Bonus bebè 2014 e 2015, beneficiari, domande e scadenze: tutto ciò che c’è da sapere sui 600 euro al mese per pagare asilo o baby sitter

Valentina Brazioli

23 Dicembre 2014 - 13:46

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Bonus bebè 2014 e 2015: se per l’edizione di quest’anno del bonus spettante alle neomamme che intendono rinunciare al congedo parentale c’è tempo solo fino al prossimo 31 dicembre, c’è ancora tutto il 2015 per ottenere l’erogazione del sussidio da utilizzare per l’asilo o la baby sitter. Beneficiari, domande e scadenze: ecco tutto ciò che occorre sapere.

Bonus bebè 2014 e 2015, beneficiari, domande e scadenze: tutto ciò che c'è da sapere sui 600 euro al mese per pagare asilo o baby sitter

Bonus bebè 2014 e 2015, le scadenze sono fissate rispettivamente al 31 dicembre del 2014 e del 2015. La somma spettante è di 600 euro al mese per ogni mese di rinuncia al congedo parentale, per un massimo di 6 mesi (periodo che si riduce a un massimo di 3 mesi in caso di lavoratrici parasubordinate).

Chi sono le beneficiarie del bonus bebè?

Misura introdotta dalla riforma del Lavoro targata Elsa Fornero, è finalizzata a sostenere il pagamento dei servizi per l’infanzia alle madri lavoratrici. In pratica, le donne potranno scegliere se usufruire (in tutto o in parte) del congedo parentale o fare ricorso al bonus. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto in materia, si è stabilito un sostanziale allargamento della platea delle possibili beneficiarie: ne hanno diritto anche le lavoratrici dell’amministrazione pubblica (escluse nel 2013), oltre a quelle del settore privato e le parasubordinate (incluse le professioniste con partita Iva). Sono, invece, da considerarsi escluse le lavoratrici autonome non iscritte alla gestione separata (come le coltivatrici dirette e le artigiane), nonché coloro che sono totalmente esentate dal pagamento dei servizi per l’infanzia o chi usufruisce dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.

Come funziona e quanto vale il bonus

Il bonus può essere usato o per acquistare servizi di baby sitting tramite i cosiddetti buoni lavoro (“voucher”), o scegliendo un asilo tra quelli accreditati sul sito dell’Inps. Alle mamme spettano 600 euro mensili per un periodo massimo di 6 mesi (quindi, in totale, 3600 euro), da calcolare in base ai mesi di congedo parentale a cui hanno rinunciato. Per le lavoratrici iscritte alla gestione separata, invece, la somma verrà erogata solo per tre mesi (per un massimo di 1800 euro). In caso di lavoratrici part time, l’importo si riduce proporzionalmente a seconda dell’orario di lavoro. Se si hanno più figli, si potranno ottenere più bonus.

Come presentare la domanda

La domanda va presentata all’Inps solo in via telematica, accedendo tramite Pin dispositivo al sito web; in mancanza di esso, è opportuno rivolgersi a un patronato. Nella richiesta, la neomamma dovrà indicare a quale dei due benefici desidera accedere e, se si tratta dell’asilo, presso quale struttura (controllando prima quali sono quelle accreditate). Inoltre, dovrà specificare il periodo di fruizione del bonus (in mesi), dichiarare la contestuale rinuncia al corrispondente numero di mesi di congedo parentale e procedere alla presentazione di una certificazione Isee. Nel caso di più figli si dovrà presentare una domanda per ogni bambino. L’esito della domanda verrà comunicato tramite posta elettronica certificata, ma sarà consultabile anche sul sito dell’Inps (con accesso da Pin o rivolgendosi al patronato).

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