Attività finanziarie: da luglio tassazione al 26%, ecco come difendersi

Federico Migliorini

23/06/2014

26/06/2014 - 10:27

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Dal 1° luglio la tassazione delle rendite finanziarie sale dal 20 al 26%. In quasi tutti i casi l’aumento è automatico, ma per il capital gain è possibile usufruire dell’affrancamento del valore per ridurre l’impatto dell’aumento dell’aliquota di tassazione. Ecco alcuni consigli utili.

Attività finanziarie: da luglio tassazione al 26%, ecco come difendersi

A partire dal 1° luglio 2014 scatta l’aumento dal 20 al 26% dell’aliquota fiscale da applicare sui proventi di natura finanziaria (interessi, plusvalenze ecc), prevista dal Decreto Legge 66/2014.

Le novità riguarderanno soprattutto i soggetti che detengono attività finanziarie non nell’esercizio d’impresa: persone fisiche, enti non commerciali, società semplici, soggetti non residenti.

Vediamo quali sono i prodotti finanziari che vedranno aumentare la loro tassazione a partire dal 1° luglio:

  • Redditi di capitale (dividendi, cedole, interessi da conti correnti): per questo tipo di attività finanziarie l’aumento della tassazione è automatico e dipende dalla data di maturazione o di percezione del reddito. Ad esempio se un dividendo viene pagato il 1° luglio sconta il 26% di tassazione. Sugli interessi dei conti correnti vale, invece il principio di maturazione;
  • Risparmio gestito (fondi comuni, gestioni patrimoniali) l’aumento al 26% sarà calcolato direttamente dal gestore per la quota di competenza;
  • Per il Capital Gain (plusvalenze) è possibile usufruire dell’affrancamento del valore al 30 giugno 2014, pagando quindi le imposte dovute fino ad allora e disporre dal 1° luglio di un nuovo valore di partenza dell’investimento. Questa possibilità riguarda solamente le plusvalenze/minusvalenze sul valore di azioni, obbligazioni e strumenti derivati acquistati dal risparmiatore all’interno di un dossier titoli da parte di un intermediario.

Come effettuare l’affrancamento?
La decisione di affrancare o meno una partecipazione deve essere effettuata entro il prossimo 30 settembre 2014. Il principale fattore da tenere in considerazione per decide se effettuare l’affrancamento riguarda le aspettative dell’attività finanziaria, infatti, l’affrancamento è tanto più conveniente quanto più si confida su un forte rialzo del valore del titolo da luglio in poi. Ma qualsiasi decisione deve essere presa, meglio se di concerto con il vostro consulente finanziario di fiducia.

Inoltre, devono essere tenuti in considerazione anche gli strumenti finanziari che non subiscono gli effetti dell’aumento:

  • I titoli pubblici italiani e quelli emessi da Stati Esteri White List, i quali mantengono l’aliquota del 12,5%, sia sul capital gain che sugli interessi;
  • Gli utili distribuiti a società residenti in Stati UE, che continuano ad essere soggetti alla ritenuta dell’1,375%, di cui all’art. 27 comma 3 del DPR 600/73;
  • Il risultato di gestione dei fondi di previdenza italiani che resta assoggettato all’imposta sostitutiva dell’11,5% per il 2014.

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