Cina: 20 miliardi dalla PBoC per bloccare il crollo dei mercati

Nuova iniezione di liquidità dalla banca centrale cinese per contrastare il crollo del mercato azionario. Gli indici recuperano ma il sentiment è debole.

La Cina è intervenuta per sostenere il sentiment traballante del mercato durante la sessione di martedì, il giorno dopo in cui gli indici locali e lo yuan cinese sono crollati, con ripercussioni evidenti sui mercati mondiali.
Questo, però, non riesce a dissuadere ancora gli analisti dal prevedere altre forti oscillazioni di prezzo.

Il mercato cinese ha perso circa il 2 per cento nei primi scambi di oggi, facendo temere che la sessione fosse pronta ad ospitare una seconda ondata di panic selling dopo il crollo del 7 per cento di ieri che ha inaugurato un nuovo meccanismo di «circuit breaker», in cui sono stati sospesi gli scambi su scala nazionale per la prima volta.

Ma sia la banca centrale e l’autorità di regolamentazione hanno agito rapidamente questa volta; gli indici principali hanno recuperato po’ di terreno nel primo pomeriggio ora locale, anche se il mercato è evidentemente nervoso.

La People’s Bank of China (PBOC) ha iniettato circa 20 miliardi di dollari nei mercati monetari, la più grande iniezione di liquidità da settembre. Gli interni al settore sospettano che la banca centrale stia inoltre utilizzando i fondi delle banche statali per sostenere lo yuan.

La China Securities Regulatory Commission (CSRC), da parte sua, ha annunciato di stare progettando nuove regole per limitare ulteriormente le vendite sul mercato azionario da parte degli stakeholder principali delle società quotate, e ha riferito di voler modificare ancora il meccanismo di sospensione.

La domanda è quando potrà durare questa tregua.

Pechino sta cercando di salvare la borsa già dall’intervento massiccio e senza precedenti della scorsa estate, mentre è impegnata a portare avanti delle riforme per consentire ai mercati di avere maggior potere nel determinare il valore dello yuan.

Il suo approccio “da mano pesante” per tamponare il crollo del mercato azionario e la sua svalutazione a sorpresa dello yuan nel mese di agosto ha già sollevato forti dubbi sulla banca centrale cinese.

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