Aumento IVA al 22%: ancora dubbi? Ecco come applicare l’aliquota giusta

Niente da fare per l’IVA nella Legge di Stabilità 2014. Avete ancora dubbi sulla giusta aliquota da applicare? Ecco la guida che fa per voi.

La Legge di Stabilità 2014 è pronta. Tante le novità su lavoro e fisco, ma qualcuno si starà chiedendo: e l’IVA? Nonostante il mondo politico dicesse di voler scongiurare l’aumento dell’IVA al 22%, il 1 ottobre è scattato questo aumento automatico. La crisi flash del Governo Letta ha fatto sì che non arrivasse nessun decreto per bloccarlo.

Forse qualcuno aspettava che si intervenisse a riguardo nella Legge di Stabilità, ma neanche questo è successo (nei piani del Governo Letta ci sarebbe comunque una redistribuzione dei beni tra le varie aliquote, che potrebbe portare a novità sul costo dei beni nel 2014). Le notizie che circolavano nei giorni scorsi sembravano far prevedere una rimodulazione delle aliquote, che tra l’altro il Governo aveva annunciato, con l’introduzione di un’aliquota nuova al 7%. Invece ieri sera è stato solo deciso lo stop all’aumento IVA per le cooperative sociali.

Se qualcuno avesse ancora dubbi, ciò vuol dire che l’aumento IVA al 22% ce lo teniamo, eccome. Nell’articolo IVA al 22%: aumento automatico dal 1 ottobre 2013. Cosa dobbiamo sapere? vi avevamo anticipato qualche informazioni su come comportarsi con fatture, ordini eseguiti ed acconti. Oggi vogliamo riprendere la questione, grazie anche all’intervento di una circolare Assonime 30/2013 rispetto alla gestione delle operazioni in corso di svolgimento, per cui è importante capire come applicare l’aliquota giusta.

Quale aliquota applicare?

Con l’aumento automatico dell’IVA dal 1 ottobre, l’aliquota del 22% si applica a tutte le operazioni per cui il momento impositivo inizia a partire da questa data. Il dato a cui fare sempre riferimento è l’operazione principale, per cui l’aumento non avrà effetto su note di variazione, anche se emesse dopo il 1 ottobre in relazione ad operazioni effettuate prima di tale data.

Sul momento impositivo, dobbiamo fare alcune precisazioni per capire l’aliquota da applicare. Il momento rilevante ai fini IVA è:

  • per le cessioni di beni, quello della consegna (o spedizione nel caso di beni mobili);
  • per le cessioni periodiche e continuative, in esecuzione di contratti di amministrazione, quello del pagamento del corrispettivo (a prescindere dalla data di spedizione/consegna);
  • per le cessioni di beni immobili, quello della data del rogito notarile;
  • per la prestazione di servizi, quello del pagamento, ad esclusione delle prestazioni di servizi che si considerano eseguite al momento in cui sono rese o nel mese successivo se si tratta di prestazioni a carattere periodico o continuativo.

In generale si ricorda che nei casi in cui sia stata emessa anticipatamente la fattura, o sia stato pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera eseguita alla data di emissione della fattura o a quella del versamento di quanto dovuto, nel limite di quanto fatturato e pagato.

Come funziona con le operazioni con l’estero?

Come capire il momento rilevante ai fini IVA quando si tratta dei operazioni con l’estero? Quando un soggetto comunitario o extracomunitario presta un servizio ad un soggetto nazionale, la prestazione del servizio si considera eseguita al momento della sua ultimazione o del pagamento. Nel caso abbia carattere periodico e continuativo si considera invece la data di maturazione dei corrispettivi.

Se le prestazioni sono eseguite in maniera continuativa per un periodo superiore a un anno, senza dar luogo a pagamenti nello stesso periodo, si considerano eseguite alla fine dell’anno solare o fino all’ultimazione delle prestazioni, in deroga alla regola generale per cui la prestazione si ritiene eseguita al momento dell’emissione della fattura.

Come si stabilisce la data di ultimazione della prestazione? Secondo le disposizioni dell’Agenzia delle Entrate dal momento di ricevimento della fattura.

Per quanto concerne le cessioni o gli acquisti intracomunitari, l’aliquota da applicare è quella vigente alla data di inizio del trasporto (o spedizione) dal Paese UE di partenza. In caso di emissione anticipata della fattura, si considera eseguita l’operazione alla data di emissione della fattura stessa, nel limite dell’importo fatturato (non assumono alcuna rilevanza, ai fini temporali, eventuali acconti pagati o incassati).

Per le importazioni l’aliquota IVA da applicare è quella determinata in base alla data di nascita dell’obbligazione doganale, coincidente con l’accettazione della dichiarazione da parte dell’Ufficio doganale.

Fase transitoria

Con il comunicato del 30 settembre 2013 l’Agenzia delle Entrate ha concesso un periodo di «tolleranza» in questa «fase transitoria», durante la quale non verranno applicate sanzioni per errori connessi proprio al cambiamento dell’aliquota IVA.

«Qualora nella fase di prima applicazione ragioni di ordine tecnico impediscano di adeguare in modo rapido i software per la fatturazione e i misuratori fiscali, gli operatori potranno regolarizzare le fatture eventualmente emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto effettuando la variazione in aumento (art. 26, primo comma, del DPR n. 633 del 1972). La regolarizzazione non comporterà alcuna sanzione se la maggiore imposta collegata all’aumento dell’aliquota verrà comunque versata nei termini indicati dalla circolare n. 45/E del 12 ottobre 2011, cui si rinvia per gli ulteriori chiarimenti».

A tale proposito la regolarizzazione delle fatture emesse con l’aliquota del 21% anzichè quella del 22% può avvenire:

  • per i contribuenti che eseguono liquidazioni periodiche con cadenza mensile, entro il 27 dicembre, termine stabilito per il pagamento dell’acconto IVA, rispetto alle fatture emesse a novembre ed entro il 16 marzo, termine di liquidazione annuale, per le fatture emesse a dicembre;
  • per i contribuenti che eseguono liquidazioni periodiche con cadenza trimestrale, entro il 27 dicembre per le fatture emesse a settembre ed entro il 16 marzo per quelle emesse nel quarto trimestre.

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