Azioni Enel ed Eni sono un buy? Il bilancio 2016 e le prospettive 2017

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Azioni Enel ed Eni sono un buy? Il bilancio 2016 e le prospettive 2017

Azioni Enel ed Eni: sono da comprare? Il bilancio del 2016 e le prospettive 2017 per le due multinazionali italiane.

Azioni Enel ed Eni: il bilancio 2016 e le prospettive per il 2017 - Il 2016 è stato un anno positivo per il titolo Enel, che ha chiuso le ultime contrattazioni di dicembre sui massimi annuali e al momento a Piazza Affari - nella prima seduta di gennaio - continua a muoversi in territorio positivo a +0,81% a quota 4,222 euro per azione.

Per il colosso elettrico italiano si prospetta un 2017 all’insegna del digitale e delle rinnovabili. A sottolinearlo è stato l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, nel corso della conferenza stampa di fine anno a dicembre:

“In questo anno abbiamo gettato tanti semi, in particolare abbiamo fatto un grande rilancio del piano di digitalizzazione, un piano molto concreto che si articola con un grande investimento in infrastrutture, è una cosa a cui crediamo molto. Proseguiremo il percorso di crescita delle rinnovabili e continueremo a perseguirlo sia in Italia che fuori. [...] Siamo avanti di un anno rispetto agli obiettivi dal punto di vista dell’efficienza e della capacità di generazione di cassa e di questo possiamo fare partecipi i nostri azionisti”.

Azioni Eni? Un buy secondo Banca Imi ed Equita Sim

Nel 2017 i riflettori saranno accesi anche sulle azioni Eni, attualmente in rialzo dello 0,84% a quota 15,60 euro. Nei giorni scorsi la multinazionale ha firmato due nuovi accordi di concessione per i blocchi offshore di North El Hammad e North Ras El Esh, situati nelle acque convenzionali dell’offshore egiziano del mar Mediterraneo.

Lo scorso 19 dicembre invece la National Iranian Oil Company (Nioc) ha firmato un contratto a breve termine con il gruppo Eni per la vendita di greggio, con l’obiettivo di ripristinare l’accordo con il gruppo tricolore esistente prima dell’avvio delle sanzioni, che sono state rimosse lo scorso gennaio.

Mohsen Ghamsari, direttore per gli affari internazionali al Nioc, citato dall’agenzia di stampa Mehr, ha affermato che la National Iranian Oil Company ha venduto a Eni un cargo di petrolio greggio e ha aggiunto che sono in corso negoziati per siglare un contratto a lungo termine.

Qualora l’accordo dovesse andare in porto, la Nioc sarebbe pronta a vendere 100mila barili di greggio all’Eni.

Sia Banca Imi che Equita Sim hanno incluso le azioni Eni tra i best picks 2017.

Azioni Eni: il bilancio 2016 e le prospettive 2017

Il gruppo guidato da Claudio Descalzi - che alcune settimane fa si è recato a New York per incontrare gli investitori internazionali - viene da un periodo difficile in cui ha dovuto adattarsi a molti cambiamenti: primo su tutti, il crollo del prezzo del barile, che dai 115 dollari dell’autunno 2014 adesso viaggia a quota 50, dopo aver toccato anche i 30. A questo fattore si è aggiunto anche il calo della domanda di gas e dei margini di raffinazione.

A fronte di un simile scenario, il gruppo Eni ha dovuto optare per una forte razionalizzazione dei costi e per una stretta integrazione tra petrolio e gas - con relativa ristrutturazione delle attività più periferiche - e puntare molto su esplorazione ed estrazione.

Da qui il record della produzione di idrocarburi, che il prossimo anno dovrebbe attestarsi a 1,84 milioni di barili al giorno.

Nel corso dell’Investor Day, Descalzi ha spiegato che nel biennio 2016/2017 i progetti avviati da Eni genereranno un cash flow operativo complessivo pari a circa 4,3 miliardi di euro nel 2018, ipotizzando un prezzo del petrolio di 60 dollari al barile.

Nel triennio 2016/2018 i nuovi progetti dovrebbero generare un cash flow operativo cumulato di 7,7 miliardi di euro, supponendo che l’anno prossimo prossimo anno il prezzo del greggio si muova intorno ai 50 dollari al barile.

Azioni Eni: il parere degli analisti dopo il piano strategico

Dopo la presentazione della strategia al 2019 alcuni broker hanno rivisto la valutazione sul titolo Eni.

Credit Suisse (raccomandazione outperform) ha alzato il target price da 15,5 a 15,9 euro, mentre RBC Capital (stesso rating assegnato da Credit Suisse) ha rivisto il prezzo obiettivo da 17 a 18 euro. Jefferies consiglia di mantenere le azioni Eni in portafoglio e porta il target price da 12,25 a 13,25 euro. Equita Sim (buy) conferma il prezzo obiettivo a 15,5 euro.

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