Alitalia chiede altri 40 milioni di tagli al personale, no secco dei sindacati

Marta Panicucci

25 Febbraio 2014 - 10:12

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Altra richiesta di tagli al costo del lavoro avanzata da Alitalia ai sindacati. Si tratterebbe di altri 40 milioni di euro di tagli. Le parti sociali si dicono indisponibili ad accettare altri tagli

Il 14 febbraio scorso Alitalia ha firmato un accordo con le parti sociali per la gestione di 1.900 lavoratori in esubero. Ieri però si è tenuto un altro incontro tra i vertici di Alitalia e i sindacati nel corso del quale l’azienda ha manifestato la volontà di tagliare i costi del lavoro per altri 40 milioni di euro. I sindacato però, questa volta non ci stanno e, prima di sedersi nuovamente al tavolo delle trattative, vogliono conferme circa l’arrivo in Alitalia dell’investitore Etihad.

Marco Veneziani della Uiltrasporti spiega: «Vogliamo prima che l’operazione con Etihad sia reale e vedere il Piano industriale».

1.900 esuberi
Sono passate meno di due settimane dall’accordo tra Alitalia e la parti sociali per la gestione dei lavoratori in esubero e l’azienda cerca di riaprire il tavolo delle trattative per tagliare ulteriormente i costi dei lavoratori.

L’accordo ha scongiurato la cassa integrazione a zero ore per i 1.900 lavoratori in esubero e promesso corsi di formazione e riqualificazione per il personale interessato alla riduzione oraria.

Nell’esprimere soddisfazione per l’accordo raggiunto, i sindacati il 14 febbraio scorso, avevano dichiarato di aspettare l’arrivo di un partner internazionale per il rilancio di Alitalia.

Altri tagli
Il piano industriale di Alitalia per combattere la crisi prevede che ogni anno l’azienda decurti il costo del lavoro per 128 milioni di euro. L’accordo firmato con i sindacati vale circa 80-85 milioni di euro di risparmio dai quali però, afferma Alitalia, è necessario salire fino a 128 milioni.

Secondo fonti di Alitalia il taglio di 80 milioni non è sufficiente e deve necessariamente essere completato con la decurtazione di altri 40 milioni circa. Ma i sindacati si dicono indisponibili a sedersi nuovamente al tavolo delle trattative.

Le possibilità, per colmare il gap tra i risparmi attuali e quelli richiesti da Alitalia, sono diverse e tutte percorribili: il governo ha già messo a disposizione delle risorse con la decontribuzione previdenziale sul 50% dell’indennità di volo del personale navigante.
Altra ipotesi potrebbe essere una sorta di contributo di solidarietà progressivo per tutti i dipendenti con stipendi al di sopra dei 40 mila euro.

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