Congedo straordinario legge 104, quanto spetta? Importo aggiornato al 2026

Simone Micocci

1 Giugno 2026 - 14:57

Indennità di congedo straordinario, legge 104: quanto spetta durante il periodo di assenza? Ecco il limite aggiornato al 2026.

Congedo straordinario legge 104, quanto spetta? Importo aggiornato al 2026
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Sono diverse le forme di tutela che lo Stato riconosce a coloro che prestano assistenza a familiari con disabilità grave, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 5 febbraio 1992.

Tra queste figura il congedo straordinario, ossia un periodo di assenza dal lavoro retribuito tramite un’apposita indennità sostitutiva, per una durata massima di 2 anni, anche non continuativi.

A tal proposito, chi sta prendendo seriamente in considerazione la possibilità di richiedere il congedo straordinario potrebbe voler sapere qualcosa in più non solo su quanto spetta durante questo periodo, ma anche su cosa, eventualmente, si perde.

D’altronde, è vero che ci sono situazioni in cui non si ha molta scelta, in cui le condizioni del familiare possono aggravarsi al punto da richiedere una presenza costante al suo fianco, rendendo necessaria la sospensione, seppur temporanea e limitata a due anni, dell’attività lavorativa. Allo stesso tempo, però, fare una valutazione economica resta fondamentale, così da evitare di ritrovarsi in una situazione di svantaggio.

A riguardo, va detto che proprio per non disincentivare l’utilizzo del congedo straordinario, il valore dell’indennità non è così distante dallo stipendio normalmente percepito, seppur con alcuni limiti. Nel dettaglio, la soglia prevista, considerando sia l’importo dell’indennità sostitutiva del congedo straordinario che la relativa copertura figurativa, è stata ufficializzata per il 2026 con la circolare Inps n. 6 del 30 gennaio 2026, con la quale gli importi sono stati rideterminati sulla base dell’inflazione.

Ecco quindi quanto spetta nel corso del 2026 e quali sono le rinunce da mettere in conto per il periodo in cui ci si assenta dal lavoro usufruendo del congedo straordinario.

Come si calcola

La regola generale vuole che, per il calcolo dell’indennità spettante durante il congedo straordinario, si prenda in considerazione l’ultima retribuzione base percepita dal lavoratore.

Attenzione, però: questo non significa che bisogna guardare all’intera busta paga perché nel quantificare l’importo dell’indennità sostitutiva del congedo straordinario l’Inps tiene conto solamente delle voci fisse e continuative della retribuzione, escludendo quindi tutti gli emolumenti variabili presenti nell’ultimo cedolino paga.

Come anticipato, durante il periodo indennizzato spetta il 100% della retribuzione base.

Al netto di straordinari, premi di produzione, maggiorazioni, indennità occasionali e altre voci variabili, dunque, lo stipendio del dipendente che sceglie di assentarsi dal lavoro per prestare assistenza a un familiare con disabilità grave ai sensi della legge n. 104/1992 resta generalmente vicino a quello percepito nei periodi lavorati.

Importo massimo 2026

Come anticipato, esiste però un importo massimo oltre il quale l’indennità di congedo straordinario non può andare.

Tale massimale viene rivalutato ogni anno sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Per il 2026 bisogna fare riferimento a quanto indicato dalla circolare Inps n. 6 del 30 gennaio 2026, con la quale l’Istituto ha aggiornato gli importi validi per l’anno in corso.

Nel dettaglio, la disciplina di riferimento resta quella prevista dall’articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001, secondo cui durante il periodo di congedo,
il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento, e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 43.579,06 annui per il congedo di durata annuale. Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall’anno 2011, sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati”.

A tal proposito, per il 2026 il limite complessivo annuo, considerando sia l’indennità economica sia la contribuzione figurativa, è pari a 57.837 euro.

Di questa somma, circa 43.380 euro rappresentano l’importo massimo annuo dell’indennità erogabile al lavoratore, mentre circa 14.460 euro corrispondono al costo massimo della copertura figurativa annua.

Questo significa che, anche laddove la retribuzione base del lavoratore fosse superiore, l’indennità riconosciuta durante il congedo straordinario non potrebbe comunque superare il massimale previsto per l’anno di riferimento. Allo stesso tempo, il periodo di assenza resta coperto da contribuzione figurativa, utile ai fini pensionistici, sempre entro il limite complessivo stabilito dalla normativa.

Cosa si perde?

Come visto sopra, nel calcolo dell’indennità di congedo straordinario non vengono considerati tutti quegli elementi della busta paga che non hanno carattere fisso e continuativo e che dipendono, quindi, dall’effettiva prestazione lavorativa.

Ad esempio, non rientrano nel calcolo straordinari, premi di produzione, indennità di trasferta, indennità per lavoro notturno, maggiorazioni legate a turni o festivi, indennità di malattia e, più in generale, tutti gli emolumenti variabili. Lo stesso vale per eventuali quote di tredicesima e quattordicesima corrisposte mensilmente al lavoratore, quando non considerate parte della retribuzione fissa e continuativa rilevante ai fini dell’indennità.

Per questo motivo, quanto percepito nei giorni coperti dal congedo straordinario potrebbe risultare più basso rispetto all’importo solitamente indicato in busta paga, specialmente per quei lavoratori che integrano lo stipendio con straordinari, turnazioni, trasferte o altre voci accessorie.

Oltre a questo, è bene sottolineare che durante il periodo di congedo straordinario non maturano ferie, tredicesima e quattordicesima. Inoltre, il periodo in questione non viene computato neppure ai fini del trattamento di fine rapporto, con la conseguenza che l’assenza può incidere anche sul Tfr maturato dal lavoratore.

Fino a quando viene pagata?

Concludiamo ricordando che ogni lavoratore ha diritto a un massimo di 2 anni di congedo straordinario nell’arco della vita lavorativa. Si tratta di un limite che va considerato nel complesso, che quindi non può essere superato neppure nel caso in cui il lavoratore debba prestare assistenza a più familiari con disabilità grave.

È importante sottolineare, a proposito, che tale limite opera su un doppio piano: vale sia per il lavoratore che richiede il congedo, sia per la persona con disabilità grave da assistere. Spieghiamo meglio:

  • il lavoratore può usufruire di un massimo di 2 anni di congedo straordinario, anche quando ha necessità di assistere più persone con disabilità grave. Dunque, se Tizio richiede 2 anni di congedo per assistere Caio, non potrà più chiedere ulteriori periodi di congedo straordinario, neppure nel caso in cui debba assistere Sempronio, anch’esso riconosciuto disabile grave;
  • per ogni persona con disabilità grave si hanno a disposizione al massimo 2 anni di congedo straordinario complessivi, anche quando l’assistenza viene prestata da più lavoratori. Ad esempio, se per assistere Tizio, disabile grave, Caio beneficia di 1 anno di congedo, Sempronio potrà utilizzarne al massimo un altro anno. L’eventuale periodo residuo a disposizione di Sempronio potrà poi essere utilizzato per assistere un’altra persona con disabilità grave, sempre nel rispetto del limite personale dei 2 anni.
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