Cina: addio al blocco automatico del trading per eccesso di ribasso, aumentava il panico

Addio al “circuit breakers”, il meccanismo automatico che bloccava il trading sul mercato cinese raggiunto un crollo del 7%. Accelerava il sell off.

I mercati mondiali sono in tumulto nella sessione di giovedì, dopo che le autorità cinesi hanno imposto nuove misure per prevenire il panic sell sul mercato azionario ed evitare il crollo per la seconda volta in soli quattro giorni, ma senza successo.

Il trading alla borsa cinese è stato sospeso oggi dopo che l’indice di Shanghai ha perso il 7% nella mezz’ora successiva alla campana di apertura. È la seconda volta che il “circuit breakers” viene attivato questa settimana. In quattro giorni l’indice delle blue chip CSI 300 ha ceduto oltre il 12%.

Cina: addio alla sospensione automatica del trading per eccesso di ribasso

L’autorità di regolamentazione ha annunciato dopo la chiusura della sessione asiatica di oggi di aver sospeso il meccanismo “circuit breakers”, che automaticamente sospendeva la sessione di trading una volta raggiunta una perdita del 7%.

In molti ritengono che il meccanismo automatico di sospensione del trading per eccesso di ribasso non abbia fatto altro che aumentare le perdite, dato che gli investitori si sono affrettati ad uscire dalle proprie posizioni per paura di rimanere intrappolati nel trading sospeso per l’intera sessione.

Cina, crolla la borsa: gli effetti sui mercati

I prezzi delle azioni e delle materie prime sono crollati bruscamente, mentre il valore dei titoli di stato e delle valute “rifugio” è aumentato, in uno scenario molto simile a quello di agosto scorso, alimentato dall’incertezza sulla salute della Cina, la seconda economia più grande del mondo.

Il crollo sul mercato azionario cinese della sessione odierna è avvenuto dopo che la PBoC - banca centrale cinese - ha tagliato il tasso fisso al quale lo yuan può essere scambiato al livello più basso in 4 anni.

Le riserve FX della Cina sono scese di 108 miliardi di dollari a 3.33 mila miliardi secondo i dati pubblicati oggi dalla banca centrale, in un ribasso ben più ampio di quello di novembre a -87 miliardi di dollari.

Il crollo registrato sul mercato cinese ha avuto effetti rapidi sul prezzo del petrolio, che è arrivato a toccare nuovi minimi di 11 anni sotto quota 33 dollari al barile.

Il mercato del Forex continua ad essere altamente volatile, il cui contesto sta spingendo i trader a rifuguarsi nelle valute a basso rischio.

Gli investitori sono stati scossi dall’ulteriore indebolimento del renminbi, commenta Wang Jun, analista presso la China Securities di Pechino.

«E’ stata una risposta in preda al panico per il mercato forex. L’accelerazione del deprezzamento del tasso di cambio potrebbe portare a problemi di liquidità.»

Le autorità responsabili in Cina sembrano incerte sul da farsi: tornare a comprare titoli con fondi statali o restare ad aspettare?
Martedì scorso, la «squadra nazionale» delle istituzioni finanziarie statali cinesi era sembrata intenzionata arientrare nel mercato azionario dopo essere rimasta in disparte ormai fine di agosto.

Fonte: Financial Times

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.