieno della terza ondata pandemica - chiuderà i Comuni oltre i 5 mila abitanti che hanno registrato i maggiori contagi.

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