Bancari, commercio, cooperative sociali, vigilanza, sanità privata e giornalisti. A che punto sono i rinnovi dei contratti nel privato e quando potrebbero arrivare gli aumenti in busta paga?
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Ottobre si apre con un numero insolito di trattative contrattuali aperte in parallelo nel settore privato. Contando solo i tavoli nazionali per cui sono disponibili dati ufficiali, sono oltre 4 milioni i lavoratori in attesa di un rinnovo, di cui circa 3 milioni nel terziario, 437 mila nelle cooperative sociali, 300 mila nella sanità privata e nelle RSA, circa 270 mila nel credito e oltre 100 mila nella vigilanza privata, a cui si aggiungono i giornalisti.
Le situazioni, però, non potrebbero essere più diverse, con alcuni tavoli che puntano a chiudere entro fine anno, altri sono appena partiti, mentre altri ancora sono fermi da anni. Per chi aspetta un aumento in busta paga la differenza c’è, eccome.
Contratto bancari, l’obiettivo è un accordo entro il 31 dicembre
Il contratto nazionale firmato da ABI e sindacati il 23 novembre 2023 è scaduto il 31 marzo 2026 ed è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026, termine entro cui le parti puntano a firmare il rinnovo per circa 270 mila lavoratori del credito.
La piattaforma unitaria di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, approvata dai lavoratori con il 99,8% dei consensi, chiede un aumento medio di 518 euro lordi mensili per la figura di riferimento, pari al 16% nel triennio, contro i 435 euro ottenuti con il rinnovo precedente. Tra le altre richieste figurano la riduzione dell’orario settimanale da 37 a 35 ore a parità di salario, buoni pasto da 4 a 10 euro e una gestione condivisa con i sindacati dei processi legati all’intelligenza artificiale.
Dopo la pausa estiva le parti si sono incontrate l’8 e il 21 settembre senza arrivare a un’intesa. L’ABI non ha ancora presentato una controproposta economica e mantiene un profilo riservato. I sindacati chiedono di non rallentare il negoziato a causa delle operazioni di fusione in corso nel sistema bancario. Per ottobre non sono state comunicate date di plenarie, ma sono previsti nuovi incontri tecnici.
Intesa Sanpaolo: due incontri sul secondo livello
Il 13 e il 26 ottobre sono in calendario due incontri tra Intesa Sanpaolo e i sindacati sulla contrattazione aziendale tra premi, welfare e organizzazione del lavoro. Il contratto integrativo del gruppo, che riguarda circa 70 mila dipendenti, è già stato rinnovato a dicembre 2025 per il periodo 2026-2029. Tra le novità figurano il premio base da 1.275 a 3.140 euro, i buoni pasto che salgono progressivamente fino a 10 euro, fino a 120 giorni annui di smart working e la settimana di quattro giorni per i genitori di figli fino a tre anni. I tavoli di ottobre riguardano quindi l’applicazione dell’accordo, non un nuovo rinnovo.
Contratto cooperative sociali, chiusura attesa a novembre
Il contratto delle cooperative sociali, che riguarda circa 437 mila lavoratori tra educatori, operatori socio-sanitari e assistenti, è scaduto il 31 dicembre 2025. La piattaforma per il triennio 2026-2028 è stata presentata a marzo, il primo incontro ufficiale si è tenuto il 21 luglio e il secondo l’8 settembre. Il negoziato prosegue con plenarie e gruppi di lavoro, con l’obiettivo di chiudere a novembre.
Tra le richieste dei sindacati c’è il pagamento integrale della quattordicesima, oggi corrisposta al 50%. Non sono ancora stati definiti né gli importi degli aumenti né la decorrenza di eventuali arretrati.
Vigilanza privata, il percorso è ancora lungo
Il contratto della vigilanza privata, che si applica a oltre 100 mila addetti, è scaduto il 31 maggio 2026. La trattativa tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e le associazioni datoriali (Ani Sicurezza, Anivp, Assiv, Univ e le centrali cooperative) è partita il 5 febbraio.
All’ultimo incontro, il 14 settembre, sono emerse distanze significative soprattutto sulla parte economica. Il nodo è l’adeguamento dei minimi tabellari, in un settore in cui il tema dei salari bassi è da anni al centro anche delle cause in tribunale. La prossima plenaria era attesa tra fine settembre e inizio ottobre, ma non è stata ancora fissata una data ufficiale.
Terziario e commercio: piattaforma pronta, trattativa da avviare
Il tavolo più grande è anche quello più indietro. Il 28 settembre l’assemblea nazionale di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ha approvato la piattaforma unitaria per il rinnovo di tre contratti: Terziario, distribuzione e servizi, Distribuzione moderna organizzata e Distribuzione cooperativa. In tutto riguardano circa 3 milioni di lavoratori, la platea più ampia del settore privato.
La richiesta economica è di 220 euro mensili a regime, motivata da una perdita di potere d’acquisto del 10,8% negli ultimi quindici anni, e a questa si aggiungono maggiorazioni più alte per domeniche, festivi e lavoro notturno (quest’ultimo al 30%), un tetto alle domeniche lavorate, un orario minimo più alto per il part-time e la stabilizzazione dei contratti a termine. La piattaforma è stata inviata a Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione, Ancc-Coop, Confcooperative e Agci, ma la data del primo incontro non è ancora nota. Per i lavoratori del commercio, in pratica, non cambia nulla nel breve periodo, poiché i contratti in vigore scadono il 31 marzo 2027.
Per i giornalisti due tavoli a due velocità
Il contratto nazionale FNSI-FIEG è scaduto nel 2016 e da dieci anni non viene rinnovato. Le trattative sono riprese a gennaio, ma senza risultati, con la FNSI che ha proclamato tre scioperi nazionali, a novembre 2025, il 27 marzo e il 16 aprile 2026. Gli editori della FIEG definiscono il contratto attuale troppo rigido e costoso per un settore in cui, nel 2025, i quotidiani cartacei hanno venduto in media 1,4 milioni di copie al giorno, il 76% in meno rispetto a vent’anni prima. Per ottobre non risultano incontri in calendario.
Sul secondo tavolo, quello tra FIGEC e USPI, il confronto per il rinnovo 2026-2029 si è aperto il 17 luglio a Roma. Le parti devono ancora presentare le rispettive piattaforme. La distanza tra i due contratti è evidente già nei minimi, considerando per un redattore ordinario la retribuzione mensile minima è di 2.693 euro lordi nel contratto FNSI-FIEG e di 1.628 euro in quello FIGEC-USPI.
Sanità privata e RSA
I contratti applicati da Aiop e Aris a circa 300 mila lavoratori di cliniche private e RSA sono scaduti rispettivamente da 13 e 8 anni. Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, gli infermieri del privato guadagnano circa 500 euro al mese in meno dei colleghi del servizio pubblico. Le associazioni datoriali subordinano la chiusura del rinnovo alla copertura dei costi da parte di Governo e Regioni. Il tavolo per il contratto Aiop RSA si è aperto il 28 gennaio e a marzo i sindacati hanno scioperato, ma per ottobre non risultano date di incontro.
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