Ecco come il successo delle rinnovabili sta minando la stabilità energetica della Spagna

Redazione Money Premium

4 Novembre 2025 - 07:08

Nei primi nove mesi del 2025, la Spagna ha toccato un record europeo con oltre 500 ore di prezzi negativi dell’energia, segno di un sistema in rapida ma fragile trasformazione.

Ecco come il successo delle rinnovabili sta minando la stabilità energetica della Spagna

Negli ultimi dieci anni la Spagna è diventata uno dei modelli globali della transizione energetica. Il Paese iberico, ricco di sole e vento, ha saputo sfruttare con lungimiranza il potenziale delle energie rinnovabili, riducendo drasticamente la dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas. Oggi oltre il 40% della produzione elettrica nazionale proviene da fonti rinnovabili come energia solare fotovoltaica e energia eolica.

Un traguardo straordinario che però cela una fragilità profonda. L’abbondanza di energia pulita, combinata con una rete elettrica non ancora adeguata e una domanda interna stagnante, ha portato il mercato spagnolo a una condizione paradossale: l’energia è diventata così economica da compromettere la sostenibilità economica del sistema stesso.

L’energia solare e l’energia eolica sono per loro natura variabili: la loro produzione non segue i picchi di domanda, ma le condizioni meteorologiche e l’alternanza giorno-notte. Quando la rete si riempie di energia non consumata, i prezzi dell’elettricità possono crollare fino a diventare negativi, costringendo i produttori a pagare pur di non interrompere gli impianti.

Nei primi nove mesi del 2025, la Spagna ha registrato oltre 500 ore di prezzi negativi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Si tratta di un record europeo che riflette quanto rapidamente il sistema sia cambiato — e quanto resti vulnerabile.

Secondo la Banca di Spagna, l’energia rinnovabile ha ridotto i costi medi del 40% rispetto al 2019. Una notizia positiva per i consumatori, ma preoccupante per il settore industriale. La società di consulenza Alvarez & Marsal avverte che “un eccesso di capacità installata, una domanda inferiore alle attese e il crollo dei prezzi stanno mettendo in discussione la redditività di molti progetti”.

Questo scenario ha già innescato un calo nell’interesse degli investitori. I grandi fondi di infrastrutture, pur continuando ad acquistare asset strategici, stanno rivedendo i propri piani a lungo termine. Il risultato è un mercato in tensione: meno investimenti, maggiore incertezza e rischi per la sicurezza energetica.

Il punto più critico emerso di recente è quello infrastrutturale. Nell’aprile 2024, un picco di tensione in un impianto solare dell’Estremadura ha causato il più grande blackout della storia europea recente, lasciando milioni di utenti senza elettricità. L’episodio ha evidenziato una lacuna strutturale: l’assenza di sistemi di accumulo energetico e batterie in grado di stabilizzare la rete durante i momenti di eccesso produttivo.
Mentre la Spagna correva verso la decarbonizzazione, non ha investito abbastanza nella modernizzazione della rete elettrica e nelle infrastrutture di supporto. Un errore che oggi si paga con una maggiore vulnerabilità del sistema.

Il caso spagnolo è emblematico, ma non isolato. In tutta Europa i prezzi negativi dell’energia stanno diventando più frequenti, specialmente nei Paesi che hanno accelerato sulle rinnovabili dopo la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina. Con la graduale eliminazione dei sussidi statali e la saturazione del mercato, molti progetti rischiano di non essere più sostenibili senza interventi strutturali.

Bloomberg lo ha definito “il rischio che le rinnovabili diventino vittime del proprio successo”: un sistema che produce troppo, troppo velocemente, senza gli strumenti per gestire l’abbondanza.

Nonostante le criticità, la Spagna resta uno dei laboratori più avanzati del mondo per la transizione energetica. Gli investimenti in energia pulita continuano a crescere in valore, segno che la fiducia nel lungo periodo non è venuta meno. Tuttavia, il futuro del settore dipenderà dalla capacità del Paese di orientare le risorse verso sistemi di accumulo, tecnologie di bilanciamento e modernizzazione della rete.
L’obiettivo non deve essere solo produrre più energia verde, ma produrla in modo intelligente, sicuro e sostenibile.
Il “paradosso del sole” spagnolo è un monito per l’Europa intera: la corsa verso la neutralità climatica non può prescindere da una pianificazione equilibrata, in cui la velocità della crescita non superi la capacità di gestione.

Solo così l’energia rinnovabile potrà mantenere la promessa di un futuro sostenibile, equo e resiliente — non solo ecologico, ma anche economicamente solido.