Congedo straordinario assistenza invalidi e residenza: chiarimenti

Per poter fruire del congedo straordinario retribuito per assistere familiari con grave handicap in base alla legge 104, è necessario soddisfare il requisito della coabitazione con l’invalido.

Congedo straordinario assistenza invalidi e residenza: chiarimenti

Il congedo straordinario retribuito regolato dalla legge 151 del 2001, permette al lavoratore dipendente di assistere un familiare con grave handicap per un periodo limite di 2 anni ricevendo un’indennità pari all’ultima retribuzione base. Per poter fruire del congedo in questione è necessario, però, soddisfare il requisito della coabitazione.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Salve, avrei bisogno di sapere se a seguito dello spostamento del mio domicilio presso la residenza di mia madre, la quale risulta essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge 104 art. 3 comma 3, sia necessario spostare anche la propria residenza per poter usufruire del congedo straordinario di 24 mesi. Faccio presente che ad aprile c.a. é trascorso già un anno da quando ho cambiato domicilio in tale luogo, e avendo usufruito già di 6 mesi di congedo, vi chiedo se sia possibile continuare ad usufruire del restante periodo di congedo avendo solo la domiciliazione presso l’abitazione di mia madre. Nell’attesa ringrazio.”

Congedo straordinario e vincolo coabitazione

Per poter fruire del diritto di congedo straordinario retribuito è necessario rispettare l’ordine di priorità familiare vincolante e, laddove richiesto, della coabitazione con il familiare con grave disabilità di cui ci si deve prendere cura.

Il rispetto del vincolo della coabitazione non è richiesto solo nei seguenti casi:

  • nel caso del genitore che assiste figlio con handicap grave anche non convivente
  • nel caso che assistente e assistito abitino allo stesso indirizzo (stesso Comune, stessa via, stesso numero civico ma interno differente
  • nel caso che, risiedendo in due Comuni diversi, ci si iscriva al registro temporaneo della popolazione nel Comune di residenza dell’assistito con dimora temporanea nella sua abitazione.

Non mi spiega quale sia il suo caso ma soltanto con il domicilio in tutte le casistiche che non rientrano in quelle sopra elencate il diritto alla fruizione del congedo straordinario non viene riconosciuto.

Se, quindi, per fruire dei primi 6 mesi di congedo ha richiesto la dimora temporanea nel comune in cui risiede sua madre, senza avviare il cambio della residenza, può, certamente, continuare a fruire del restante congedo pur rimanendo iscritta nel registro temporaneo della popolazione.

In caso contrario, purtroppo, non credo che potrà fruire del congedo senza cambiare la sua residenza.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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